Il nido nascosto regala 50 tartarughine: tre trovate vive durante l’ultimo controllo

Conclusa l’ispezione sulla spiaggia libera: deposte 64 uova, con un successo di schiusa del 78%. È il ventesimo nido di Caretta caretta censito in Liguria dal 2021, l’unico individuato finora nell’estate 2026

C’erano ancora tre tartarughine vive, già uscite dall’uovo ma rimaste nel nido, quando gli esperti hanno effettuato l’ultimo controllo sulla spiaggia libera di Andora. Misurate e pesate, sono state posizionate sulla sabbia per raggiungere il mare. Si è conclusa così, nel tardo pomeriggio di domenica 13 settembre, l’ispezione finale del sito di nidificazione di Caretta caretta scoperto pochi giorni prima grazie all’emersione di un piccolo.
Il bilancio è di 64 uova deposte e 50 schiuse, con una percentuale di successo pari al 78%. Dodici uova non si sono sviluppate, mentre altre due contenevano un embrione formato che non aveva completato la schiusa, una condizione indicata dagli specialisti con il termine “pipped”. Il termine indica un uovo di rettile, compresi i tartarughini, che è stato inciso o rotto dal piccolo durante la schiusa, ma dal quale l’esemplare non è ancora completamente uscito. I tre piccoli recuperati vivi durante il controllo rientrano nel totale delle 50 schiuse.
A condurre l’ispezione sono state le biologhe e i naturalisti dell’Acquario di Genova e dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure, per conto del Gruppo Ligure Tartarughe. Erano presenti anche biologi e volontari dell’associazione Delfini del Ponente. Numerose persone hanno seguito le operazioni, assistendo alla conclusione di una vicenda che aveva richiamato attenzione e curiosità sulla spiaggia.
La posizione esatta del nido era rimasta sconosciuta fino all’apparizione di una tartarughina: la sua emersione aveva consentito di localizzare il punto in cui erano state deposte le uova e organizzare il presidio.
Quello di Andora è, al 14 settembre, l’unico nido individuato in Liguria nell’estate 2026 e il ventesimo censito nella regione dal 2021. Gli esperti non escludono però che lungo la costa possano esserci altri siti non ancora scoperti. L’assenza di segnalazioni, dunque, non permette di escludere ulteriori nidificazioni.
Per questo il Gruppo Ligure Tartarughe invita a segnalare immediatamente l’avvistamento di piccoli sulla spiaggia o di tracce riconducibili al loro passaggio. I riferimenti sono la Guardia Costiera, al numero 1530, oppure il numero unico di emergenza 112, attraverso i quali può essere attivata la procedura di intervento.
L’indicazione è di mantenersi a distanza, senza toccare gli animali o disturbarne il percorso. È possibile fotografarli, ma evitando il flash e qualsiasi illuminazione diretta.
Il Gruppo Ligure Tartarughe è coordinato dall’Acquario di Genova e comprende l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure, l’Università di Genova e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.
A conclusione delle attività, il gruppo e l’associazione Delfini del Ponente hanno ringraziato i gestori della spiaggia privata della Sacra Famiglia per il supporto durante i giorni di presidio, insieme alla Guardia Costiera e al Comune di Andora per la collaborazione nella gestione del nido.
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