Ambiente 

Fumo nero dal traghetto verso la città: il GNV Phoenix parte con tre motori, la segnalazione dell’Ecoistituto – VIDEO

L’associazione riferisce di un’avaria e di un intervento della Capitaneria prima che salpasse per Porto Torres

Una prolungata emissione di fumo nero dal traghetto Phoenix della compagnia Grandi Navi Veloci ha allarmato ieri sera i residenti delle abitazioni affacciate sul porto. A riferirlo è l’Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova – Centro di Diritto Ambientale, che colloca l’episodio intorno alle 19.30 di domenica 13 settembre, prima della partenza della nave per Porto Torres.

Secondo la segnalazione, il vento proveniente da sud-sudest ha spinto i fumi verso la città, investendo la zona abitata di fronte al porto. L’associazione riferisce che la Capitaneria è intervenuta a bordo e ha riscontrato una grave avaria a uno dei quattro motori. Sempre secondo questa ricostruzione, la nave è stata autorizzata a partire con i tre motori funzionanti e ha raggiunto Porto Torres intorno alle 8.30 di lunedì 14 settembre.

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La scheda tecnica diffusa dall’Ecoistituto ricostruisce anche la storia del traghetto. Il Phoenix, già Athara, è stato costruito nel 2003 da Fincantieri a Castellammare di Stabia ed è entrato nella flotta di Grandi Navi Veloci nell’aprile 2026. Appartiene alla classe Bithia, batte bandiera italiana ed è registrato a Napoli.

Destinata al trasporto combinato di passeggeri e veicoli, la nave misura 213,96 metri di lunghezza e 26,4 metri di larghezza. La scheda indica una stazza lorda di 35.736 e una velocità massima di circa 29 nodi. Può accogliere fino a 2.700 passeggeri, dispone di 319 cabine e offre 915 metri lineari per il carico rotabile.

La propulsione è affidata a quattro motori diesel Wärtsilä 12V46C, per una potenza complessiva di 51.360 chilowatt. Per le emissioni di ossidi di azoto, l’Ecoistituto riporta la classificazione Tier I dell’Organizzazione marittima internazionale, collegandola alla data di costruzione.

Un’altra sezione riguarda gli impianti ambientali. La scheda indica come non documentati i sistemi di riduzione catalitica selettiva degli ossidi di azoto, i sistemi di lavaggio dei gas di scarico, i filtri antiparticolato e gli impianti per ricevere alimentazione elettrica da terra durante la sosta in porto. Lo stesso documento precisa che la dicitura “non documentato” non significa necessariamente che tali dispositivi siano assenti.

L’Ecoistituto segnala inoltre di non avere documentazione sul combustibile effettivamente utilizzato durante lo scalo. La scheda, quindi, non consente di stabilire quale carburante fosse in uso al momento delle emissioni segnalate.


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