Stipendi di agosto ancora bloccati: 100 lavoratori degli appalti ferroviari pronti alla protesta

Assemblea e presidio lunedì 21 settembre: i sindacati accusano Rfi e le aziende appaltatrici e chiedono il pagamento immediato delle retribuzioni

Sono circa 100 i lavoratori degli appalti ferroviari ancora in attesa dello stipendio di agosto. A denunciare la situazione sono le segreterie regionali liguri della Federazione italiana lavoratori trasporti Cgil, della Federazione italiana trasporti Cisl, della Uil Trasporti, dell’Unione generale del lavoro, della Federazione autonoma dei sindacati dei trasporti e dell’Organizzazione sindacati autonomi e di base Liguria.

Al centro della vertenza ci sono il Consorzio Stabile Impero e la società consorziata Gam, alle quali Rfi (Rete ferroviaria italiana), società del gruppo Ferrovie dello Stato italiane, avrebbe ancora pagato fatture relative a prestazioni svolte nei mesi di marzo e aprile 2026. Secondo le organizzazioni sindacali, i mancati trasferimenti avrebbero bloccato gli obblighi retributivi delle aziende nei confronti degli addetti impegnati nella pulizia delle stazioni liguri.
I sindacati parlano di una situazione di «insolvenza cronica» e denunciano il ripetersi di ritardi che, a cascata, finiscono per colpire direttamente i lavoratori. Le somme complessivamente ancora ferme, secondo quanto riferito dalle organizzazioni, supererebbero il milione di euro. Non si tratterebbe quindi soltanto di un ritardo amministrativo tra aziende, ma di una crisi che sta impedendo a circa 100 persone di ricevere lo stipendio maturato ad agosto.
Oltre alle retribuzioni, viene segnalata anche la mancata erogazione dei buoni pasto da parte di Gam. La preoccupazione riguarda inoltre i prossimi stipendi, perché l’incertezza sui pagamenti non sarebbe stata ancora superata e i lavoratori temono che il problema possa ripresentarsi anche nei mesi successivi.
«Basta giocare sulla pelle dei lavoratori degli appalti ferroviari», è la richiesta delle segreterie regionali, che descrivono un clima di forte tensione e preoccupazione tra gli addetti. Molte famiglie, denunciano i sindacati, rischiano di dover ricorrere alle comunità solidali per procurarsi alimenti e altri beni di prima necessità.
Le organizzazioni chiedono a Rete ferroviaria italiana di intervenire direttamente e di farsi carico, in solido, delle somme dovute ai lavoratori per conto di Gam. Una richiesta motivata dalla natura del servizio svolto e dal rapporto di committenza con le aziende incaricate delle pulizie nelle stazioni.
Per lunedì 21 settembre è stata organizzata una giornata di mobilitazione. Dalle 8 è prevista un’assemblea riservata al personale nel saloncino sindacale della stazione di Piazza Principe. A seguire si terrà un presidio di protesta davanti alla stazione, indicato dalle organizzazioni sindacali nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 11.
Le segreterie regionali hanno già chiesto l’intervento delle istituzioni e dei vertici del gruppo Ferrovie dello Stato italiane, nella speranza di arrivare a una soluzione definitiva della vertenza. I sindacati chiedono che Rete ferroviaria italiana rispetti gli obblighi contrattuali nei confronti delle imprese alle quali affida i servizi e che venga garantita continuità nei pagamenti.
Nel mirino c’è anche la prossima gara d’appalto. Le organizzazioni auspicano che l’assegnazione avvenga rapidamente e che a occuparsi del servizio siano aziende più solide e strutturate, in grado di garantire regolarmente le retribuzioni e di evitare che i lavoratori si ritrovino nuovamente senza stipendio per responsabilità e ritardi che non dipendono da loro.
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