Confcommercio e Centri Integrati di Via chiedono un confronto più stabile con il Comune

Associazione e Civ chiedono vogliono voce in capitolo sulle scelte urbanistiche, economiche e di sicurezza. Nel mirino il rapporto con l’amministrazione e il futuro Protocollo dei Centri Integrati di Via

I commercianti genovesi chiedono al Comune un cambio di passo e rivendicano un ruolo diretto nelle decisioni che riguardano il futuro della città. La Consulta dei Centri Integrati di Via di Confcommercio Genova, riunita per esaminare i rapporti con l’amministrazione comunale, respinge l’idea che queste realtà possano essere considerate soltanto come organizzatrici di manifestazioni e iniziative di animazione.

La richiesta è quella di aprire una nuova fase di confronto stabile e strutturato, nella quale Confcommercio e i Centri Integrati di Via siano riconosciuti come interlocutori permanenti sui temi della sicurezza, della viabilità, del commercio, della riqualificazione urbana e della vivibilità dei quartieri.

A esprimere la posizione della Consulta è il presidente Umberto Solferino, secondo il quale le spiegazioni fornite recentemente in Consiglio comunale non sarebbero riuscite a dissipare le preoccupazioni delle associazioni commerciali.
«Considerare i Centri Integrati di Via come semplici organizzatori di eventi significa avere una visione riduttiva della loro funzione», afferma Umberto Solferino. Le manifestazioni, sottolinea, rappresentano soltanto una parte marginale dell’attività svolta e comportano responsabilità civili e penali rilevanti per presidenti e componenti che operano volontariamente.
La promozione turistica e culturale della città, secondo la Consulta, deve restare una responsabilità dell’amministrazione comunale. I Centri Integrati di Via possono contribuire, ma il loro compito principale dovrebbe essere quello di rappresentare le esigenze economiche e sociali dei territori, contribuendo alla progettazione delle politiche cittadine.
Da qui la richiesta che le decisioni più rilevanti vengano realmente condivise con Confcommercio e con le associazioni dei commercianti, evitando consultazioni episodiche o limitate alla realizzazione di singoli eventi.
Il presidente di Confcommercio Genova Alessandro Cavo ricorda che i Centri Integrati di Via costituiscono uno dei più importanti strumenti di collaborazione tra settore pubblico e privato costruiti dalla città negli ultimi vent’anni.
Queste associazioni sono nate per permettere agli esercizi di vicinato di lavorare insieme, aggiornarsi e affrontare le trasformazioni del mercato. Con il tempo, però, il loro ruolo si sarebbe esteso anche alla cura e al presidio quotidiano delle strade.
«Un quartiere con negozi aperti è più sicuro, più curato e più accessibile», osserva Alessandro Cavo. I commercianti, prosegue, garantiscono una presenza costante che può contrastare il degrado, intercettare rapidamente le criticità e svolgere una funzione sociale nei confronti di residenti, anziani e persone fragili.
Per Confcommercio, questa attività deve essere riconosciuta pienamente dal Comune. I Centri Integrati di Via non dovrebbero quindi essere convocati soltanto quando occorre organizzare un appuntamento, ma coinvolti in maniera continuativa nella definizione degli interventi che modificano i quartieri.
La vicepresidente di Confcommercio Genova e presidente del Centro Integrato di Via XX Settembre Ilaria Natoli sottolinea il valore della conoscenza maturata ogni giorno da chi lavora nelle strade cittadine.
«Nessuno conosce il territorio con la puntualità e la profondità dei commercianti che lo vivono ogni giorno», afferma Ilaria Natoli. Attraverso il raccordo con Confcommercio, questa esperienza locale può essere inserita in una visione complessiva delle politiche cittadine e diventare uno strumento utile per la pianificazione urbana.
Anche Manuela Carena, componente della Giunta di Confcommercio Genova e presidente del Centro Integrato di Via Colombo Galata, richiama i risultati del confronto già avviato con l’assessora comunale al Commercio e Turismo Tiziana Beghin e con gli uffici comunali.
Nei tavoli dedicati a sicurezza, viabilità e riqualificazione, sostiene Manuela Carena, i rappresentanti dei commercianti avrebbero fornito indicazioni concrete, proposte operative e conoscenze difficilmente ricavabili senza una presenza quotidiana sul territorio.
«Considerarci meri organizzatori di eventi significa non cogliere il valore strategico del lavoro che svolgiamo ogni giorno», dichiara la presidente del Centro Integrato di Via Colombo Galata.
La componente della Giunta di Confcommercio Genova e presidente del Centro Integrato di Via Genovino Marina Porotto chiede ora che il dialogo venga formalizzato, con un rapporto più diretto e continuativo con l’assessorato guidato da Tiziana Beghin.
Il confronto, secondo Marina Porotto, dovrebbe riguardare le scelte urbanistiche, economiche e di vivibilità, rispettando l’autonomia dei Centri Integrati di Via e riconoscendo il loro ruolo nella costruzione delle politiche pubbliche.
La questione centrale diventa ora la definizione del nuovo Protocollo dei Centri Integrati di Via. Al termine della riunione, tutti i presidenti aderenti a Confcommercio Genova si sono impegnati a collaborare alla stesura del documento.
L’obiettivo è arrivare a uno strumento completo, efficace e concretamente applicato dopo l’approvazione da parte del Comune. Il protocollo dovrebbe stabilire funzioni, modalità di partecipazione, responsabilità e procedure di confronto, evitando che il coinvolgimento dei commercianti dipenda di volta in volta dalle singole iniziative o dalla disponibilità degli uffici.
La presa di posizione apre così un confronto politico e amministrativo sul modello di gestione della città. Confcommercio e la Consulta chiedono che chi presidia quotidianamente le strade venga ascoltato prima delle decisioni, non soltanto chiamato a intervenire quando i progetti sono già stati definiti.
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