Nella morsa dell’afa: umidità fino al 91 per cento in città (ma nell’entroterra va anche peggio) e polvere del Sahara in sospensione nell’aria

Il caldo si combina con tassi di umidità molto elevati, rendendo l’aria difficile da sopportare. Nella città metropolitana si raggiungono il 99 per cento al Passo del Turchino e il 98 per cento a Tana d’Orso, nel comune di Ronco Scrivia

Caldo, umidità molto elevata e polvere sahariana in sospensione. È una combinazione particolarmente pesante quella che accompagna Genova oggi, venerdì 28 agosto, con un’atmosfera opprimente e una temperatura percepita superiore a quella indicata dai termometri.

I dati dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure, aggiornati alle 9 di questa mattina, mostrano valori elevati in tutto il territorio comunale. La stazione del Centro Funzionale di viale Brigate Partigiane ha rilevato un’umidità del 77 per cento, Premanico dell’80 per cento, Quezzi dell’82 per cento, Sant’Ilario dell’83 per cento, Bolzaneto dell’84 per cento e Pegli dell’85 per cento. Si sale ulteriormente a Madonna delle Grazie, con il 90 per cento, mentre Fiorino e Monte Pennello raggiungono il 91 per cento.

La situazione diventa ancora più estrema in alcune località dell’entroterra della città metropolitana. Il valore più alto è quello del Passo del Turchino, dove l’umidità arriva al 99 per cento, seguito dal 98 per cento di Tana d’orso, dal 97 per cento di Mele e dal 96 per cento di Mignanego. Montoggio raggiunge il 95 per cento, Pian dei Ratti il 94 per cento e Davagna il 93 per cento. Bargagli e Ognio si attestano al 92 per cento, mentre Lerca registra il 91 per cento.
Il 90 per cento viene raggiunto a Isoverde, Rapallo e Sciarborasca. Seguono Viganego, Borzone e Reppia con l’87 per cento; Amborzasco, Crocetta di Orero e Cichero con l’86 per cento; Vicomorasso con l’85 per cento. Torriglia-Garaventa, Bargone e Monte Cappellino segnano l’84 per cento, mentre Campo Ligure e Monte di Mezzo si fermano all’83 per cento.
Valori comunque sostenuti anche a Fallarosa, con l’81 per cento, e a Camogli e Cavi di Lavagna, entrambe all’80 per cento. Valleregia e Fontana Fresca registrano il 78 per cento; Chiavari, Santa Margherita Ligure, Valbrevenna-Gorra e Sella Giassina il 77 per cento. Le percentuali relativamente più basse, ma ancora significative nel quadro complessivo, sono quelle di Pratomollo con il 74 per cento e Giacopiane con il 73 per cento.
Quando il caldo è accompagnato da un’umidità così elevata, il sudore evapora con maggiore difficoltà e il corpo perde efficienza nel disperdere il calore. La sensazione di afa aumenta, la temperatura percepita supera quella reale e l’organismo tenta di raffreddarsi intensificando la sudorazione e richiamando più sangue verso la pelle. Il risultato può essere un maggiore affaticamento per cuore e circolazione.
Tra gli effetti più comuni ci sono spossatezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione, mal di testa, nausea, crampi, vertigini, tachicardia, cali di pressione e disidratazione. Un’esposizione prolungata può portare all’esaurimento da calore, con sudorazione intensa, debolezza, pelle pallida e umida, vomito e disorientamento.
La conseguenza più grave è il colpo di calore, una vera emergenza sanitaria. Confusione, comportamento insolito, perdita di coordinazione, convulsioni o perdita di coscienza sono segnali che richiedono l’immediata chiamata al 112. Nell’attesa dei soccorsi, la persona deve essere portata in un ambiente fresco e raffreddata. I rischi sono maggiori per anziani, bambini, donne in gravidanza, persone affette da patologie cardiache, respiratorie, renali o diabete, lavoratori all’aperto e chi assume farmaci che possono interferire con la regolazione della temperatura corporea.
A rendere ancora più particolare la giornata è la presenza prevista di polvere sahariana. Le correnti provenienti dall’Africa settentrionale stanno trasportando verso il Nord Italia particelle minerali finissime, capaci di percorrere migliaia di chilometri in quota. Non sono i comuni granelli di sabbia, troppo pesanti per compiere un viaggio simile, ma pulviscolo che può rendere il cielo lattiginoso o giallastro, offuscare il sole e produrre depositi rossastri se trascinato al suolo dalla pioggia.
Lo scenario è indicato dalle elaborazioni del Servizio di monitoraggio atmosferico Copernicus.
La sabbia del deserto africano può raggiungere Genova grazie alle correnti atmosferiche meridionali. Quando sul Sahara soffiano venti molto forti, temporali secchi o raffiche discendenti, enormi quantità di polvere minerale vengono sollevate fino a diverse migliaia di metri di quota. Le particelle più pesanti ricadono rapidamente, mentre quelle microscopiche rimangono sospese e possono viaggiare per migliaia di chilometri.
Se la circolazione atmosferica presenta una bassa pressione a ovest dell’Italia e un’area di alta pressione sul Mediterraneo centrale, si crea un richiamo di aria calda dal Nord Africa verso la Penisola. Questo flusso attraversa il Mediterraneo, raggiunge la Liguria e trasporta il pulviscolo sahariano anche sopra Genova, generalmente negli strati medi e alti dell’atmosfera.
Non arrivano quindi i comuni granelli di sabbia visibili sulle dune, troppo grandi e pesanti, ma particelle minerali finissime. La loro presenza può rendere il cielo lattiginoso, giallastro o rossastro, velare il sole e ridurre la limpidezza dell’orizzonte. Se piove, le gocce catturano il pulviscolo e lo trascinano al suolo, lasciando macchie color ocra su automobili, balconi e finestre.
La polvere può restare prevalentemente in quota oppure raggiungere gli strati vicini al terreno. Soltanto in quest’ultimo caso può contribuire direttamente all’aumento del particolato respirabile: la presenza visibile nel cielo, da sola, non dimostra necessariamente un peggioramento dell’aria al livello delle persone.
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