Degrado e tensioni (non solo) in Val Varenna, il Comune percorre anche la via diplomatica con il Consolato dell’Ecuador

Dopo gli episodi del 17 luglio, l’assessora Arianna Viscogliosi apre un canale diretto con il console Oscar Izquierdo. Al centro del confronto barbecue abusivi, consumo eccessivo di alcol, rispetto delle regole e iniziative di mediazione con la comunità

Un canale stabile tra Comune, polizia locale e Consolato per affrontare con il dialogo alcuni dei problemi di vivibilità emersi in Val Varenna e nel Ponente genovese. È la strada scelta dall’amministrazione dopo le criticità riconducibili al disagio giovanile, al consumo eccessivo di alcol e a comportamenti come l’accensione di barbecue sulle spiagge o lungo il torrente.

L’incontro è stato promosso dall’assessora comunale alla polizia locale e Sicurezza Arianna Viscogliosi e ha riunito il console dell’Ecuador Oscar Izquierdo, il comandante della polizia locale Fabio Manzo, il responsabile dell’Unità territoriale Ponente Giacomo Maniscalco e quello del Distretto VII Giorgio Birtolo.

L’obiettivo è costruire un rapporto diretto e continuativo con il Consolato, evitando che il confronto venga attivato soltanto in seguito a episodi particolarmente gravi. La decisione arriva anche alla luce dei fatti avvenuti il 17 luglio in Val Varenna (l’assalto al bus con atti di vandalismo) e della numerosa presenza della comunità ecuadoriana sul territorio genovese.
Al centro del tavolo non vi sono soltanto le attività di controllo, ma anche la prevenzione. Il Comune punta a organizzare iniziative di informazione e sensibilizzazione sul rispetto delle regole, sulla corretta fruizione degli spazi pubblici e sui rischi collegati all’abuso di alcol, coinvolgendo direttamente il Consolato e i rappresentanti della comunità.
«Lavorare in sinergia con il Consolato significa favorire il dialogo con una comunità che a Genova conta circa 50 mila persone, promuovere il rispetto delle regole, prevenire situazioni di criticità e costruire interventi condivisi di informazione, mediazione e integrazione», spiega Arianna Viscogliosi.
Secondo l’assessora, il percorso non nasce esclusivamente dalle esigenze di ordine pubblico. L’intenzione è affiancare alle attività della polizia locale un lavoro sociale e culturale capace di intervenire sulle cause dei comportamenti problematici, soprattutto quando riguardano giovani e gruppi che frequentano con continuità spiagge, argini e spazi pubblici.
Il confronto era stato avviato anche con l’assessora comunale al Sociale Cristina Lodi, con l’obiettivo di collegare gli interventi di sicurezza alle politiche di inclusione e mediazione. L’amministrazione si è resa disponibile a promuovere incontri con il Consolato e con la comunità per spiegare le regole e favorire una maggiore consapevolezza sui comportamenti consentiti.
«Ci siamo resi disponibili a organizzare incontri con il Consolato e con la comunità per una sensibilizzazione generale al rispetto delle regole», aggiunge Arianna Viscogliosi.
Il nuovo canale istituzionale dovrà quindi servire sia a prevenire nuovi episodi sia a evitare generalizzazioni. Il principio indicato dal Comune è quello di intervenire sui singoli comportamenti scorretti, mantenendo aperto il confronto con una comunità numerosa e radicata in città.
La strategia combina così controlli, informazione e mediazione. Resta fermo il rispetto delle ordinanze e delle norme sull’utilizzo degli spazi pubblici, ma l’amministrazione punta a rendere più efficace l’azione preventiva attraverso interlocutori in grado di comunicare direttamente con famiglie, giovani e associazioni.
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