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Rider al caldo, Robotti risponde ai sindacati: «Dovevamo agire subito, il confronto arriverà a settembre»

L’assessore comunale alla Mobilità e al Lavoro rivendica la scelta di intervenire senza un passaggio preventivo con Cgil Cisl Uil: «Con temperature eccezionali non potevamo aspettare». Annunciati sopralluoghi nelle case dei rider e un incontro con le organizzazioni il 14 settembre

L’urgenza dell’ondata di calore contro i tempi della concertazione. È questa la linea scelta dall’assessore comunale alla Mobilità e al Lavoro Emilio Robotti, che replica alle critiche arrivate da Cgil Cisl Uil e dai gruppi di opposizione dopo l’approvazione delle linee di indirizzo dedicate alla tutela dei rider durante le giornate con temperature particolarmente elevate.

Al centro della polemica c’è soprattutto il metodo. Le organizzazioni sindacali hanno contestato al Comune di avere predisposto il provvedimento senza un confronto preventivo con chi rappresenta i lavoratori del settore, denunciando il rischio che la riduzione o la sospensione delle consegne nelle ore più calde possa tradursi in una perdita di reddito per lavoratori già fragili e sottopagati.

Emilio Robotti riconosce il problema, ma difende la decisione di accelerare. «Comprendo il rammarico delle organizzazioni sindacali per il metodo e i tempi con cui si è giunti a questo provvedimento, ma l’urgenza imposta da un’ondata di calore straordinaria e imminente ci ha messo di fronte a una scelta inderogabile: agire subito per salvaguardare l’incolumità fisica dei lavoratori o attendere i tempi di un confronto strutturato».

Secondo l’assessore, rinviare la decisione alla prima seduta utile avrebbe significato intervenire soltanto dopo il picco del caldo. Da qui la scelta di portare rapidamente in Giunta una delibera di indirizzo, assumendosi, come sottolinea, la responsabilità politica ed etica dell’accelerazione.

In una prima fase era stata valutata anche l’ipotesi di un’ordinanza sindacale, sul modello di quanto fatto in altre grandi città. La complessità del comparto delle consegne a domicilio, caratterizzato da rapporti contrattuali differenti, lavoro tramite piattaforme digitali e compensi spesso collegati al numero degli ordini, ha però spinto il Comune verso uno strumento meno rigido.

La delibera non introduce infatti un divieto immediatamente vincolante, ma indica alle piattaforme la necessità di ridurre o sospendere l’attività nelle fasce orarie caratterizzate da un rischio elevato per la salute, adeguando anche i meccanismi automatici che regolano assegnazioni, tempi e priorità delle consegne.

È proprio questo aspetto ad avere sollevato le obiezioni dei sindacati. Senza una forma di sostegno economico o di compensazione del mancato guadagno, sostengono Cgil Cisl Uil, una riduzione del lavoro tra le 12 e le 16 potrebbe scaricare sui rider il costo della misura adottata per proteggerli.

Emilio Robotti respinge però l’accusa di propaganda. «Definire propaganda un atto pensato unicamente per evitare che il gran caldo faccia vittime mi sembra ingiusto ed eccessivo», afferma, rispondendo sia alle organizzazioni sindacali sia a Fratelli d’Italia, che ha criticato l’amministrazione per una presunta chiusura al confronto.

L’assessore sostiene che il tema delle condizioni dei rider sia già stato affrontato in precedenti momenti istituzionali e conferma la disponibilità a proseguire il dialogo. Il prossimo incontro con le categorie sindacali è stato fissato per il 14 settembre, quando l’emergenza legata alle temperature dovrebbe essere superata e sarà possibile discutere in maniera più ampia delle condizioni del settore.

Il confronto non riguarderà soltanto le modalità di lavoro nelle giornate più calde. Sul tavolo ci saranno anche le strutture di appoggio per i ciclofattorini, i punti di ristoro e le cosiddette case dei rider, spazi nei quali i lavoratori possono fermarsi, bere, ripararsi dalle intemperie, ricaricare i dispositivi e accedere ad alcuni servizi essenziali.

Su questo fronte Emilio Robotti annuncia una verifica prima dell’appuntamento di settembre. In accordo con gli assessori competenti per il Sociale e per il Patrimonio, rispettivamente Cristina Lodi e Davide Patrone, saranno effettuati sopralluoghi nelle strutture esistenti per controllarne condizioni, dotazioni e criticità.

«Sappiamo perfettamente che esistono strutture dedicate e stiamo lavorando per migliorare l’esistente», spiega l’assessore. L’intenzione dichiarata è potenziare i servizi e affrontare gli ostacoli amministrativi che finora hanno limitato l’ampliamento o la riqualificazione degli spazi.

Resta aperto il problema economico. Le organizzazioni sindacali chiedono infatti che qualsiasi sospensione dell’attività sia accompagnata da misure capaci di garantire il reddito dei lavoratori. Il rischio, altrimenti, è che il rider si trovi davanti a una scelta impossibile: rinunciare alla consegna e perdere il compenso oppure continuare a lavorare nonostante il caldo e i potenziali rischi per la salute.

La posizione del Comune, per ora, si concentra sulla responsabilizzazione delle piattaforme. L’amministrazione chiede ai gestori dei servizi di consegna di non incentivare l’attività nelle ore più pericolose, di rivedere i sistemi automatici di assegnazione degli ordini e di evitare penalizzazioni per chi decide di fermarsi.

Il provvedimento nasce in concomitanza con l’innalzamento del livello di allerta per l’ondata di calore a Genova. Le temperature percepite possono raggiungere i 35 gradi e le condizioni diventano particolarmente difficili per chi trascorre molte ore sulle strade, pedalando o guidando uno scooter, spesso senza la possibilità di accedere rapidamente a un luogo fresco.

Emilio Robotti prova quindi a riportare il confronto su un terreno meno conflittuale, riconoscendo le critiche sul metodo ma rivendicando la priorità assegnata alla sicurezza. «La dignità, la salute e l’incolumità di ogni lavoratore esposto ai rischi legati ai cambiamenti climatici restano la priorità assoluta dell’amministrazione».

La verifica concreta arriverà però con il tavolo di settembre. In quella sede Comune e sindacati dovranno affrontare non soltanto l’emergenza stagionale, ma anche i nodi strutturali del lavoro tramite piattaforme: compensi, tutele assicurative, sicurezza stradale, accesso ai servizi, algoritmi e continuità del reddito. Solo allora si potrà capire se la delibera estiva resterà un intervento episodico o diventerà il primo passo di una politica cittadina più organica per i rider.

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