Appalti senza tutele e sanità in affanno, la doppia battaglia di SLC Cgil arriva al Carlo Felice

La raccolta firme nazionale fa tappa a Genova per sostenere due leggi di iniziativa popolare: una dedicata alla dignità e alla sicurezza del lavoro negli appalti, l’altra al rafforzamento della sanità pubblica

Più diritti e maggiori garanzie per chi lavora negli appalti, insieme a una sanità pubblica più forte e accessibile. Sono i due obiettivi della raccolta firme promossa in tutta Italia dalla Cgil con diverse associazioni e portata oggi, giovedì 23 luglio, davanti al Teatro Carlo Felice da SLC Cgil Genova.

Alla giornata partecipa anche la segretaria nazionale di SLC Cgil con delega allo spettacolo, Sabina Di Marco. Le sottoscrizioni raccolte serviranno a sostenere due leggi di iniziativa popolare: la prima punta ad affrontare le criticità del sistema degli appalti, mentre la seconda chiede interventi strutturali per difendere e rafforzare la sanità pubblica.

Il ricorso agli appalti è ormai diffuso nella maggior parte degli ambiti lavorativi. A Genova, soltanto nei comparti seguiti da SLC Cgil, sono oltre cento le lavoratrici e i lavoratori impiegati attraverso aziende esterne.
Il personale opera negli appalti di Poste Italiane, in particolare nei servizi di pulizia, logistica e trasporto, ma anche al Teatro Nazionale, dove sono esternalizzati servizi come pulizie, portierato e assistenza in sala. A questi si aggiungono gli addetti delle telecomunicazioni e dei call center.
Secondo SLC Cgil, il sistema espone i dipendenti a una crescente precarietà, soprattutto durante i cambi di appalto, quando possono essere messi in discussione il posto di lavoro, l’orario, la retribuzione e le condizioni maturate negli anni.
«Purtroppo il Governo ha destrutturato uno dei settori del lavoro più complicati, quello degli appalti, rendendo il lavoro più incerto e insicuro», denuncia SLC Cgil.
La proposta sostenuta dalla raccolta firme punta a costruire un sistema fondato sulla qualità del lavoro, sulla sicurezza, sulla legalità e sul rispetto della dignità delle persone. L’obiettivo è evitare che la competizione tra le aziende venga giocata sulla riduzione dei costi del personale e sulla compressione dei diritti.
La mobilitazione riguarda anche la sanità pubblica. La seconda legge di iniziativa popolare vuole difendere il diritto universale alla salute e contrastare un sistema nel quale l’accesso tempestivo a visite, esami e cure rischia di dipendere sempre più dalle possibilità economiche dei cittadini.
Per la Cgil, liste d’attesa, carenza di personale e difficoltà nell’ottenere prestazioni in tempi adeguati stanno spingendo un numero crescente di persone verso la sanità privata. Una soluzione che non tutti possono permettersi e che rischia di ampliare ulteriormente le disuguaglianze.
La raccolta firme viene quindi presentata come una campagna nazionale di partecipazione democratica costruita attorno a due diritti fondamentali: quello a un lavoro dignitoso e sicuro e quello a ricevere cure all’interno di un sistema sanitario pubblico efficiente.
La scelta del Carlo Felice come luogo del presidio richiama inoltre l’attenzione sul lavoro spesso poco visibile che consente il funzionamento quotidiano di teatri, uffici, aziende e servizi. Pulizie, portierato, accoglienza, logistica e trasporti sono attività essenziali, ma vengono frequentemente svolte attraverso appalti che, secondo il sindacato, non assicurano tutele sufficienti.
Da Genova parte dunque una doppia richiesta: intervenire sulle regole degli appalti per garantire continuità, sicurezza e dignità e investire sulla sanità pubblica affinché il diritto alle cure non diventi un privilegio riservato a chi può pagare.
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