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Amt, anche la Città metropolitana approva il sostegno al piano di risanamento, ultimo passaggio prima dell’assemblea dei soci

Via libera con 10 voti favorevoli della maggioranza e 9 astensioni dell’opposizione di centrodestra. La sindaca metropolitana Silvia Salis: «Chiusa la fase istituzionale di una delle più grandi operazioni di salvataggio del trasporto pubblico locale nella storia del Paese»

Anche il Consiglio della Città metropolitana di Genova ha approvato il sostegno al piano di risanamento di Azienda mobilità e trasporti. Il voto, arrivato oggi nel Salone di Palazzo Doria Spinola, completa il percorso istituzionale necessario prima dell’assemblea dei soci della società, convocata per domani, 14 maggio. La delibera è passata con 10 voti favorevoli della maggioranza e 9 astensioni dell’opposizione di centrodestra, dopo il via libera arrivato ieri dal Consiglio comunale di Genova e dopo l’approvazione all’unanimità, in Regione Liguria, della legge che stanzia risorse a sostegno del trasporto pubblico locale.

Il provvedimento, illustrato dal vicesindaco metropolitano e consigliere delegato ai trasporti Simone Franceschi, riguarda una delle partite più delicate per il futuro della mobilità genovese e metropolitana. La crisi di Azienda mobilità e trasporti viene descritta dai numeri: deficit patrimoniale superiore a 61 milioni di euro a fine 2025, perdite cumulate per 82 milioni nel biennio 2024-2025 e debiti complessivi attorno ai 280 milioni. Con il voto di oggi, la Città metropolitana dà mandato alla sindaca metropolitana, o a un suo delegato, di sostenere il percorso di riequilibrio economico-finanziario dell’azienda, ritenuto necessario per preservare la continuità aziendale e garantire il servizio essenziale di trasporto pubblico su tutto il territorio.

Gli interventi concreti dell’ente saranno definiti con atti successivi, dopo l’acquisizione degli impegni formali degli altri enti partecipanti, delle attestazioni previste dalla normativa e dell’omologa giudiziale degli accordi tra Azienda mobilità e trasporti e i creditori, nell’ambito della composizione negoziata della crisi. Le misure protettive restano in vigore fino al 19 giugno 2026.

Il piano aggiornato, acquisito al protocollo metropolitano il 6 maggio, si fonda su quattro assi: efficientamento e razionalizzazione della struttura industriale, revisione dei contratti di servizio di trasporto pubblico locale con la Città metropolitana, evoluzione della strategia tariffaria avviata dal novembre 2025 e rafforzamento patrimoniale per riportare il patrimonio netto della società in territorio positivo già nel 2026.

La sindaca metropolitana Silvia Salis ha rivendicato il valore politico e amministrativo del voto. «L’approvazione di questo provvedimento da parte del Consiglio metropolitano chiude la fase di un percorso istituzionale lungo e molto complesso, che con una grande assunzione di responsabilità ci consente di realizzare una delle più grandi operazioni di salvataggio del trasporto pubblico locale nella storia di questo Paese», ha dichiarato. La sindaca ha ringraziato i vicesindaci Simone Franceschi e Alessandro Terrile, le lavoratrici e i lavoratori, i cittadini e tutti coloro che stanno affrontando la crisi dell’azienda.

La sindaca metropolitana ha sottolineato anche il contributo diretto della Città metropolitana: «Ringrazio la Città metropolitana per contribuire con un milione e mezzo alla ricapitalizzazione di Azienda mobilità e trasporti e per il grande sforzo compiuto nell’aumentare di 700 mila euro all’anno il contratto di servizio». Poi ha richiamato il peso delle scelte assunte: «È chiaro che abbiamo dovuto prendere decisioni anche molto scomode, impopolari, ma la situazione che abbiamo ereditato era disastrosa e ci siamo assunti la responsabilità di salvare Azienda mobilità e trasporti e il trasporto pubblico locale, sistemando il bilancio: i soldi non si possono stampare e serve una mediazione seria tra tariffe, contributi e servizio, che è inserita nel piano di risanamento».

La sindaca metropolitana ha poi attaccato la gestione precedente e l’atteggiamento dell’opposizione comunale e metropolitana. «Non vogliamo tornare al 2024, quando Azienda mobilità e trasporti ha perso quasi cinque milioni al mese nell’inconsapevolezza degli amministratori di allora», ha detto. «Per questo, dispiace che sia ieri in Comune sia oggi in Città metropolitana l’opposizione abbia deciso di astenersi, a differenza di quanto avvenuto in Regione, dove tutte le forze politiche hanno votato all’unanimità un contributo fondamentale per salvare Azienda mobilità e trasporti». Per Salis, approvare il percorso significa «salvare migliaia di posti di lavoro, oltre che un servizio fondamentale per la vita democratica e sociale di tutta la città metropolitana come il trasporto pubblico».

L’opposizione di centrodestra ha motivato l’astensione con le parole della consigliera Laura Repetto. «Il centrodestra metropolitano ha deciso di restare in aula, con senso di responsabilità, per garantire la discussione e l’approvazione del piano di risanamento Azienda mobilità e trasporti per salvare azienda e dipendenti, e anche per i cittadini che dipendono da quel servizio ogni giorno», ha dichiarato. La consigliera ha riconosciuto il peso delle risorse regionali, ricordando che «le risorse oggi sul tavolo esistono in larga parte grazie a quanto deciso ieri in Consiglio regionale, dove è stata approvata la legge che stanzia 40 milioni».

Restano però, per il centrodestra metropolitano, diversi punti critici. Repetto ha citato «l’apertura a Trenitalia e l’ombra di una privatizzazione», il rischio di tagli alle corse, in particolare nei territori periferici della Città metropolitana, la richiesta di maggiore contribuzione agli enti locali e l’ipotesi di ulteriori aumenti tariffari per gli utenti. «Ci asteniamo, ma vigileremo sull’attuazione di ogni singola misura», ha concluso.

Per Simone Franceschi, invece, il voto della Città metropolitana rappresenta un atto dovuto verso il territorio. «Con il voto di oggi la Città metropolitana compie la propria parte in un’operazione che è, prima di tutto, un atto di responsabilità verso i cittadini di questo territorio», ha spiegato. «Azienda mobilità e trasporti non è soltanto un’azienda: è la spina dorsale della mobilità metropolitana, il servizio che permette a migliaia di persone di andare al lavoro, a scuola, di accedere ai servizi».

Il vicesindaco metropolitano ha riconosciuto che la crisi ha radici complesse, legate anche a fattori nazionali come pandemia, inflazione e aumento dei costi energetici, ma ha richiamato anche le responsabilità politiche della precedente amministrazione. «La crisi che ha colpito Azienda mobilità e trasporti ha cause strutturali che affliggono il trasporto pubblico locale a livello nazionale, la pandemia, l’inflazione, i costi energetici, ma sono anche frutto di scelte politiche della precedente amministrazione, che comunque non potevano essere affrontate con gli strumenti ordinari».

Secondo Franceschi, il piano di risanamento non è un intervento tampone, ma un percorso strutturato. «Il Piano di Risanamento è un percorso rigoroso, attestato da professionisti indipendenti, costruito in sinergia tra Comune di Genova, Regione Liguria e Città metropolitana», ha aggiunto. Il ruolo della Città metropolitana, in quanto ente titolare dei contratti di servizio, viene definito essenziale: «La revisione dei corrispettivi che stiamo definendo è un intervento strutturale, non una misura emergenziale. Siamo al lavoro perché Azienda mobilità e trasporti torni solida, efficiente e all’altezza delle aspettative di chi ogni giorno sale su un autobus o sulla metropolitana».

Con il voto metropolitano, il salvataggio entra dunque nella fase più operativa. Dopo Comune, Regione e Città metropolitana, la parola passa all’assemblea dei soci. Da lì dovrà partire l’attuazione concreta di un piano che tiene insieme risorse pubbliche, revisione dei contratti, strategia tariffaria, rafforzamento patrimoniale e accordi con i creditori. La cornice politica resta tesa, ma il percorso istituzionale preliminare è ormai chiuso: il futuro di Azienda mobilità e trasporti entra adesso nella fase in cui le decisioni approvate dovranno tradursi in atti, numeri e servizio reale per cittadini e lavoratori.


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