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Tre scuole dell’infanzia verso la statalizzazione, la Funzione Pubblica Cgil attacca il Comune: «Nessun confronto, serve subito un incontro»

Il progetto riguarda le scuole dell’infanzia Mimosa, Villa Dufour e Colombo. Il sindacato denuncia l’assenza di informativa preventiva e chiede chiarimenti immediati sul dimensionamento scolastico e sul futuro dei servizi comunali

Tre scuole dell’infanzia comunali verso la statalizzazione e un nuovo fronte di tensione tra Comune di Genova e sindacati. La Funzione Pubblica Cgil Genova contesta duramente il metodo seguito dall’amministrazione dopo quanto emerso oggi in Città metropolitana, durante la discussione sul dimensionamento scolastico. Secondo il sindacato, nel piano sarebbe previsto il passaggio allo Stato della scuola dell’infanzia Mimosa, della scuola dell’infanzia Villa Dufour e della scuola dell’infanzia Colombo.

La critica non riguarda soltanto il merito della scelta, ma soprattutto il percorso seguito. La Funzione Pubblica Cgil sostiene infatti che il progetto sia emerso senza alcun passaggio preventivo con le organizzazioni sindacali, senza informativa e senza un confronto con lavoratrici e lavoratori. Una modalità giudicata inaccettabile, soprattutto perché interviene su servizi educativi comunali e sul futuro del personale.

Il caso della scuola Mimosa viene indicato dal sindacato come particolarmente significativo. Solo pochi giorni fa, secondo la Funzione Pubblica Cgil, l’amministrazione avrebbe comunicato che per quella scuola non era prevista alcuna soppressione di sezione. Oggi, invece, sarebbe emersa l’ipotesi della statalizzazione, cioè un cambio di scenario molto più profondo rispetto a una semplice riorganizzazione interna. «Un cambio di scenario radicale», denuncia il sindacato, sottolineando che nessuno avrebbe ritenuto necessario informare preventivamente né le organizzazioni sindacali né il personale coinvolto.

La Funzione Pubblica Cgil richiama anche un accordo sottoscritto nel febbraio scorso con l’amministrazione, firmato dal vicesindaco e dall’assessora al Personale, che prevedeva un incontro tecnico per definire l’offerta formativa del prossimo anno scolastico e calcolare il fabbisogno di personale necessario al funzionamento dei servizi. In quel quadro sarebbero dovute rientrare anche le sostituzioni e la copertura delle assenze. Secondo il sindacato, quell’impegno non sarebbe stato rispettato.

Il giudizio politico è netto. La Funzione Pubblica Cgil afferma che, con l’insediamento della nuova amministrazione, si aspettava un cambio di rotta rispetto alle politiche degli ultimi anni. Al contrario, sostiene che il Comune stia continuando su una linea di progressiva riduzione del perimetro dei servizi pubblici comunali, attraverso statalizzazioni ed esternalizzazioni. Una dinamica che, secondo il sindacato, non riguarderebbe solo la scuola, ma anche musei, biblioteche, cimiteri e servizi sociali.

Per la Funzione Pubblica Cgil, la statalizzazione delle tre scuole dell’infanzia si inserirebbe quindi in un disegno più ampio, capace di indebolire il ruolo diretto del Comune nella gestione dei servizi. Il sindacato parla di una scelta politica precisa, che riduce progressivamente la presenza pubblica comunale e sposta altrove pezzi di attività che oggi fanno parte dell’organizzazione dell’ente.

«Non è più accettabile che ritardi, mancanza di trasparenza e assenza di confronto diventino la normalità», afferma la Funzione Pubblica Cgil Genova, chiedendo che l’amministrazione convochi immediatamente le organizzazioni sindacali. L’obiettivo è ottenere informazioni chiare sul progetto di dimensionamento scolastico, sulle ipotesi di statalizzazione e sul futuro dei servizi comunali.

La richiesta del sindacato è quella di ripristinare relazioni sindacali fondate su confronto preventivo, trasparenza e rispetto degli impegni assunti. Il dossier, ora, è destinato ad aprire un nuovo terreno di confronto a Palazzo Tursi, con al centro non solo il destino delle tre scuole coinvolte, ma più in generale il modello di gestione dei servizi educativi comunali.


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