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Sfalci, da giugno cambia tutto: nuovo appalto unico, dieci lotti e diserbo “a vapore” nelle zone più frequentate

Interrogazione del consigliere della Lega Alessio Bevilacqua sul programma degli sfalci in città. L’assessore alle manutenzioni Massimo Ferrante annuncia il nuovo sistema: contratto unico triennale, risorse distribuite in base ai chilometri di strade e crêuze e un “lotto zero” per le aree ad alta affluenza. Ma fino al 31 maggio resteranno in vigore le regole stabilite dall’appalto triennale della precedente giunta

Il piano degli sfalci torna in consiglio comunale, con un’interrogazione del consigliere della Lega Alessio Bevilacqua, che ha chiesto alla giunta un aggiornamento sul calendario degli interventi in città e sui risultati attesi dal nuovo sistema annunciato dall’amministrazione. A rispondere è stato l’assessore alle manutenzioni Massimo Ferrante, che ha spiegato come il Comune sia in una fase di transizione tra il vecchio contratto, in scadenza il 31 maggio, e il nuovo appalto che dovrebbe entrare in funzione dalla prima settimana di giugno.

Bevilacqua ha ricordato come quello degli sfalci sia un tema che ogni anno torna in aula attraverso interrogazioni, interpellanze e articoli 54. Il consigliere ha sottolineato che, al 12 maggio, in molte zone della città l’erba è già ben visibile e in alcuni casi crea problemi anche alla percorribilità dei marciapiedi. «In tanti punti della città, in tanti marciapiedi è anche difficile camminare», ha detto, citando anche una segnalazione inviata in mattinata agli assessori Massimo Ferrante e Francesca Coppola su una parte di Pontedecimo, dove la vegetazione ostacolerebbe il passaggio dei pedoni, in particolare di chi si muove con passeggini o con difficoltà motorie.

Il consigliere ha chiesto quindi un quadro aggiornato del calendario, dei rapporti con i municipi e delle novità operative previste. il consigliere della Lega ha riconosciuto il ruolo dei municipi come consigli comunali decentrati e ha chiesto che i cittadini possano avere un ritorno chiaro sugli interventi programmati, evitando che le risposte arrivino solo dopo singole segnalazioni o pressioni puntuali.

Nella replica, Ferrante ha spiegato che il vecchio modello, secondo il piano triennale della vecchia giunta, era basato su nove lotti, uno per ciascun municipio, affidati a una pluralità di cooperative. Ogni territorio riceveva una quota economica sostanzialmente paritetica, ma questo sistema, secondo l’assessore, non teneva conto delle differenze reali tra le varie parti della città. Alcuni municipi riuscivano a coprire le proprie esigenze con le risorse disponibili, mentre in territori più complessi, come Valpolcevera, Ponente e Levante, il rapporto tra chilometri di strade, crêuze e risorse assegnate rendeva difficile garantire un servizio adeguato.

«Noi siamo in una fase di transizione», ha spiegato l’assessore comunale, ricordando che il vecchio contratto scade il 31 maggio e che la nuova gara è già conclusa, con gli uffici impegnati nella valutazione delle offerte. L’obiettivo dell’amministrazione è arrivare alla firma del nuovo contratto nella prima settimana di giugno.

Il nuovo sistema cambia l’impostazione. I lotti non saranno più nove, ma dieci. Nove continueranno a seguire i confini municipali, mentre il decimo sarà un “lotto zero” dedicato alle aree ad alta affluenza, considerate particolarmente delicate per presenza turistica, attraversamenti e visibilità urbana. Questo lotto comprenderà porzioni di quattro municipi: Centro Est, Levante, Medio Levante e Ponente. A differenza degli altri, sarà gestito direttamente a livello centrale.

La novità più rilevante riguarda proprio il “lotto zero”. In queste aree non sarà utilizzato il tradizionale sfalcio, ma il metodo del vapore. Massimo Ferrante ha spiegato che si tratta di una tecnica più costosa, ma capace di bruciare le radici e quindi di rendere più difficile la ricrescita dell’erba. L’obiettivo è ottenere un risultato più duraturo nelle zone più frequentate e più esposte, dove la manutenzione ha anche un impatto immediato sull’immagine della città.

Per gli altri nove lotti, invece, la distribuzione delle risorse cambierà criterio. Non più una cifra uguale per tutti i municipi, ma uno stanziamento proporzionato al chilometraggio di strade e crêuze. In questo modo, ha spiegato l’assessore, ogni municipio dovrebbe avere una dotazione economica più coerente con le proprie reali necessità. «Ogni municipio avrà una cifra calibrata in base a quelle che sono le esigenze», ha detto Ferrante.

Altra scelta rilevante: l’appalto sarà affidato a un’unica realtà, cooperativa o impresa. Secondo l’assessore, un contratto unico triennale dovrebbe consentire al soggetto aggiudicatario di programmare meglio, investire in personale, mezzi e attrezzature e garantire una maggiore continuità operativa. L’obiettivo dichiarato è superare la frammentazione precedente, considerata una delle criticità del vecchio sistema.

In attesa dell’avvio del nuovo appalto, il Comune sta chiedendo ai municipi di utilizzare i residui economici disponibili. L’assessore ha riferito di avere svolto la scorsa settimana una riunione con presidenti, dirigenti e funzionari delle aree tecniche municipali per verificare la situazione. Secondo quanto emerso, tutti i municipi hanno ancora risorse residue, anche grazie ad aggiunte disposte alla fine dello scorso anno, e sono quindi in grado di garantire interventi fino alla prima settimana di giugno.

L’assessore ha inoltre chiesto uniformità nella comunicazione ai cittadini. Ogni municipio dovrà pubblicare sulle proprie pagine un format uguale, indicando con chiarezza dove si sta intervenendo e con quale cronoprogramma. Il principio, ha spiegato Massimo Ferrante, è che gli sfalci non debbano dipendere da chi protesta di più o da chi esercita più pressione, ma da una programmazione trasparente e consultabile. «I cittadini devono sapere che vanno sulle varie pagine dei municipi e trovano esattamente il cronoprogramma e dove si sta intervenendo», ha detto.

Fino alla partenza del nuovo contratto, quindi, il servizio proseguirà con il vecchio sistema e con le cooperative aggiudicatarie della precedente gara, sulle quali la direzione comunale continuerà a effettuare controlli per verificare che gli interventi vengano svolti fino alla scadenza. Da giugno partirà invece il nuovo modello: un appalto unico, risorse ricalibrate sui bisogni reali dei territori, un lotto centrale per le aree più frequentate e il ricorso al vapore nei punti dove l’amministrazione punta a contenere più efficacemente la ricrescita.


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