Disabilità, al Matitone la rete che cambia il welfare: oltre 3 mila progetti personalizzati e 70 associazioni coinvolte

Il quarto open day conferma il lavoro del Comune con le realtà del territorio. Al centro autonomia, abitare, socializzazione, inclusione socio-lavorativa e un accordo stabile con le associazioni

Genova rafforza la rete territoriale dedicata alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Si è svolto oggi al Matitone il quarto open day delle associazioni impegnate nel settore, un appuntamento pensato per promuovere inclusione sociale, contrastare marginalizzazione e isolamento e mettere in collegamento le energie presenti nei quartieri, soprattutto nelle aree più esposte a fragilità sociali e fisiche. L’iniziativa conferma la scelta dell’amministrazione comunale di non considerare il lavoro delle associazioni come un supporto occasionale, ma come una parte stabile del welfare cittadino.

Il percorso sul Progetto di Vita restituisce una prima fotografia concreta dei bisogni e delle risposte già attivate. Nella fase sperimentale sono state presentate 62 domande e avviati 44 progetti, 13 riferiti a minorenni e 31 ad adulti. A questa sperimentazione si affianca l’attività ordinaria del Comune, che ha raggiunto oltre 3 mila progetti individualizzati. Il dato conferma un’impostazione sempre più centrata sulla persona, con interventi costruiti non solo sulle prestazioni disponibili, ma sui percorsi reali di vita, autonomia, relazione e partecipazione.

Le richieste più frequenti riguardano autonomia personale, sostegno all’abitare, vita indipendente, accompagnamento educativo e continuità progettuale. Crescono anche i bisogni legati a socializzazione, mobilità, sport e inclusione socio-lavorativa, mentre resta forte la domanda di sostegni sanitari e sociosanitari. È in questo quadro che il ruolo delle associazioni diventa decisivo: mappare attività, creare collegamenti, ridurre la frammentazione, coprire le zone meno servite e rafforzare i nodi già esistenti della rete.
L’assessora al sociale Cristina Lodi sintetizza così l’obiettivo dell’amministrazione: superare risposte isolate e costruire un sistema più coerente, capace di crescere nel tempo e di accompagnare davvero i percorsi di vita delle persone, insieme alle persone. Il prossimo passaggio sarà la proposta di un accordo di intenti con le associazioni, per condividere principi, valori e obiettivi comuni e rendere più strutturata la collaborazione tra pubblico e rete territoriale.
L’open day si inserisce quindi in un percorso più ampio di consolidamento del welfare cittadino. Il Comune punta a una corresponsabilità stabile tra istituzioni, famiglie, operatori e realtà associative, con l’obiettivo di rendere Genova più inclusiva, accessibile e attenta alla qualità della vita. Sono circa 70 le associazioni coinvolte negli open day mensili. Il prossimo appuntamento è previsto mercoledì 17 giugno. Per iscrizioni è possibile scrivere a gestionedisabilita@comune.genova.it.
Accanto al Progetto di Vita, il Comune ha rafforzato anche il sistema per l’autonomia delle persone adulte con disabilità. Sono state attivate quattro soluzioni di coabitazione per 14 persone e sette laboratori per le autonomie, che hanno coinvolto circa 60 persone. Si tratta di percorsi pensati per accompagnare le persone verso una maggiore autonomia relazionale, abitativa e socio-lavorativa, attraverso esperienze concrete di vita quotidiana, socializzazione e formazione.
Un altro tassello è il programma IN-Genova, finanziato attraverso il Fondo Periferie Inclusive. Nel mese di marzo si è conclusa una fase di coprogettazione che ha coinvolto 35 enti del Terzo settore, definendo obiettivi e azioni per ciascun progetto. Il programma ha già attivato 31 percorsi di inclusione sociale e, attraverso i soggetti della rete, sono in corso attività laboratoriali di carattere ricreativo, relazionale, formativo e orientate allo sviluppo delle competenze. Sono stati inoltre avviati 12 tirocini formativi.
Il quadro che emerge dal Matitone è quello di una città che prova a passare da interventi separati a una rete più leggibile e continuativa. Autonomia, socializzazione e inclusione non restano parole astratte, ma diventano ambiti di lavoro su cui mettere insieme amministrazione, associazioni, famiglie e servizi. La sfida ora è dare stabilità a questo patrimonio di esperienze, trasformandolo in un sistema capace di accompagnare nel tempo le persone con disabilità e di rispondere ai loro progetti di vita.
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