Mercati di Terralba e Tortosa chiusi per l’adunata degli alpini, il Comune replica: «Scelta necessaria per la sicurezza»

Dopo le proteste per lo stop ai mercati, il Comune difende la decisione e spiega che l’impatto atteso dell’Adunata degli Alpini imporrà misure straordinarie. Massimo Ferrante parla di tre giorni con il Centro operativo comunale attivo come nelle emergenze, mentre Tiziana Beghin annuncia il confronto con gli operatori sulle compensazioni

Il Comune di Genova difende la scelta di fermare i mercati di Terralba e via Tortosa nella giornata di sabato 9 maggio e prova a raffreddare le polemiche esplose dopo le proteste degli ambulanti. La linea di Palazzo Tursi è netta: la chiusura viene considerata una misura necessaria per gestire in sicurezza l’impatto dell’Adunata nazionale degli Alpini, in programma dall’8 al 10 maggio, in una città che si prepara ad accogliere circa 400 mila persone. Un afflusso che, secondo l’amministrazione, avrà effetti eccezionali soprattutto nelle zone più esposte, come il centro e la bassa Val Bisagno.

A spiegare la portata del dispositivo che il Comune si appresta a mettere in campo è l’assessore alla Protezione civile Massimo Ferrante, che collega le decisioni prese direttamente alla dimensione dell’evento. «Durante le tre giornate dell’Adunata Alpini, come già annunciato, sarà riunito il Centro operativo comunale, che si convoca per le emergenze, un dato che dà la portata delle conseguenze previste sul territorio cittadino per l’arrivo di 400.000 persone, praticamente il raddoppio della popolazione residente». Un passaggio che chiarisce bene l’impostazione adottata dall’amministrazione, intenzionata a trattare il fine settimana dell’Adunata come un evento ad altissimo impatto sul piano organizzativo, della mobilità e della sicurezza.

Secondo Ferrante, il lavoro preparatorio è già partito con una riunione del Centro operativo comunale dedicata agli eventi ad alto impatto, alla quale hanno partecipato anche le aziende partecipate, con l’obiettivo di coordinare tutte le strutture comunali. Proprio da quel tavolo, spiega l’assessore, è emersa l’indicazione di sospendere i mercati settimanali, anche se la misura definitiva è stata poi ridotta rispetto all’ipotesi iniziale. «L’indicazione sulla chiusura dei mercati settimanali non è ancora stata adottata e sarà limitata il più possibile, come stiamo già facendo», ha precisato.
Sul versante del commercio interviene l’assessora al Commercio e Turismo Beghin, che rivendica il confronto avviato con le categorie e spiega come il Comune abbia ristretto il perimetro dello stop. «L’indicazione iniziale, per motivi di sicurezza e di impatto sulla mobilità, era di chiusura di tutti i mercati cittadini in concomitanza con l’intera durata della manifestazione. Come illustrato alle categorie, abbiamo, infine, circoscritto la misura alla sola giornata di sabato e alle zone più coinvolte, quindi ai mercati di Terralba e Tortosa». La scelta, dunque, viene presentata come un compromesso tra le esigenze degli operatori e quelle legate alla gestione di un evento che rischia di congestionare intere porzioni della città.
Nella ricostruzione del Comune, accanto allo stop è già stato aperto anche il capitolo delle compensazioni economiche e organizzative per gli ambulanti. L’assessora spiega che agli operatori sono state proposte diverse misure, dallo sconto sul suolo pubblico al recupero della giornata di mercato in un’altra zona, e sostiene che il confronto abbia prodotto un’accoglienza sostanzialmente positiva. «Abbiamo anche proposto misure compensative agli operatori, dalla scontistica sul suolo al recupero della giornata di mercato in altra zona e, quasi all’unanimità, le misure sono state ben accolte, nella consapevolezza dello sforzo comune nel limitare impatti sulla mobilità, nel rispetto della sicurezza».
Il Comune segnala inoltre un primo correttivo già accolto dopo il confronto con i commercianti del centro. Ferrante e Beghin fanno sapere che sarà modificata l’ordinanza già adottata per consentire un margine più ampio alle consegne nelle aree centrali. «Abbiamo già accolto positivamente l’istanza dei commercianti per le consegne nelle zone centrali: stiamo lavorando per allungare almeno fino alle 7.00 l’apertura degli accessi». Un segnale con cui Palazzo Tursi prova a mostrare disponibilità al dialogo, pur senza arretrare sull’impianto generale delle restrizioni.
Nel comunicato finale, i due assessori difendono l’azione del Comune e attaccano apertamente le polemiche politiche nate attorno al provvedimento. «Il Comune di Genova è al lavoro in ogni sua struttura per la migliore e piena riuscita dell’evento e perché abbia le più positive ricadute sul territorio. Tutte le decisioni, via via che saranno in fase di adozione, come dimostra anche il confronto di ieri, saranno comunicate con tempestività». E poi l’affondo: «Spiace riscontrare polemiche politiche sollevate da chi a parole dice di volere l’Adunata, ma nei fatti è pronto solo a criticare decisioni e misure assolutamente necessarie che per altro sono già state prese in altre città ospitanti».
Accanto ai mercati, il Comune si sta muovendo anche sul fronte del lavoro da remoto. In base al protocollo sullo smart working sottoscritto lo scorso anno con enti e aziende, l’amministrazione ha già avviato una sensibilizzazione verso imprese pubbliche e private per favorire il ricorso al lavoro a distanza nei giorni dell’Adunata. L’obiettivo è alleggerire il traffico cittadino e contenere i disagi, anche in relazione alla chiusura delle scuole prevista per venerdì 8 maggio.
Il risultato è che, dopo le proteste dei giorni scorsi, Palazzo Tursi sceglie di blindare la propria posizione: i mercati di Terralba e Tortosa resteranno al centro della tensione politica e commerciale, ma per il Comune il punto non cambia. L’Adunata viene considerata un evento eccezionale e, di conseguenza, eccezionali saranno anche le misure decise per governarla.
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