Genova abbraccia il suo Presidente: cittadinanza onoraria all’unanimità alla memoria di Sandro Pertini

Un atto che celebra l’eroe della Resistenza, il giornalista e l’uomo delle istituzioni che fece di Genova la sua casa politica

Ci sono figure che travalicano il tempo e le appartenenze, capaci di unire un’intera comunità sotto il segno di valori che non conoscono tramonto. Sandro Pertini è, senza dubbio, la più luminosa di queste figure. Nella seduta odierna del 21 aprile 2026, il Consiglio comunale di Genova ha scritto una pagina di alta dignità civile approvando all’unanimità l’ordine del giorno straordinario per il conferimento della cittadinanza onoraria alla memoria del settimo Presidente della Repubblica.

L’iniziativa, nata su proposta del Partito Democratico con la prima firma di Martina Caputo e il contributo di Donatella Alfonso, ha trovato una sponda immediata e corale in tutta l’aula, trasformandosi in un atto di amore collettivo verso il “Presidente partigiano”. Un momento di unità sottolineato con forza dalla sindaca Silvia Salis, che nel suo intervento ha voluto rimarcare come questo riconoscimento non sia un semplice passaggio burocratico: «È con un certo orgoglio che prendo la parola per dare il parere favorevole della Giunta. Dare la cittadinanza onoraria al compianto Presidente Sandro Pertini non è un atto formale, ma un abbraccio della città di Genova a un uomo che ha respirato l’aria dei nostri caruggi e ha vissuto nella testardaggine di questa città per moltissimo tempo».

Una vita per la libertà: dai caruggi al Quirinale
Il 2026 non è un anno qualunque: Genova ha scelto di onorare Pertini nel centotrentesimo anniversario della sua nascita a Stella, ricordando un uomo che ha fatto della coerenza la sua unica bussola. La Sindaca ha voluto ricordare le radici profonde di questo spirito indomito: «Pertini non è stato solo il Presidente più amato, è stato un partigiano, un uomo che ha conosciuto il carcere e il confino e che non ha mai abbassato la testa di fronte alla dittatura. Lo vogliamo ringraziare perché ha permesso alla nostra città di confermarsi ancora una volta baluardo della democrazia».
Il legame tra Pertini e Genova è infatti scandito dai momenti più alti della storia repubblicana. La Sindaca ha rievocato con emozione i fatti del giugno 1960, quando Pertini scese in piazza della Vittoria contro l’organizzazione del congresso del MSI: «Era tra i portuali e i giovani dalle magliette a strisce, a ricordare che la libertà non è una concessione, ma è una conquista quotidiana». Ma Genova per Pertini è stata anche il luogo del lavoro e della quotidianità: per oltre vent’anni è stato direttore dello storico quotidiano “Il Lavoro”, diventando parte integrante del tessuto sociale cittadino.
Il volto dell’umanità e della fermezza
Il dibattito in aula ha toccato le corde della memoria collettiva, tornando a quel drammatico 1979 quando il Presidente volle essere presente ai funerali di Guido Rossa (nella foto di copertina). «Come dimenticare quando volle appuntare personalmente la medaglia al petto dell’operaio ucciso dalle Brigate Rosse», ha ricordato Salis, sottolineando come Pertini sapesse unire il rigore istituzionale a una profonda partecipazione umana.
Eppure, accanto alla fermezza, c’è sempre stato spazio per il sogno e la gioia. La Sindaca ha richiamato la visione europeista nata durante gli anni del confino, un sogno di un continente libero necessario «per evitare che le gelosie nazionali tornassero a insanguinare il mondo», ma anche la celebre immagine dell’esultanza ai Mondiali dell’82, simbolo di un «orgoglio nazionale che si esprime attraverso i valori del fair play sportivo».
Un monito per il futuro: granai invece di arsenali
Genova ha voluto inserire nel testo dell’ordine del giorno il monito più celebre del Presidente: “Si svuotino gli arsenali e si riempiano i granai”. Una frase che oggi risuona con una forza rinnovata e che la Sindaca ha posto come sigillo al suo intervento: «Concedere questa onorificenza vuol dire sottolineare come la politica può essere rigore e semplicità, ma soprattutto deve essere amore per la libertà. Genova non dimentica il suo Presidente».
Con questo atto, la città non si limita a ricordare un eroe del passato, ma sceglie di indicare Pertini come punto di riferimento per il futuro, riconoscendo ufficialmente che lo stile, il coraggio e l’umanità del Presidente partigiano sono, e resteranno per sempre, parte integrante dell’identità genovese.
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