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Casette dell’acqua, Genova accelera: il Consiglio approva all’unanimità l’estensione in tutta la città

Via libera con 32 voti favorevoli alla proposta firmata per prima da Filippo Bruzzone, che punta a diffondere le casette dell’acqua in tutti i quartieri, affiancando il progetto alla mappatura delle fontanelle esistenti e al ripristino di quelle non funzionanti. Un passaggio che rilancia il tema dell’accesso all’acqua pubblica come servizio urbano diffuso

Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno che impegna il Comune a costruire un percorso per portare le casette dell’acqua in tutto il territorio cittadino. Il voto, arrivato con 32 favorevoli su 32 votanti, segna un passaggio politico netto su un tema che nelle ultime legislature era già emerso, ma senza tradursi in una strategia estesa su scala urbana.

La proposta, presentata dal capogruppo Filippo Bruzzone (Lista Salis), punta a superare una logica limitata a singoli punti della città e a ragionare invece su una rete diffusa, da Ponente a Levante, integrata con un lavoro parallelo sulle fontanelle pubbliche. L’idea è infatti quella di affiancare alla realizzazione delle casette dell’acqua una ricognizione completa dei punti esistenti e la riattivazione di quelli oggi non funzionanti.

Nel dibattito che ha accompagnato il provvedimento, il tema è stato collocato dentro una visione più ampia dei servizi pubblici urbani e delle politiche ambientali. Bruzzone ha insistito sul fatto che l’accesso all’acqua non possa dipendere dal quartiere in cui si vive, ma debba essere garantito in modo uniforme in tutta la città. La sua linea è che l’acqua pubblica debba diventare un servizio realmente disponibile e riconoscibile, non un’opportunità episodica affidata a pochi punti.

Il percorso da cui nasce l’ordine del giorno non è nuovo. Già nel 2023 il Consiglio comunale aveva affrontato il tema attraverso una proposta legata alla mappatura delle fontanelle cittadine, ma senza arrivare allora a inserire in modo strutturale anche le casette dell’acqua, che invece sono già presenti in diversi Comuni dell’area metropolitana. Le casette dell’acqua sono distributori automatici pubblici di acqua potabile microfiltrata, refrigerata e naturale o frizzante. Promuovono la sostenibilità riducendo l’uso di bottiglie in plastica e offrono un’alternativa sicura, spesso gratuita o a basso costo (circa 0,05-0,10 €/litro), controllata tramite analisi periodiche.

L’approvazione unanime dà quindi un’indicazione politica chiara, ma ora dovrà tradursi in passaggi concreti. Il testo approvato definisce infatti un indirizzo e un percorso, non l’attivazione immediata di una rete già finanziata e calendarizzata. Sarà dunque nei prossimi mesi che si capirà con quali tempi, con quali risorse e secondo quali priorità territoriali il Comune intenderà passare dalla mozione al piano operativo.

La proposta si inserisce anche nel filone delle politiche cittadine legate alla riduzione della plastica monouso e alla promozione di servizi considerati più sostenibili. In questo senso, il riferimento al riconoscimento di Genova come “Comune Plastic Free” serve a collocare l’iniziativa dentro una linea amministrativa che punta a rendere più accessibili alternative concrete all’acquisto di acqua in bottiglia.

Il significato del voto di ieri, comunque, sta soprattutto nell’avere riportato al centro un tema molto quotidiano ma non secondario: la possibilità di trovare acqua pubblica, gratuita o a costi contenuti, in modo capillare nei quartieri. Se il progetto riuscirà davvero a uscire dalla fase degli indirizzi e a tradursi in una rete visibile e funzionante, allora l’unanimità del Consiglio potrà essere letta come il punto da cui è partita una scelta urbana concreta.


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