Cultura 

Grande Genova, cento anni di trasformazioni in dieci incontri: a Palazzo Ducale un viaggio dentro la città che cambia

Dal 17 aprile a novembre “Dieci volte dieci anni”, il ciclo promosso dalla Fondazione dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Genova con Fondazione Labò. Dieci conferenze per rileggere un secolo di storia urbana, sociale ed economica della città, dalla nascita della Grande Genova fino a oggi

Genova si mette davanti allo specchio della propria storia urbana e prova a rileggersi, decennio dopo decennio, in un percorso che intreccia architettura, trasformazioni sociali, sviluppo economico e identità dei quartieri. È questo il senso di “Dieci volte dieci anni. Conversazioni architettoniche sulla Grande Genova”, il ciclo di conferenze promosso dalla Fondazione dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Genova insieme a Fondazione Labò, all’interno del programma culturale “Genova e le trasformazioni urbane” e con il patrocinio del Comune di Genova.

L’iniziativa accompagnerà il pubblico da aprile a novembre 2026 con dieci appuntamenti ospitati all’Archivio Storico di Palazzo Ducale, sempre dalle 17 alle 19, con ingresso libero fino a esaurimento dei posti. Per gli architetti sono previsti anche 2 crediti formativi professionali, previa iscrizione su Formagenova. A curare il ciclo sono Nicola Valentino Canessa, Francesco Saverio Fera, Simona Gabrielli, Antonio Lavarello e Valter Scelsi, che hanno costruito un percorso pensato per attraversare un secolo di città a partire dal 1926, anno in cui la “Grande Genova” venne istituita con Regio Decreto.

Il cuore del progetto è proprio qui: provare a capire come Genova sia cambiata nel tempo e come abbia saputo assorbire, senza perdere del tutto la propria natura, le spinte della modernità, le fratture della guerra, la ricostruzione, il boom economico, le crisi industriali e le grandi operazioni di ripensamento urbano. A differenza di altre grandi realtà metropolitane, Genova ha mantenuto una struttura policentrica, nella quale le ex delegazioni hanno continuato a conservare una identità forte e riconoscibile. Ed è proprio questo equilibrio tra centro e periferie, tra accorpamento amministrativo e persistenza delle differenze locali, a rendere il suo caso interessante ancora oggi.

L’obiettivo del ciclo non è soltanto celebrativo, ma apertamente critico e formativo. L’idea è quella di ragionare sul fenomeno della Grande Genova non come su una formula istituzionale del passato, ma come su una chiave utile per leggere il presente e interrogare il futuro. In questo senso, le conferenze saranno anche l’occasione per comprendere meglio come la città abbia costruito i propri spazi, le proprie gerarchie, le proprie fratture e le proprie possibilità di sviluppo.

Il primo appuntamento è fissato per venerdì 17 aprile 2026 con “1926-1935 Una città moderna. La città che si espande”, incontro dedicato al rapporto tra Grande Genova, infrastrutture e idea di modernità tra piano, porto e quartieri collinari, con gli interventi di Jacopo Baccani, Enrico Pinna, Alessandro Ravera e Francesco Rosadini. Una settimana dopo, venerdì 24 aprile, sarà la volta di “1936-1945 Illusioni e conflitto. Architetture del consenso e città in guerra”, che affronterà il rapporto tra monumentalità, propaganda e distruzione nello spazio urbano con Bruno Giontoni, Elisabetta Canepa, Francesco Saverio Fera, Matteo Fochessati e Rinaldo Luccardini.

Il calendario proseguirà venerdì 22 maggio con “1946-1955 La ricostruzione. Ricostruire senza cancellare”, dedicato al rapporto tra continuità e discontinuità nella Genova del dopoguerra tra emergenza, piano e memoria, con Francesco Bacci, Beatrice Moretti e Gian Luca Porcile. Il 29 maggio si entrerà invece nella stagione del boom con “1956-1965 Economia, società e miracoli. La città del boom”, mentre il 5 giugno sarà il turno di “1966-1975 Crisi e trasformazioni. La fine delle certezze”. Il 19 giugno il focus si sposterà su “1976-1985 Una generazione postmoderna. Ripensare e riscoprire la città”, aprendo il campo agli anni in cui Genova ha iniziato a interrogarsi in modo diverso su se stessa.

Dopo la pausa estiva, il ciclo riprenderà il 25 settembre con “1986-1995 La fine del secolo breve. Genova si reinventa”, per poi proseguire il 23 ottobre con un incontro dedicato al passaggio al nuovo millennio e al tema dei grandi eventi come strategia urbana. Il 20 novembre si parlerà di “2006-2015 Globale e locale. La città in rete”, mentre il 27 novembre il percorso si chiuderà con “2016-2026 La città presente. L’anno che verrà”, appuntamento che promette di riportare tutto il ragionamento dentro il tempo che Genova sta vivendo adesso.

Più che una semplice rassegna di conferenze, “Dieci volte dieci anni” si presenta dunque come una vera mappa ragionata della città, utile per capire come Genova sia diventata quella che è e quali snodi abbiano inciso maggiormente sul suo volto attuale. È un modo per guardare ai palazzi, alle strade, ai quartieri, ai waterfront e alle periferie non come a fondali immobili, ma come a esiti concreti di scelte politiche, economiche e culturali che hanno lasciato tracce profonde.

Per chi ama Genova, per chi la studia, per chi la progetta o semplicemente la attraversa ogni giorno, il ciclo promette di offrire strumenti preziosi per leggere il passato senza nostalgia e il presente senza superficialità. Perché capire come si è formata la Grande Genova, a cento anni dalla sua nascita, significa anche porsi una domanda molto attuale: quale città si vuole costruire nei prossimi dieci anni.

In copertina: la facoltà di Architettura, foto di Jacopo Baccani


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