Strade, il Comune cambia linea sulle rotture del suolo: più controlli, sanzioni più strette e verifiche nei cantieri

L’assessore Massimo Ferrante annuncia la stretta del Comune su scavi e ripristini: «Come ho annunciato 10 mesi fa sto portando a modifica il regolamento di rottura suolo pubblico e avviato un gruppo tecnico per i controlli delle rotture suolo e ripristini, dalle prossime ore inizieranno i controlli sui cantieri stradali»

Cambio di passo del Comune di Genova sul fronte delle rotture del suolo e dei ripristini stradali, un tema che da anni pesa sulla sicurezza, sulla qualità delle carreggiate e anche sulla viabilità cittadina. L’amministrazione ha infatti deciso di mettere mano sia alle regole sia ai controlli, con l’obiettivo dichiarato di rendere più rigorosa la vigilanza sugli interventi eseguiti da soggetti terzi, a partire dai grandi gestori dei sottoservizi, e di garantire una fruibilità più sicura delle infrastrutture stradali.

Ad annunciarlo è l’assessore comunale alle Manutenzioni e ai Lavori pubblici Massimo Ferrante, che parla di una proposta di modifica del regolamento destinata ad approdare nei prossimi giorni in giunta, per poi passare all’esame della commissione e del consiglio comunale per la ratifica. Il cuore dell’intervento è chiaro: rendere più efficace il sistema dei controlli, stringere sulle eventuali irregolarità e introdurre strumenti più incisivi per verificare che chi interviene sul suolo pubblico lo faccia davvero a regola d’arte.

Accanto alla revisione del regolamento, il Comune si prepara anche a far partire già entro questa settimana, in forma sperimentale, un nuovo assetto operativo sul territorio. La novità più rilevante è infatti l’istituzione di un gruppo tecnico intersettoriale che avrà il compito di controllare i cantieri aperti e verificare anche gli interventi già conclusi, per accertare la qualità dei ripristini e la correttezza delle lavorazioni eseguite. L’idea dell’amministrazione è quella di non limitarsi più a una vigilanza sporadica o frammentata, ma di costruire una presenza più costante e capillare, capace di intervenire dove emergono difformità o lavori non eseguiti secondo gli standard richiesti.
Secondo quanto illustrato dal Comune, il nuovo gruppo sarà composto da tecnici qualificati con competenze specifiche in materia di infrastrutture stradali, sicurezza viaria, materiali da costruzione, collaudi e segnaletica stradale. Ne faranno parte personale dell’azienda comunale delle manutenzioni, operatori della polizia locale, tecnici dei Municipi e tecnici della direzione centrale competente per le infrastrutture stradali. Si tratta quindi di una struttura trasversale, pensata per mettere insieme professionalità diverse e superare quella frammentazione interna che spesso rende più lenti o meno efficaci i controlli.
Il personale incaricato dovrà muoversi su due livelli. Da una parte controllerà i cantieri mentre i lavori sono ancora in corso, così da verificare subito eventuali criticità. Dall’altra effettuerà sopralluoghi e verifiche sugli interventi già eseguiti, per capire se il ripristino del manto stradale e delle aree interessate sia stato effettuato correttamente e con materiali adeguati. In presenza di anomalie o difformità scatteranno le azioni previste dalla normativa.
Nel piano del Comune rientra anche un intervento sul sistema sanzionatorio, che dovrebbe essere reso più puntuale e incisivo. Tra le misure allo studio c’è l’istituzione di un registro delle non conformità accertate, uno strumento che consentirebbe di tracciare in modo più preciso le irregolarità riscontrate e di collegarle anche alla gestione delle cauzioni. In questa direzione va anche la previsione di una dilazione nei tempi di rilascio degli eventuali depositi cauzionali, proprio per dare all’amministrazione il tempo necessario a verificare fino in fondo la qualità del lavoro eseguito prima di chiudere la pratica.
Nelle parole di Massimo Ferrante c’è anche un altro obiettivo politico e tecnico: prevenire il ricorso eccessivo alle richieste di rotture del suolo in somma urgenza, razionalizzando gli interventi e riducendo, per quanto possibile, le ricadute sulla circolazione. Il tema non è secondario, perché in una città complessa come Genova la moltiplicazione di scavi, cantieri e ripristini spesso non coordinati finisce per incidere in modo diretto sulla fluidità del traffico, sulla sicurezza degli utenti della strada e sulla durata stessa delle pavimentazioni.
La revisione del regolamento punta quindi a rafforzare l’intera disciplina che riguarda criteri e modalità di utilizzo del suolo e del sottosuolo, con particolare attenzione ai servizi tecnologici a rete che richiedono la realizzazione di infrastrutture sotterranee. È proprio in questo ambito che il Comune vuole alzare il livello di controllo, provando a passare da una gestione spesso percepita come emergenziale a un modello più ordinato, verificabile e strutturato.
Il messaggio che arriva da Palazzo Tursi è quello di una stretta che punta insieme sulla prevenzione e sulla qualità. Da una parte si vuole limitare il rischio di interventi mal eseguiti o di ripristini che durano poco; dall’altra si prova a costruire un sistema in cui chi apre un cantiere su strada sappia di essere sottoposto a verifiche più frequenti e più severe. La fase sperimentale che partirà nei prossimi giorni servirà proprio a misurare sul campo la tenuta di questo nuovo schema e a capire se il rafforzamento annunciato potrà diventare una risposta concreta a uno dei problemi più sentiti da chi ogni giorno si muove sulle strade genovesi.
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