8 marzo, in Regione Liguria le donne sono il 63,4% dei dipendenti e crescono anche nei ruoli di responsabilità

In occasione della Giornata internazionale della donna, l’amministrazione regionale rivendica una presenza femminile ampia anche nei ruoli di responsabilità. Marco Bucci lega il tema della parità a competitività, merito e sostegno alle famiglie

In Liguria l’8 marzo diventa anche l’occasione per misurare quanto pesa davvero la presenza femminile dentro la macchina pubblica. Secondo i dati diffusi dalla Regione, le donne rappresentano il 63,4 per cento dei dipendenti dell’amministrazione, una quota che supera ampiamente la metà del personale e che si riflette anche nei livelli di responsabilità, dove la componente femminile continua a crescere. Il quadro fotografato dall’ente mostra infatti donne pari al 38,4 per cento tra i direttori, al 44,8 per cento tra i dirigenti e al 65,6 per cento tra i funzionari.

Per il presidente Marco Bucci questo dato non è soltanto un elemento statistico, ma un indicatore che lega la presenza femminile alla capacità di un’organizzazione di essere più moderna, innovativa e competitiva. Nel messaggio diffuso per la Giornata internazionale della donna, il governatore sostiene che discriminare significhi togliere risorse preziose alla società e comprometterne il futuro, insistendo sul fatto che la crescita professionale debba basarsi sul merito e su condizioni di partenza realmente eque.
Nel ragionamento del presidente c’è anche un passaggio che riguarda il lavoro pubblico rispetto a quello privato. Marco Bucci sottolinea infatti che negli uffici regionali non esisterebbe un divario retributivo tra uomini e donne, pur riconoscendo che questo da solo non basta a chiudere il tema più ampio delle disuguaglianze nel mondo del lavoro. Da qui la necessità, secondo la Regione, di proseguire lungo una strada che tenga insieme valorizzazione delle competenze, percorsi di carriera trasparenti e strumenti concreti per aiutare le famiglie, così da evitare che le donne siano costrette a scegliere tra occupazione e vita privata.
Nel testo diffuso dalla Regione interviene anche l’assessora al Personale Claudia Morich, che legge quei numeri come la conferma del peso reale del contributo femminile dentro l’amministrazione. Claudia Morich collega questa fotografia anche alla propria esperienza personale, sostenendo di operare in un ente dove il riconoscimento professionale non sarebbe condizionato dal genere e indicando come obiettivo quello di rafforzare un ambiente di lavoro equo, inclusivo e orientato alla crescita delle competenze.
Sul fronte delle politiche più direttamente collegate alle pari opportunità, l’assessora Simona Ferro richiama invece il lavoro svolto sul rapporto tra istituzioni e imprese. Nel suo intervento ricorda che nel 2023 la Regione ha istituito un tavolo permanente sulla certificazione di genere per le aziende con almeno 50 dipendenti e sottolinea come, da allora, il numero delle sedi operative certificate sia cresciuto in modo marcato, passando dalle 14 iniziali a oltre 900 tra aziende ed enti. Per Simona Ferro, la forte presenza di personale femminile qualificato dentro l’ente rafforza anche la credibilità della Regione quando interviene sul tema delle pari opportunità nel tessuto produttivo ligure.
Più che una celebrazione simbolica, dunque, la Regione prova a trasformare l’8 marzo in una rivendicazione politica e amministrativa. Il messaggio che arriva da piazza De Ferrari è che la parità non vada raccontata soltanto come un obiettivo etico, ma anche come una leva di qualità del lavoro pubblico e di sviluppo per l’intera comunità. E in questa lettura il dato del 63,4 per cento diventa il punto da cui partire per sostenere che una pubblica amministrazione più femminile possa essere anche più forte.
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