“La pace non può aspettare”, presidio martedì davanti alla Prefettura

Il comitato “La via maestra” chiama la città in largo Eros Lanfranco per chiedere il cessate il fuoco nei conflitti, il rispetto del diritto internazionale e un ritorno della diplomazia al centro della scena politica


Martedì 10 marzo Genova tornerà in piazza per chiedere che il tema della pace smetta di restare sullo sfondo. L’appuntamento è fissato per le 17.30 davanti alla Prefettura, in Largo Eros Lanfranco, dove il comitato “La via maestra” ha promosso un presidio pubblico con un messaggio netto già nel titolo scelto per l’iniziativa: “La pace non può aspettare”.

L’iniziativa nasce dalla volontà di riportare l’attenzione sulle guerre in corso e sulle loro conseguenze, a partire dalle popolazioni civili che continuano a pagare il prezzo più alto dei conflitti. I promotori chiedono il cessate il fuoco, il rispetto del diritto internazionale e un’assunzione di responsabilità più forte da parte della politica italiana ed europea, con la convinzione che la diplomazia debba tornare a essere lo strumento principale per fermare escalation, ritorsioni e operazioni militari che mettono a rischio la vita di donne, bambini e civili.
Nel testo che accompagna il presidio, il comitato sottolinea come il peggioramento del quadro internazionale imponga una presa di coscienza collettiva. L’idea è che la pace non possa essere trattata come un obiettivo secondario o rinviabile, ma debba tornare al centro del dibattito pubblico e delle scelte istituzionali, in una fase in cui i conflitti si moltiplicano e la loro intensità cresce in diverse aree del mondo.
A promuovere il presidio sono le realtà genovesi che fanno parte di “La via maestra”, rete nata attorno alla difesa dei valori della Costituzione, dei diritti e della pace. Ne fanno parte Associazione ricreativa e culturale italiana, Cgil Genova, Associazione nazionale partigiani d’Italia Genova, Legambiente, Music For Peace, Unione degli universitari, Rete studenti medi, Associazioni cristiane lavoratori italiani Liguria, Coordinamento Democrazia Costituzionale, L’Europa che vogliamo e Libera Genova.
L’obiettivo dichiarato è trasformare il presidio in un momento visibile e condiviso, capace di lanciare da Genova un appello contro la violenza della guerra e a favore della pace tra i popoli. Per questo il comitato dà appuntamento a martedì pomeriggio sotto la Prefettura, con l’intenzione di chiedere una svolta che rimetta al primo posto la tutela della vita umana e la prevenzione dei conflitti.
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