Frana sull’Aurelia, pedaggi e cantieri: Rixi annuncia agevolazioni «in tempi brevissimi», Basso insiste sulla gratuità A10. Italia Viva: «Serve subito messa in sicurezza»

Il viceministro (Lega) parla di procedure già attivate per sconti e possibile gratuità del pedaggio sulle tratte interessate, il senatore Pd chiede il pedaggio gratuito tra Varazze e Genova Pegli e annuncia un’interrogazione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le senatrici Raffaella Paita e Annamaria Furlan, annunciano un’interrogazione e chiede un piano di messa in sicurezza e viabilità


La frana che nella serata di domenica 25 gennaio ha colpito la SS1 Aurelia tra Vesima e Arenzano, prima della galleria del Pizzo, non ha soltanto tagliato una strada: ha risvegliato di colpo un pezzo di Liguria che vive da anni sul filo, tra pareti instabili e alternative viarie ridotte al minimo. E nel giro di poche ore, mentre sul territorio si fanno i conti con deviazioni e rallentamenti, a Roma è esploso lo scontro politico sulle misure immediate e su quelle che, da troppo tempo, restano sullo sfondo: prevenzione e opere di protezione.

Il viceministro al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, in una nota, sostiene che il dicastero si sia mosso “immediatamente”, d’intesa con Azienda Nazionale Autonoma delle Strade e con i concessionari, per attivare “tutte le procedure necessarie” ad arrivare “in tempi brevissimi” ad agevolazioni temporanee, includendo anche la possibilità della gratuità del pedaggio autostradale sulle tratte interessate. L’idea dichiarata è alleggerire i disagi là dove il blocco dell’Aurelia rischia di riversare tutto su una rete già sotto pressione, in particolare sulla A10 nel tratto in corrispondenza di Arenzano. Rixi, però, non si ferma all’emergenza: spinge sul tema “strutturale” e accusa le amministrazioni di sinistra di bloccare interventi di messa in sicurezza predisposti da Azienda Nazionale Autonoma delle Strade, sostenendo che senza prevenzione e cantieri autorizzati eventi simili continueranno a ripetersi.
Poche ore prima era arrivata la posizione del senatore Lorenzo Basso, vicepresidente della Commissione Trasporti e Ambiente del Senato, che ha chiesto interventi immediati e un piano basato sulla prevenzione, ringraziando vigili del fuoco, pubbliche assistenze e amministratori locali per il lavoro svolto nella notte. Sul punto più concreto, Basso indica una misura “di mitigazione” netta: la gratuità del tratto autostradale A10 tra Varazze e Genova Pegli per evitare che l’interruzione dell’Aurelia trasformi Cogoleto e Arenzano da una parte, e Genova Voltri e Pra’ dall’altra, in un imbuto permanente, con ricadute su mobilità, lavoro e imprese. Il senatore annuncia anche un’interrogazione parlamentare urgente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per conoscere tempi e priorità degli interventi e per avviare una messa in sicurezza programmata delle tratte più esposte.
«È indispensabile un intervento immediato del Governo dopo l’ennesima frana che ha colpito la strada statale Aurelia – dicono i deputati Pd Valentina Ghio e Alberto Pandolfo, che hanno presentato un’interrogazione alla Camera dei Deputati.. Occorre garantire maggiori risorse ai Comuni per una manutenzione frequente e strutturata di questa infrastruttura fondamentale, considerando che le ricorrenti chiusure autostradali notturne deviano il traffico, in particolare quello dei mezzi pesanti, sulle strade cittadine. Una situazione che produce gravi ripercussioni sulla sicurezza, sulla vivibilità dei centri abitati e sulla qualità dell’aria, scaricando sugli enti locali costi e responsabilità che non possono essere sostenuti senza adeguati finanziamenti. Non si può continuare a intervenire solo in emergenza: servono prevenzione, programmazione e risorse certe per mettere in sicurezza l’Aurelia e tutelare i territori e i cittadini».
Adesso nel confronto entra anche Italia Viva. Le senatrici liguri Raffaella Paita, capogruppo al Senato, e Annamaria Furlan parlano di un episodio che “conferma la fragilità del territorio ligure” e chiedono interventi di messa in sicurezza perché, avvertono, c’è il rischio di nuovi crolli, un allarme che – citano – viene segnalato anche dal sindaco Silvestrini. Italia Viva annuncia la presentazione di un’interrogazione parlamentare al ministro dei Trasporti e sposta l’attenzione su ciò che accade dopo l’urgenza: quando la circolazione sarà ripristinata, e ancora non è chiaro con quali tempi, “bisognerà mettere mano ad un progetto complessivo di viabilità”. Per Paita e Furlan è “impensabile andare avanti così”, intervenendo solo quando la frana è già scesa, su un’arteria fondamentale come l’Aurelia che ha poche alternative reali. E indicano anche un punto concreto da cui ripartire: un’opera prevista da Azienda Nazionale Autonoma delle Strade, una galleria paramassi dal costo di 21 milioni di euro, sulla quale chiedono di aprire un tavolo con gli enti locali per ragionare non solo sul singolo intervento, ma su un progetto più ampio di protezione del territorio dalle frane.
Tre voci, tre linee diverse, ma una fotografia comune: quando l’Aurelia si ferma, non si blocca soltanto una strada. Si ferma un equilibrio già precario, fatto di spostamenti obbligati e alternative che non bastano. E ogni ora che passa riporta la stessa domanda, sempre uguale e sempre più pesante: quanto tempo si può ancora andare avanti così, aspettando la prossima emergenza prima di parlare davvero di sicurezza?
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.