Turchino, Genova ricorda i 59 martiri: «Una ferita aperta nella coscienza democratica»

Sabato 16 maggio al Sacrario del Passo del Turchino la commemorazione delle vittime dell’eccidio nazifascista del 19 maggio 1944. L’orazione sarà affidata al vicesindaco Alessandro Terrile

Sabato 16 maggio, dalle 10, il Sacrario del Passo del Turchino ospiterà la cerimonia commemorativa in ricordo delle cinquantanove vittime dell’eccidio nazifascista del 19 maggio 1944, una delle pagine più dolorose della Resistenza ligure e italiana. Dopo il raduno dei partecipanti sono previste la celebrazione della Santa Messa in suffragio, la deposizione delle corone e l’orazione commemorativa del vicesindaco di Genova Alessandro Terrile.

Il Passo del Turchino resta uno dei luoghi simbolo della memoria antifascista genovese. Qui, nella zona di Fontanafredda, furono uccisi cinquantanove detenuti prelevati dal carcere di Marassi, in una rappresaglia organizzata dalle truppe tedesche durante l’occupazione nazista. La strage seguì l’esplosione di una bomba al cinema Odeon di Genova, avvenuta il 14 maggio 1944, che provocò la morte di cinque soldati tedeschi. Nella notte tra il 18 e il 19 maggio, i prigionieri furono portati fuori dalla quarta sezione del carcere e trasferiti verso il Turchino, dove vennero fucilati a colpi di mitra.

«Il Passo del Turchino non è soltanto un luogo del ricordo, ma una ferita ancora aperta nella coscienza democratica del nostro Paese», afferma Terrile. «Qui furono spezzate le vite di cinquantanove ragazzi innocenti, colpiti con una violenza che voleva cancellare dignità, libertà e speranza. Ricordarli oggi significa assumersi una responsabilità collettiva: quella di trasmettere alle nuove generazioni il senso profondo della libertà conquistata attraverso il sacrificio di tanti giovani italiani. La memoria non può essere un esercizio rituale o distante; deve diventare consapevolezza concreta, capacità di riconoscere e respingere ogni forma di odio, sopraffazione e indifferenza. Genova continua a custodire questi valori come parte essenziale della propria identità civile e antifascista».
La commemorazione di sabato sarà quindi non solo un omaggio alle vittime, ma anche un richiamo al valore civile della memoria. A ottantadue anni dall’eccidio, il Sacrario del Turchino continua a rappresentare un punto di riferimento per ricordare il prezzo pagato da Genova e dalla Liguria nella lotta contro il nazifascismo e per riaffermare il legame tra Resistenza, democrazia e libertà.
Foto di Sextum da Wikipedia
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