Natale, Sant’Egidio: il pranzo per 14mila che non lascia indietro nessuno

Il 25 dicembre la Comunità di Sant’Egidio organizza a Genova il tradizionale pranzo di Natale con senza fissa dimora, anziani, famiglie in difficoltà, rifugiati: attese circa 14mila persone. Tra i momenti principali, le tavolate a Palazzo Ducale e nella basilica della SS. Annunziata del Vastato. Saranno presenti l’arcivescovo Marco Tasca e la sindaca Silvia Salis, che saluterà i volontari

Un Natale “che non dimentica gli ultimi” e che prova a trasformare il giorno più simbolico dell’anno in un messaggio concreto di solidarietà e pace. È lo spirito con cui, domani 25 dicembre, la Comunità di Sant’Egidio porterà in città il suo grande pranzo natalizio: una festa fatta di tavolate, volti, storie e accoglienza, con la partecipazione prevista di circa 14mila persone tra senza fissa dimora, anziani soli, famiglie in difficoltà, rifugiati e persone fragili seguite durante tutto l’anno.

Il cuore dell’iniziativa batterà in due luoghi centrali e carichi di significato: a mezzogiorno a Palazzo Ducale e alle 12:30 nella basilica della SS. Annunziata del Vastato. Proprio qui sarà presente anche l’arcivescovo di Genova, Marco Tasca. La sindaca Silvia Salis, invece, incontrerà e saluterà i volontari, sottolineando idealmente il filo che unisce istituzioni, associazioni e cittadinanza attiva quando si tratta di prendersi cura di chi resta ai margini.
Quest’anno c’è anche un segno nuovo: per la prima volta uno dei pranzi si svolgerà nel salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, un luogo normalmente riservato alla rappresentanza, che per un giorno diventa casa comune. E non sarà un evento confinato al centro: dalla basilica del Vastato la festa si diffonderà in molti quartieri, dalla Valbisagno a Sampierdarena, da Begato a Cornigliano fino al Cep, per raggiungere chi è lontano dai riflettori ma non deve essere lontano dalla comunità.
Il pranzo, spiegano gli organizzatori, mantiene il sapore delle tradizioni familiari e il senso profondo della condivisione: in tavola lasagne, arrosto, lenticchie e dolci natalizi. Ma il punto non è solo il menù: è l’idea di una tavola “mista”, dove si confonde chi serve e chi è servito, perché volontari e invitati siedono insieme. E come avviene in una famiglia, ciascuno riceverà un dono personalizzato: un gesto semplice, ma capace di dire a ogni persona che non è un numero, bensì un nome, una storia, un’amicizia.
Dietro questa giornata c’è una macchina di solidarietà che si regge sull’impegno di molti: volontari, reti territoriali, sostegni diffusi. Le iniziative sono supportate anche dal numero solidale 45586, attivo fino al 27 dicembre. E il Natale di Sant’Egidio non finisce il 25: per tutto il periodo delle feste sono previste distribuzioni di pasti e regali, con attenzione anche alle carceri della Liguria, perché “gli ultimi” hanno tanti volti e spesso vivono dietro porte che la città non vede.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.