diritti e sociale Sindacale 

Sciopero dei giornalisti il 28 novembre, a Genova presidio sotto la prefettura

Venerdì si fermano quotidiani, periodici, agenzie, testate online, radio e tv che applicano il contratto Fnsi–Fieg: al centro della protesta il rinnovo del contratto scaduto dal 2016, le tutele per dipendenti e autonomi e regole sull’uso dell’intelligenza artificiale. GenovaQuotidiana sospende gli aggiornamenti per 24 ore dalla mezzanotte del 27 novembre alla mezzanotte del 28 novembre fatta eccezione per un servizio sullo sciopero stesso

Venerdì 28 novembre i giornalisti italiani incroceranno le braccia. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi) ha proclamato uno sciopero nazionale che coinvolgerà le redazioni di quotidiani, periodici, agenzie di stampa, testate online, radio e televisioni nazionali che applicano il contratto collettivo Fnsi–Fieg.

Al centro della mobilitazione ci sono il rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico, scaduto nel 2016, e una serie di richieste che il sindacato definisce ormai non più rinviabili:

  • il riconoscimento concreto – anche economico – del ruolo del giornalismo in una democrazia;
  • la dignità del lavoro dei giornalisti dipendenti e dei lavoratori autonomi, spesso pagati in modo insufficiente e privi di tutele adeguate;
  • la definizione di norme chiare sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle redazioni, per evitare che strumenti automatizzati sostituiscano il lavoro umano senza regole, controllo e responsabilità.

Per informare i colleghi e i cittadini sulle modalità dell’astensione e sulle sue ricadute, la Fnsi ha pubblicato anche una serie di FAQ sullo sciopero, con le risposte alle domande più frequenti.

A Genova presidio sotto la Prefettura

Nel capoluogo ligure lo sciopero avrà anche un momento pubblico di piazza. L’Associazione Ligure dei Giornalisti e l’Ordine dei Giornalisti della Liguria hanno convocato per venerdì 28 novembre, alle 11:00 (e non alle 10:30 come precedentemente annunciato), un presidio davanti alla Prefettura, in largo Eros Lanfranco.

All’iniziativa sono invitati a partecipare tutti i giornalisti, indipendentemente dalla testata o dalla forma contrattuale: dipendenti, precari, freelance, collaboratori continuativi o occasionali. L’obiettivo è dare un volto e una voce alla protesta, portando all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica la condizione di una categoria che, mentre informa il Paese, fatica sempre più a vedere riconosciuti i propri diritti.

Il messaggio che arriverà sotto la Prefettura è chiaro: senza lavoro dignitoso non c’è informazione libera. Senza un contratto aggiornato, senza compensi adeguati anche per chi lavora da autonomo, senza regole trasparenti sulle tecnologie che entrano nelle redazioni, la qualità del prodotto giornalistico rischia di abbassarsi, con danni diretti per i lettori, gli ascoltatori e gli utenti.

GenovaQuotidiana si ferma per 24 ore

Anche se lo sciopero riguarda formalmente solo chi lavora con il contratto Fnsi–Fieg, la mobilitazione attraversa l’intero mondo dell’informazione, compreso quello più frammentato e spesso meno tutelato dell’editoria digitale.

GenovaQuotidiana, testata online realizzata integralmente da una sola giornalista, che da oltre dieci anni è proprietaria e unica redattrice del sito (dopo quasi trent’anni di lavoro dipendente in redazione al Corriere Mercantile), ha deciso di aderire idealmente allo sciopero.

Per questo motivo, dalle 00:00 alle 24:00 del 28 novembre, il sito e i canali social non saranno aggiornati. L’unica eccezione sarà il servizio sulla manifestazione dei giornalisti in Prefettura, ritenuto parte integrante della cronaca e del racconto della giornata di lotta.

La scelta è un atto di solidarietà verso i colleghi dipendenti e di rispetto per la battaglia dei giornalisti autonomi, che più di altri subiscono precarietà, compensi bassissimi e assenza di garanzie. Continuare a pubblicare come se nulla fosse significherebbe fare un lavoro “di crumiraggio” digitale, approfittando dello sciopero altrui per catturare visualizzazioni extra, e allo stesso tempo indebolire il segnale che la categoria cerca di mandare.

Una vertenza che riguarda tutti, non solo i giornalisti

Dietro la richiesta di rinnovo del contratto non c’è soltanto una questione di scatti e tabelle retributive. Il sindacato mette in relazione sostenibilità del lavoro giornalistico e diritto dei cittadini a un’informazione di qualità.

Redazioni sotto organico, collaboratori pagati pochi euro a pezzo, turni sempre più pesanti e strumenti tecnologici usati per tagliare costi prima ancora di migliorare i contenuti: sono alcuni degli elementi che, secondo la Fnsi, comprimono la libertà e l’indipendenza dell’informazione.

Lo sciopero del 28 novembre e il presidio in largo Lanfranco vogliono tenere insieme tutti questi piani: rivendicare diritti per chi lavora nei giornali, nelle radio, nelle tv e online; chiedere regole sull’uso dell’intelligenza artificiale che garantiscano trasparenza e responsabilità; ricordare che, senza condizioni di lavoro dignitose, la prima a rimetterci è la democrazia, che ha bisogno di cronisti liberi, preparati e in grado di dire anche ciò che non piace al potente di turno.

Per un giorno, anche il silenzio di molte testate – in edicola, sul web o in tv – sarà parte del messaggio.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts