Genova ridisegna il suo welfare: al Ducale la prima Conferenza programmatica dei servizi sociali

Alla presenza della sindaca Salis e dell’assessora Lodi, istituzioni, operatori e terzo settore al lavoro per un modello di welfare fondato su comunità, diritti e presa in carico delle fragilità, con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno

Si è svolta ieri mattina, nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, la prima Conferenza programmatica dei servizi sociali del Comune di Genova, un appuntamento che l’amministrazione definisce strategico per disegnare il welfare cittadino dei prossimi anni.

All’incontro, aperto dalla sindaca Silvia Salis e dall’assessora al Welfare Cristina Lodi, hanno partecipato dirigenti, operatrici e operatori dei servizi, rappresentanti del terzo settore e della comunità locale, con l’obiettivo dichiarato di costruire un modello di intervento «che metta la persona al centro» e rafforzi la capacità della rete pubblica di non lasciare indietro nessuno.

La Conferenza nasce con una finalità precisa: leggere in profondità i nuovi bisogni sociali della città, programmare interventi più mirati e consolidare il welfare come “terza gamba” essenziale accanto a sanità e terzo settore, in un sistema integrato orientato alla tutela dei diritti fondamentali.
«Il sistema di welfare è sempre stato al centro della nostra idea di città e di democrazia: se aumenta il divario tra i primi e gli ultimi, vengono meno i diritti che dovrebbero essere garantiti» ha ricordato Salis, sottolineando come giustizia sociale e sviluppo economico possano e debbano camminare insieme. «La manovra finanziaria non aiuta minimamente i Comuni: non ci sono fondi, le scelte politiche che stiamo vedendo in Italia sfilano servizi a chi non ha voce. Il nostro lavoro è quello di non perdere niente: non perdere un euro, un minuto, un centimetro, una stanza. Un Comune fa bene il suo lavoro se riesce a diminuire la differenza tra chi corre forte e chi non riesce a correre».
Rivolgendosi direttamente alle lavoratrici e ai lavoratori presenti in sala – e a quelli rimasti nei servizi – la sindaca ha ringraziato chi ogni giorno «sceglie una professione che ti mette costantemente a contatto con il disagio degli altri», annunciando la volontà di «fare un lavoro diverso rispetto all’ultimo periodo, mettendoci la faccia e prendendo anche decisioni impopolari pur di tutelare le persone di cui ci occupiamo».
Oggi la Direzione Politiche sociali e welfare del Comune conta 430 operatori attivi sul territorio. Nel solo 2025 i servizi hanno raggiunto 32.683 persone, contro le circa 22 mila di cinque anni fa: numeri che raccontano da un lato una maggiore capacità di presa in carico e inclusione, dall’altro l’aumento del bisogno di aiuto e sostegno nelle fasce più fragili della popolazione.
«Il loro è un lavoro delicato, complesso, spesso silenzioso, ma di un valore immenso per la nostra comunità» ha sottolineato l’assessora Cristina Lodi, ringraziando operatrici e operatori. «Questa Conferenza, che non veniva convocata da anni, segna l’inizio di una nuova visione del welfare: un welfare che guarda avanti, che assume le sfide dei prossimi anni e che mette davvero la persona al centro, con il suo contesto di vita, le sue potenzialità e le sue difficoltà».
Lodi ha annunciato l’intenzione di rendere periodica la Conferenza programmatica, trasformandola in un vero e proprio presidio di comunità: un luogo di confronto permanente tra istituzioni, servizi, terzo settore, professionisti e cittadine e cittadini, per costruire politiche sociali più efficaci e più vicine ai territori, capaci anche di valorizzare le reti informali che tengono insieme la vita quotidiana delle persone.
Con questo primo appuntamento, il Comune rilancia l’idea di un welfare contemporaneo, partecipato e umano, chiamato a misurarsi con povertà, solitudine, nuove fragilità e trasformazioni demografiche, accompagnando Genova verso un futuro che l’amministrazione vuole più equo, solidale e inclusivo.
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