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Passeggiata di Voltri e riqualificazione delle case popolari: Piciocchi attacca, Ferrante chiarisce l’origine delle risorse: «I fondi ci sono»

Il capogruppo di Vince Genova contesta la giunta Salis: «Nel piano triennale non c’è traccia né dei 12 milioni per la passeggiata né dei 10 milioni per gli alloggi Erp, diteci dove stanno i soldi». L’assessore ai Lavori pubblici chiarisce: «Sono fondi Pon Metro ed europei, per questo non compaiono nei documenti di indebitamento. Il progetto sul litorale è stato cambiato proprio perché quello di inizio 2025, voluto dal centrodestra, non andava bene al territorio». Sullo sfondo, una serie di assalti dell’intera opposizione alla giunta, non sempre su basi oggettive: i casi della Volpara, del depuratore e della sicurezza

Lo scontro politico sulla passeggiata di Voltri non nasce nel vuoto. Alla giunta itinerante nel ponente, dove l’amministrazione ha annunciato la revisione del progetto del waterfront e l’efficientamento energetico di 330 alloggi Erp tra via Novella e via De Sanctis, è seguita subito la nota di Pietro Piciocchi, capogruppo di Vince Genova, che ha chiesto alla giunta Salis «chiarezza immediata» accusando Palazzo Tursi di fare «propaganda» su opere non ancora coperte.

Piciocchi, in sostanza, dice tre cose.

La prima riguarda le case popolari di via Novella e via De Sanctis: secondo lui la giunta ha raccontato che farà cappotti e sostituzione degli infissi su 330 alloggi per 10 milioni di euro, ma quella delibera non risulta tra gli atti approvati quel giorno e, soprattutto, nei documenti di programmazione economica del Comune non si vede la copertura. La domanda è semplice: se l’intervento è così grosso, dove sta scritto?

La seconda osservazione è sulla passeggiata di Voltri. L’ex vicesindaco ricorda che un progetto c’è già, è quello varato dal centrodestra e vale circa 4 milioni, tant’è che compare nel Piano triennale 2026-2028. Per questo guarda con sospetto all’annuncio di Ferrante che parla di una versione “rivista” da 12 milioni: se nel piano non c’è, dice Piciocchi, vuol dire che quei 12 milioni da qualche parte devono pur essere iscritti. E allora chiede: esistono davvero? Da quale capitolo arrivano? E quando li vedremo nero su bianco?

Terzo punto: la trasparenza. Piciocchi rimprovera alla giunta Salis di aver comunicato queste opere come se fossero già deliberate e finanziate, mentre sui documenti ufficiali del Comune non se ne trova traccia. Per lui è una questione di correttezza istituzionale: bisogna dire ai cittadini se siamo allo stadio degli annunci o se ci sono atti formali che permettono di aprire i cantieri.

    Fin qui le contestazioni. Ed è qui che arriva la risposta di Massimo Ferrante, che in sostanza dice: il quadro è più semplice di così. L’assessore spiega che il finanziamento della passeggiata non è un mutuo del Comune, ma un finanziamento europeo Pon Metro sulla protezione dalle mareggiate. Per questo – e lo dice testualmente – «non è nel piano triennale opere pubbliche, perché lì trovi solamente le voci dove si indebita il Comune». In altre parole: il fatto che non sia nel triennale non significa che non esista; significa che arriva da un canale diverso da quello che Piciocchi sta guardando.

    Ferrante, inoltre, rivendica una scelta politica precisa: il progetto è stato modificato perché il territorio lo aveva bocciato quando al governo della città c’era il centrodestra. All’epoca – febbraio 2025 – proprio l’attuale assessora della giunta salis Rita Bruzzone (all’epoca consigliera comunale Pd) e l’attuale presidente di Municipio Matteo Frulio (all’epoca consigliere municipale) avevano demolito la versione precedente: niente protezioni vere a mare, una massicciata a ridosso della passeggiata, metà spiaggia occupata, zero condivisione con consorzio Utri Mare e Municipio. Oggi la giunta, dice Ferrante, sta ripartendo da lì, con un progetto che rispetti le linee tecniche del finanziamento europeo ,ma che tenga conto delle osservazioni del territorio. E infatti il 1° dicembre ci sarà un’assemblea pubblica a Voltri per mostrare le tavole.

    Sul pezzo Erp il ragionamento è lo stesso: si tratta di un pacchetto di riqualificazione energetica finanziato con fondi europei, con un anticipo tecnico del Comune, che non passa dal capitolo degli indebitamenti e quindi non finisce dritto nel triennale. L’amministrazione, insomma, rivendica di aver intercettato risorse esterne per un intervento molto atteso in ponente.

    Per sintetizzare, Piciocchi contesta il dove sta scritto e il dove sta il numero, Ferrante risponde che i soldi stanno su una linea europea e non sul bilancio ordinario. C’è differenza tra bilancio previsionale e piano triennale. E aggiunge, con un po’ di ironia: «Quando parte il cantiere inviterò appositamente Picciocchi». Che, tradotto, significa: il modo migliore per chiudere la polemica sarà far vedere i lavori.

    Interviene anche l’attuale presidente di Municipio Matteo Frulio: «Vero, della passeggiata se ne parla da tempo. Il costo stimato (ma in allora solo stimato e mai finanziato, che sono due cose diverse) ammontava a 12 milioni rispetto al primo progetto presentato dal centrodestra e mai digerito né dal coconcessionario Utrimare né dalla popolazione (perché mai condiviso) né da parte dello stesso centrodestra che si è defilato proprio al momento della presentazione pubblica (chissà perché?). Noi vogliamo invertire il paradigma: dire quello che c’è veramente e soprattutto condividere i passaggi. La volontà di proseguire col finanziamento c’è su tutto il litorale ma sul Piano Triennale vanno solo le cose che si hanno in tasca. Le modifiche sono frutto di condivisione e si accetteranno ulteriori suggerimenti. Spreco di tempo perché non bisognava disturbare il manovratore? Siamo diversi, noi. Inoltre mancava comunque la fase finale delle autorizzazioni che stanno portando avanti gli uffici in questi mesi. Stessa partita per l’oasi di Multedo: un piccolo finanziamento ma che potrà dare un volto nuovo a quel pezzo di litorale. L’idea è dei comitati e delle associazioni del territorio, portata avanti meritoriamente da chi ci ha preceduto nel Municipio ottenendo il finanziamento senza però poterlo spendere. Perché? Perché la documentazione comunale era incompleta. Non erano stati fatti i passaggi con le associazioni sportive del litorale, le aree si incrociavano con concessioni già esistenti e mancava tutto l’iter burocratico (firma della sindaca e della giunta comunale arrivata giovedì) affinché questa cosa si realizzasse. In due mesi e mezzo gli uffici municipali hanno quindi portato avanti le pratiche aggiustando il tutto e rendendolo effettivamente realizzabile. Se qualcuno si chiede come mai non ci sia ancora una sala di lettura a Pra’, ricordiamo che già esiste la piccola e meravigliosa biblioteca “Orsetti” e che fu una volontà del centrodestra non realizzarla nella ex stazione per installare una realtà collocabile in altra zona e che tiene quell’edificio chiuso per buona parte dell’anno. Anche qui, condivisione con la popolazione inesistente. Il resto sul piano tecnico lo ha già spiegato Massimo Ferrante nelle interviste con la sua replica. Non è una questione di tabelle e cifre, ma il punto è come le cose si portano avanti che quelle cifre le fanno ottenere e spendere. Parco delle Dune è un terribile esempio sotto gli occhi di tutti».

    Attacchi garibaldini, obiettivi “confusi” e opinione pubblica

    Il tutto si inquadra nella strategia di pressing alla giunta della minoranza nella sala rossa di Tursi. Chiaramente, l’opposizione fa il suo lavoro, ed è giusto così, ma a volte gli affondi partono da basi, diciamo così, “poco informate” o che ignorano, pur dovendoli conoscere avendo governato fino a ieri, le meccaniche degli interventi pubblici. Emblematico il caso dell’attacco di Vincenzo Apicella, ex assessore municipale della Media Valbisagno (oggi capogruppo di Fdi, all’opposizione del parlamentino guidato dal dem Lorenzo Passadore) che aveva lanciato l’allarme a proposito di presunti prossimi depositi di spazzatura alla Volpara, destando preoccupazione e allarme tra i cittadini che per decenni hanno lottato contro i disagi imposti dall’impianto, oggi dismesso. L’assessora all’Ambiente Silvia Pericu aveva prontamente smentito, sia per una questione di senso, di decisione politico-amministrativa, sia per questioni puramente oggettive: attualmente la Volpara è un cantiere per l’ampliamento dell’isola ecologica della Media Valbisagno e qualsiasi utilizzo per lo stoccaggio dei rifiuti è materialmente impossibile. La capogruppo Fdi in consiglio Comunale, Alessandra Bianchi è stata costretta a una retromarcia strategica per tamponare la gaffe del consigliere municipale del partito: «Accogliamo, in questo caso con favore, la pronta risposta dell’assessore Pericu che, a differenza di quanto accaduto con i miasmi alla Foce, ha scelto di non nascondersi il silenzio – dice Bianchi -. Continueremo a dare voce alle istanze dei cittadini che meritano un’amministrazione che pensi a Genova senza personalismi o smanie di protagonismo». Anche nel caso dei miasmi alla Foce, però, l’attacco, proveniente dalla presidente del Municipio Media Levante Anna Palmieri, era stato “poco informato”, nonostante le notizie fossero già uscite su tutti i media. L’amministrazione era stata accusata di non intervenire quando già, invece, erano state affidate ad Arpal e Asl, col coinvolgimento della procura della Repubblica ed era già stato ingiunto a Iren di metter mano a lavori sul depuratore di Punta Vagno. Terzo caso di attacco “garibaldino” è quello sulla sicurezza, sulla quale si terrà lunedì prossimo un consiglio comunale monotematico. Il fatto è che le competenze del Comune su questa partita sono limitate. L’amministrazione comunale può agire sulla sicurezza urbana attraverso la polizia locale, ma la sicurezza vera e propria è una partita dello Stato, quindi del governo nazionale. Che è dello stesso colore politico della minoranza di Tursi. Da tempo la sindaca Silvia Salis, insieme a molti altri sindaci e attraverso Anci, chiede un implemento del numero delle forze dell’ordine sul territorio perché, a suo dire, l’attuale dispiegamento è ampiamente insufficiente.

    Intanto, però, tutti i temi (anche se i media li trasferiscono all’opinione pubblica in maniera ragionata, riportando tutte le posizioni, come in questo caso accusa e risposta perché i cittadini possano farsi una propria idea) passano per una serie infinita di post social dei partiti e dei loro esponenti e il pressing via web non solo viene acclamato dai sostenitori di partito, ma intacca la consapevolezza dei meno attenti tra quelli che non sono politicamente schierati, di fatto, condiziona l’opinione pubblica. GenovaQuotidiana continuerà a riportare gli affondi dell’opposizione e le risposte della giunta nello stesso articolo, anche correndo il rischio di pubblicare con qualche ora di ritardo, perché i lettori abbiano davvero gli strumenti per giudicare. La stessa cosa vale per la Regione, dove all’opposizione è il centrosinistra e al “governo” il centrodestra. Si sono visti, ad esempio, gli attacchi di Gianni Pastorino (Lista Orlando) e del M5S sulla questione dei lavori al nodo di San Benigno. Il nodo che Aspi ha inaugurato l’anno scorso, però, non ha alcun problema. Il Comune lo ha chiuso solo per consentire i lavori su una vecchia rampa di competenza comunale, ammalorata da parecchi anni (tanto che c’erano stati anche diversi distacchi di intonaco con intervento dei vigili del fuoco) e alla quale l’attuale amministrazione ha finalmente messo mano.


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