Opposizioni e sindaci contro la Regione: “Su sanità, rifiuti e trasporto non c’è più tempo. La Giunta smetta di rinviare”

Nel secondo appuntamento di “Futuro Liguria” i gruppi di minoranza in Consiglio regionale hanno incontrato a Genova una rappresentanza di sindaci del centrosinistra – tra cui la sindaca Salis – per costruire una piattaforma comune. Nel mirino la riforma sanitaria giudicata troppo accentratore, il piano rifiuti considerato debole e i ritardi sui fondi al trasporto pubblico: “La Regione ha le risorse, le metta subito a disposizione di AMT e delle aziende”. La replica di Scajola: «Accuse false e tendenziose. La Regione ha fatto la sua parte». D’Angelo: «Da Scajola parole sconcertanti»

Non una foto di gruppo, ma un vero tavolo politico. Il “campo largo” ligure – Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Lista Orlando – è tornato a riunirsi a Genova per capire come tenere insieme le criticità che arrivano dai territori e le battaglie che l’opposizione sta portando avanti in aula. Lo ha fatto con un parterre non banale: oltre ai consiglieri regionali erano presenti la sindaca di Genova Silvia Salis, il sindaco di Savona Marco Russo, il sindaco di Santa Margherita Ligure Guglielmo Caversazio, la sindaca di Arcola Monica Paganini e il sindaco di Camporosso Davide Gibelli. Segno che l’obiettivo non è solo contestare la giunta Toti-Bucci, ma arrivare alle prossime scadenze con una proposta che tenga insieme città e aree più periferiche.

«Questa volta non abbiamo fatto un elenco di buone intenzioni – ha spiegato l’ex ministro Andrea Orlando, che ha coordinato il confronto –. Ci siamo messi a ragionare su tre emergenze reali: sanità, rifiuti e trasporto pubblico. E lo abbiamo fatto insieme a chi ogni giorno in Comune deve rispondere ai cittadini». L’idea è costruire una posizione che non sia solo dei gruppi regionali ma di tutto il centrosinistra ligure.
La sanità: “La riforma parte dall’alto, non dai bisogni”
Il punto più sensibile è la sanità. Le opposizioni contestano alla Regione di aver messo mano alla governance – cioè a chi decide e come – senza prima definire quali servizi vanno potenziati e dove. In altre parole: si accentrano funzioni, ma non si vede il miglioramento per chi attende mesi una visita o non trova il medico di base. «Noi non siamo contrari a parlare di organizzazione – ha ribadito Orlando – ma non si può cambiare l’assetto solo per avere più controllo dall’alto. Prima si decide cosa serve, poi si disegna la governance». Critica condivisa dai sindaci, che sono poi quelli a cui i cittadini si rivolgono quando il Cup non risponde o quando i reparti si svuotano.
Rifiuti: “Il piano regionale va riaperto”
Altro capitolo: la gestione dei rifiuti. Per le opposizioni il piano regionale “non poggia su basi scientifiche solide” e ha lasciato ai margini il tema degli impianti intermedi, quelli che servono a non intasare subito gli impianti finali e a gestire i picchi. Risultato: da mesi si litiga sul “dove” mettere gli impianti, senza affrontare il “come” migliorare il sistema. La richiesta che arriva dal tavolo è chiara: riaprire il confronto, aggiornare il piano e mettere subito in campo le misure che già oggi possono alleggerire la situazione.
Trasporto pubblico: “Risorse subito, non si scarichi su Genova”
Il passaggio più politico riguarda però il trasporto pubblico locale, e in particolare AMT. Orlando non ha usato giri di parole: «La Regione non può continuare a tergiversare. Le risorse disponibili vanno messe ora a disposizione delle aziende, a partire da AMT. Se si aspetta ancora, vuol dire che si sta lavorando per farle andare in difficoltà e poi scaricare la responsabilità sul Comune». Una lettura che, secondo i partecipanti, è stata rilanciata con forza anche dalla sindaca Silvia Salis, preoccupata dall’aumento di costi e investimenti in un momento in cui le compensazioni regionali tardano.
Il messaggio politico è che la Regione, pur avendo margini, sta allungando i tempi per non doversi intestare scelte impopolari. L’opposizione, invece, chiede un intervento immediato per blindare il servizio, in particolare nei capoluoghi e nelle aree dove il trasporto pubblico è l’unica alternativa all’auto.
“Il campo largo tiene”
Al netto delle critiche, dal tavolo di Genova è uscita anche una constatazione: l’alleanza tra forze diverse – dal PD al M5S passando per Avs – al momento regge. «Questo è il secondo appuntamento e non solo non si è sfilato nessuno, ma i sindaci hanno rafforzato il lavoro fatto in estate» è stata la chiosa di Orlando. La prossima tappa è già fissata: entro Natale un nuovo incontro per verificare se, sui tre dossier, la Regione avrà dato risposte. In caso contrario, l’opposizione promette di alzare il livello dello scontro, questa volta con una piattaforma condivisa da tutto il centrosinistra ligure.
Aggiornamento: la replica dell’assessore Marco Scajola
“Regione Liguria non cincischia su nessuna pratica, tantomeno su quelle legate a un argomento centrale per la nostra amministrazione e per i cittadini come il trasporto pubblico locale. Chi dice il contrario mente, sapendo di mentire. Abbiamo già anticipato 18 milioni di euro con risorse regionali a città metropolitana e ad Amt, operazione che non ha precedenti nella storia della Liguria. Abbiamo fatto, stiamo facendo e siamo pronti a fare la nostra parte, compreso un possibile ingresso diretto nella società, per sostenere l’azienda genovese e tutte le altre come più volte ribadito dal presidente Marco Bucci”. Lo dice l’assessore regionale ai Trasporti Marco Scajola. Che prosegue «Se c’è qualcuno che cincischia sul problema è il Comune dal quale aspettiamo ancora i numeri richiesti e vogliamo risposte concrete, non illazioni a mezzo stampa – prosegue Scajola -. Regione mette regolarmente e ha sempre messo le risorse economiche dovute a disposizione delle aziende, dire il contrario corrisponde al falso. Ma ogni altra operazione non è nemmeno ipotizzabile se da parte del Comune di Genova non ci verranno forniti conti ufficiali. Rispediamo dunque al mittente le accuse ricevute e non accettiamo lezioni da cattivi maestri».
La controreplica di D’Angelo (consigliere regionale e segretario provinciale Pd)
«Abbiamo letto le dichiarazioni dell’Assessore Marco Scajola con profonda preoccupazione e sconcerto. Sorprende a allarma che l’Assessore Regionale ai Trasporti non sia a conoscenza che il dossier di AMT – comprensivo di tutti i numeri – sia stato trasmesso ormai da quasi un mese ai dirigenti regionali indicati dal Presidente Bucci, e che da settimane si susseguono incontri quotidiani tra Comune, Regione e AMT per affrontare la situazione dell’azienda. Le parole di Scajola denotano un grave scollamento tra la realtà e la narrazione politica che la Giunta regionale continua a proporre. Non siamo più nel tempo della propaganda, degli annunci o delle dichiarazioni autoassolutorie. Siamo al tempo delle scelte, della responsabilità e degli impegni concreti. L’Assessore Scajola si faccia immediatamente aggiornare dai suoi uffici e chiarisca, senza ulteriori rinvii, quali impegni intenda assumere la Regione Liguria per accompagnare AMT fuori da una situazione di emergenza che mette a rischio non solo l’equilibrio dell’azienda, ma la qualità del servizio pubblico e la serenità di centinaia di lavoratori e di migliaia di utenti ogni giorno. Genova e la Liguria meritano risposte serie, non scaricabarile e slogan. Il trasporto pubblico è un pilastro essenziale della vita quotidiana dei cittadini, non terreno di speculazione politica. La Regione faccia finalmente la sua parte, perché il tempo delle chiacchiere è scaduto“”, così il co sogliole regionale PG Simone D’Angelo in replica a Scajola su Amt».
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