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Italia Nostra, WWF, Eco Istituto e Pro Natura chiedono alla nuova Giunta una svolta radicale: «Basta motoseghe, serve una città più verde e resiliente»

Alla vigilia dell’insediamento della nuova Giunta comunale guidata dalla sindaca Silvia Salis, le principali associazioni ambientaliste attive sul territorio lanciano un appello forte e chiaro: serve una svolta a 180 gradi nelle politiche sul verde urbano

In un comunicato congiunto, le associazioni Italia Nostra Genova, WWF Genova, Eco Istituto Reggio Emilia e Genova, Pro Natura Genova denunciano con fermezza l’eredità disastrosa lasciata dalla precedente amministrazione Bucci-Piciocchi, accusata di una gestione improntata più alle motoseghe che alla tutela del patrimonio arboreo. “La cifra della passata amministrazione – si legge nella nota – è stata l’abbattimento sistematico degli alberi, con episodi eclatanti come la distruzione della storica pineta di Quezzi durante i lavori per la nuova scuola Camoscio”.

Una città meno verde e meno vivibile

Le conseguenze di queste scelte, sostengono gli ambientalisti, non si limitano all’aspetto estetico della città: “Il verde urbano ha ricadute fondamentali sulla salute pubblica, sul benessere psico-fisico dei cittadini e sul risparmio energetico. Serve una visione che faccia del verde un’infrastruttura strategica per affrontare le sfide climatiche, sociali ed economiche che attendono Genova”.

Per questo, le associazioni hanno chiesto un incontro formale alla sindaca Salis, al fine di illustrare in modo dettagliato le loro proposte, già inviate tramite una lettera in occasione della campagna elettorale.

Le proposte: più verde, più competenze, più controllo

Il documento propone una pianificazione radicalmente diversa, fondata su alcuni punti cardine:

  • Arrestare il consumo di suolo;
  • Incrementare il verde diffuso in tutta la città;
  • Deimpermeabilizzare il suolo e incentivare la riforestazione urbana;
  • Inserire il verde come elemento strutturale della pianificazione urbanistica, secondo i principi delle “Nature Based Solutions” (NBS);
  • Allocare risorse adeguate per raggiungere questi obiettivi.

Ma il piano non si ferma alla pianificazione: le associazioni chiedono anche una gestione quotidiana del verde più efficiente, regolata e trasparente. In particolare:

  • Applicazione integrale del Regolamento del Verde, spesso disatteso o ignorato;
  • Rafforzamento degli organismi di controllo e sanzione, con formazione specifica per il personale;
  • Revisione del ruolo di ASTER, ritenuta inadeguata e non sufficientemente controllata dal Comune;
  • Riorganizzazione del “Servizio Giardini e Foreste” comunale, oggi praticamente smantellato, con la reinternalizzazione delle manutenzioni per garantire più qualità, risparmio e supervisione pubblica.

Un segnale politico chiaro

“La passata amministrazione è stata punita dagli elettori anche per le sue scellerate politiche sul verde, che hanno scatenato proteste in molti quartieri della città”, si legge nel documento firmato dalle quattro associazioni. “Ora chi è stato premiato dalle urne deve dare segnali netti di discontinuità. È il momento di voltare pagina”.

Il messaggio alla nuova sindaca e alla giunta che sta per insediarsi è diretto e inequivocabile: servono atti concreti, non solo dichiarazioni d’intenti. Per gli ambientalisti, il futuro di Genova passa anche dalla sua capacità di tornare a essere una città verde, vivibile e sostenibile. La sfida è aperta.


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