Servizio educativo 0-6 anni, botta e risposta tra Bruzzone (rossoverdi) e l’assessora Corso sui lavoratori

Secondo il capogruppo della minoranza «L’assessora scarica le responsabilità dei disservizi su lavoratrici e lavoratori ma il problema è del Comune». Corso risponde: «Venivano semmai sottolineato l’impegno e lo spirito di servizio del personale della Scuola Infanzia Rodari»

«Ancora una volta, di fronte alle evidenti carenze del servizio educativo 0-6, l’amministrazione comunale sceglie la via più facile: dare la colpa a chi lavora e non a chi governa – dice Filippo Bruzzone, consigliere comunale e capogruppo della Lista Rossoverde, rappresentante di Linea Condivisa -. Le dichiarazioni dell’assessora alle Politiche dell’Istruzione Francesca Corso sulla Scuola Comunale dell’Infanzia Rodari sono emblematiche di un approccio miope e deresponsabilizzante. Secondo l’assessora il problema della discontinuità didattica sarebbe da attribuire agli scioperi e alle assemblee sindacali, non alla cronica mancanza di personale e alla gestione politica inadeguata del servizio. I genitori della scuola denunciano una situazione che si protrae da mesi: comunicazioni tardive sugli ingressi scaglionati, personale insufficiente, continui disagi che complicano la vita delle famiglie. Se la didattica è di qualità è grazie all’impegno degli educatori e delle educatrici, costretti però a sopperire a una gestione politica lacunosa con doppi turni e classi sovraccariche. Eppure l’amministrazione pensa bene di puntare il dito contro chi rivendica i propri diritti anziché interrogarsi sulle proprie responsabilità».

«Questa è solo l’ennesima dimostrazione di come l’amministrazione comunale non abbia una visione del servizio 0-6 anni. Ha preso fondi dal PNRR per l’adeguamento sismico di alcune scuole senza però sapere come gestire la transizione: non è chiaro dove verranno spostati interi plessi, se le strutture alternative siano idonee, se si perderanno classi di scuola pubblica, con un impatto diretto sulle famiglie e sul personale scolastico – prosegue Bruzzone -. E mentre l’amministrazione temporeggia, le famiglie restano senza risposte e chi governa non trova di meglio che attaccare chi sciopera per difendere il diritto a un servizio dignitoso. È sconsolante vedere questa giunta parlare di denatalità quando poi si dimostra incapace di garantire alle famiglie quei servizi pubblici essenziali che renderebbero Genova una città in cui crescere le proprie figlie e i propri figli in sicurezza e serenità. Il Comune trovi soluzioni invece di scaricare le proprie responsabilità».
«Apprendo con sorpresa la dichiarazione di Bruzzone secondo cui dal concetto di difesa di diritto di sciopero quindi, da un diritto consolidato e da tutelare, fa discendere una responsabilità che diventa, a suo dire, una segnalazione di colpa dei lavoratori – risponde l’assessora Francesca Corso. Il Comune ha semplicemente elencato, in massima trasparenza e senso di responsabilità, che le criticità hanno riguardato un numero esiguo di giorni, in un periodo, peraltro, di picco influenzale, su un’indicazione molto più ampia di giornate in cui, come si leggeva nella stessa nota, veniva semmai sottolineato l’impegno e lo spirito di servizio del personale della Scuola Infanzia Rodari che attiva una progettazione e momenti condivisi. Per primi abbiamo infatti puntato il dito sull’uso sdoganato del termine “smistamento” sui bambini, quando invece anche accoglienza e commiato sono momenti condivisi ed educativi, per cui nemmeno l’inizio e la fine delle lezioni vengono lasciate al caso. Un impegno dunque a 360 gradi. Siamo pertanto distanti da qualsiasi strumentalizzazione e rivendichiamo piuttosto l’impegno del Comune che ha anche deciso di ampliare i propri servizi, basti pensare in ultimo al mantenimento della Scuola Infanzia San Desiderio e Borzoli».
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