Aggressioni su bus e fermate, il piano sicurezza si rafforza: controlli congiunti, report settimanali e presidi sulle linee a rischio

Dal tavolo convocato in Comune emergono nuove misure per proteggere autisti e controllori di Amt. I sindacati chiedono più agenti sui mezzi, verifiche serali, assunzioni e provvedimenti restrittivi contro i responsabili delle violenze

Controlli più frequenti a bordo degli autobus e alle fermate, un monitoraggio settimanale delle linee maggiormente esposte e una campagna di comunicazione sulle conseguenze delle aggressioni contro il personale. Sono le principali indicazioni emerse dal nuovo incontro del tavolo sulla sicurezza del trasporto pubblico, al quale hanno partecipato l’assessore comunale alla mobilità, ai trasporti e ai rapporti sindacali Emilio Robotti, l’assessora comunale alla polizia locale e alla sicurezza Arianna Viscogliosi, Amt, il comandante della polizia locale e le rappresentanze dei lavoratori.

Le segreterie delle rappresentanze sindacali aziendali di Cgil, Cisl, Uil e Faisa hanno chiesto interventi capaci di coprire tanto la rete urbana quanto quella provinciale. Al centro del confronto resta la tutela di conducenti e controllori, sempre più spesso costretti ad affrontare minacce, tensioni e comportamenti violenti durante il servizio.

Amt sta preparando una prima campagna informativa dedicata alle conseguenze previste per chi aggredisce il personale viaggiante. L’iniziativa sarà inizialmente realizzata con risorse aziendali, mentre in un secondo momento si cercheranno finanziamenti per una comunicazione più specifica e diffusa. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto che il messaggio raggiunga in maniera capillare autobus, metropolitana, fermate, stazioni e collegamenti provinciali.
Uno dei punti considerati prioritari riguarda il controllo dei titoli di viaggio. Cgil, Cisl, Uil e Faisa hanno sollecitato un aumento delle verifiche e la ripresa dei servizi congiunti tra polizia locale e controllori di Amt. Il comandante ha espresso una valutazione positiva, precisando che la possibilità di organizzare queste attività dipenderà dalla disponibilità degli organici.
Il controllo non dovrebbe limitarsi alla presenza fissa su un singolo autobus. Roberto Piccardo, segretario Ugl, ha proposto che gli agenti salgano sui mezzi e percorrano alcune fermate, soprattutto durante le ore serali e notturne, in modo da alternare verifiche ed effetto deterrente lungo un numero più ampio di linee.
Particolare attenzione è stata richiesta per le fermate vicine alle discoteche e ai locali notturni. Alla chiusura, gruppi numerosi di persone raggiungono contemporaneamente il trasporto pubblico, spesso dopo avere consumato alcolici, aumentando il rischio di tensioni con conducenti, controllori e altri passeggeri.
Nel corso della riunione sono state indicate ad Amt e alla polizia locale le zone che presentano attualmente le maggiori criticità. Il comandante ha chiesto all’azienda di preparare un rapporto settimanale con le segnalazioni provenienti dal personale, indicando linee, fermate, orari e locali interessati dai problemi.
Queste informazioni serviranno a rimodulare i presidi del progetto “Sicurezza in movimento”, che secondo i partecipanti al tavolo ha già prodotto risultati positivi attraverso una maggiore presenza della polizia locale su autobus, metropolitana e nodi di interscambio.
Restano confermati i presidi fissi nelle zone della Darsena e di San Giorgio. Proseguirà anche il controllo dinamico della linea 71 tra piazza Rapisardi e San Carlo di Cese, già sottoposta a verifiche durante lo scorso fine settimana insieme all’area dei laghetti della Val Varenna.
Le rappresentanze sindacali hanno chiesto inoltre di valutare modifiche alla linea notturna 607, sulla quale sarebbero emerse difficoltà nella gestione del numero dei passeggeri. Un carico eccessivo, soprattutto in determinate fasce orarie, può creare situazioni difficili da governare e aumentare la pressione sul conducente.
Il segretario Ugl ha richiamato anche la situazione di piazza Verdi, segnalando la presenza di persone che disturberebbero gli operatori di Amt e i passanti. La richiesta rivolta all’Amministrazione è quella di assicurare controlli rapidi e continuativi nell’area.
I dati comunicati durante il tavolo indicherebbero per il 2026 un numero di aggressioni inferiore rispetto all’anno precedente. Ugl ha accolto la rilevazione con sorpresa e prudenza. Per Piccardo, la diminuzione statistica non riduce la gravità dei singoli episodi né il loro impatto sui lavoratori coinvolti.
Lo stesso sindacato ha rilanciato la richiesta di attribuire ai conducenti una tutela giuridica assimilabile a quella prevista per i pubblici ufficiali, così da rendere più severe le conseguenze delle aggressioni. Ha chiesto inoltre che le condanne pronunciate contro i responsabili vengano rese note insieme alle pene inflitte, rafforzando la funzione deterrente dell’informazione.
Orsa ha invece proposto di valutare l’applicazione di provvedimenti che impediscano agli aggressori di accedere alle aree nelle quali viene svolto il servizio pubblico, quando la normativa lo consente. Secondo l’organizzazione, chi compie violenze contro autisti e controllori dovrebbe poter essere allontanato da fermate, stazioni e altri luoghi particolarmente sensibili.
Per Orsa, il problema non può essere trattato soltanto come una questione interna ad Amt. Le violenze sui mezzi costituiscono un tema di ordine pubblico che richiede il coinvolgimento coordinato di Comune, Questura e Prefettura.
Il sindacato ha invitato inoltre i lavoratori a segnalare ogni episodio attraverso il Modello 800, comprese le minacce e le situazioni che potrebbero apparire meno gravi. Una raccolta completa delle comunicazioni è considerata indispensabile per conoscere la reale dimensione del fenomeno e orientare correttamente i presidi.
Il confronto ha riguardato anche l’organizzazione aziendale. Cgil, Cisl, Uil e Faisa hanno accolto favorevolmente la sospensione dell’ordine di servizio 64, chiedendo che la tutela del personale continui ad avere la precedenza rispetto ad altre esigenze. Rimane però da individuare una soluzione per le corse autostradali.
Le sigle sindacali hanno ribadito la necessità di assumere nuovo personale viaggiante. Ritardi, corse saltate e irregolarità del servizio possono generare malcontento tra gli utenti, che spesso finisce per scaricarsi direttamente sui conducenti, pur non essendo questi ultimi responsabili delle decisioni organizzative.
Durante la riunione è stato spiegato che nuove assunzioni non potranno essere avviate fino all’omologazione della composizione negoziata della crisi, passaggio considerato necessario per il risanamento finanziario di Amt. La sicurezza del personale resta così legata anche alla stabilità economica dell’azienda e alla possibilità di garantire un servizio regolare.
Cgil, Cisl, Uil e Faisa hanno contestato inoltre lo spostamento dei dipendenti che si occupavano specificamente della manutenzione delle telecamere di videosorveglianza. Secondo i sindacati, il sistema ha raggiunto un’affidabilità superiore al 96 per cento e rappresenta una delle parti del protocollo di sicurezza che non ha mai mostrato particolari criticità.
Amt ha assicurato che la riorganizzazione non provocherà disservizi. Le rappresentanze dei lavoratori si sono riservate di controllare il funzionamento delle apparecchiature sulla base dei dati che saranno presentati nel prossimo incontro.
L’assessora Arianna Viscogliosi ha infine comunicato l’intenzione di avviare un confronto istituzionale con la comunità ecuadoriana e con i responsabili delle strutture che accolgono minori non accompagnati. L’obiettivo dichiarato è promuovere comportamenti corretti e aumentare la consapevolezza delle conseguenze che condotte individuali scorrette possono produrre sul servizio e sulla collettività.
Comune, Amt e sindacati hanno condiviso la necessità di convocare il tavolo con maggiore frequenza. I fenomeni cambiano insieme agli orari, alle stagioni e alla geografia della vita notturna: per questo i presidi dovranno essere adattati rapidamente alle segnalazioni provenienti dai lavoratori e dal territorio.


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