Sport, scontro aperto tra Salis e il Comitato olimpico: la sindaca denuncia un’iniziativa «irrituale», il centrodestra attacca

Una lettera inviata alle federazioni sportive regionali accende il confronto tra Palazzo Tursi e il Comitato olimpico nazionale italiano della Liguria. Silvia Salis chiede chiarimenti e teme motivazioni politiche. Fratelli d’Italia e Noi Moderati parlano invece di isolamento dell’Amministrazione e mancato ascolto

Lo scontro sul rapporto tra il Comune di Genova e il mondo sportivo si sposta sul piano istituzionale. La sindaca Silvia Salis ha scritto al presidente del Comitato olimpico nazionale italiano della Liguria Antonio Micillo, contestando la forma e il contenuto di una comunicazione inviata il 20 luglio alle federazioni sportive regionali. La lettera è stata trasmessa per conoscenza anche al presidente nazionale del Comitato olimpico, Luciano Buonfiglio.

All’origine della vicenda ci sarebbe una lamentela emersa durante una riunione del Consiglio regionale del Comitato olimpico. Secondo quanto riferito da Silvia Salis, la ricostruzione sarebbe stata confermata dallo stesso presidente regionale Antonio Micillo al capo di gabinetto della sindaca, Marco Speciale. In quella sede, Antonio Micillo avrebbe spiegato che soltanto la Federazione italiana giuoco calcio aveva segnalato non meglio precisate difficoltà nei rapporti con l’Amministrazione comunale e che, proprio a partire da quell’unica lamentela, aveva deciso di chiedere alle altre federazioni se esistessero problemi analoghi.

Nella lettera, Silvia Salis scrive infatti che, «anche dalla ricostruzione dei fatti fornita da lei stesso al nostro capo di gabinetto Marco Speciale», risulterebbe che l’iniziativa sia nata dalla contestazione espressa da una sola federazione. È questo uno dei punti sui quali la sindaca fonda la propria critica: invece di coinvolgere direttamente il Comune per affrontare il singolo problema, sarebbe stata avviata una ricognizione generale presso tutte le federazioni.
È proprio questo passaggio a essere giudicato anomalo da Silvia Salis. Nella lettera, la sindaca osserva che la formulazione della nota sembra partire dall’esistenza già accertata di una criticità generale, cercando successivamente altre conferme, anziché presentare il problema come la segnalazione isolata di una singola federazione.
«A fronte di una unica e isolata lamentela si preferisce la ricerca di conferme tese a costruire un caso generale piuttosto che agevolarne la risoluzione coinvolgendo direttamente l’Amministrazione comunale», scrive Salis, chiedendo perché Palazzo Tursi non sia stato interpellato prima dell’invio della comunicazione all’intero sistema sportivo regionale.
La sindaca ha domandato anche di ricevere il verbale della riunione nella quale sarebbero state formulate le contestazioni. Quel documento, sostiene, è necessario per comprendere con precisione quali osservazioni siano state avanzate, da chi e in quali termini. Alla comunicazione pubblicata dal Comitato regionale, infatti, non sarebbe stata allegata alcuna ricostruzione ufficiale del confronto.
Il tono della lettera diventa particolarmente duro quando la sindaca richiama la propria esperienza ai vertici dello sport italiano. Prima di diventare sindaca, è stata consigliera nazionale e vicepresidente vicaria del Comitato olimpico nazionale italiano. Proprio sulla base di quel percorso definisce «irrituale» la condotta del presidente regionale nei confronti di una pubblica amministrazione.
La sindaca aggiunge di sperare che dietro la vicenda non esistano motivazioni politiche, ipotesi che, a suo giudizio, sarebbe suggerita dalla rapidità con cui esponenti del centrodestra sono intervenuti per attribuire alla Giunta comunale una responsabilità generale nei rapporti con il mondo sportivo.
Silvia Salis ha quindi invitato tutte le federazioni a chiarire pubblicamente se, durante l’ultima riunione del Consiglio regionale del Comitato olimpico, abbiano effettivamente espresso perplessità o contestazioni nei confronti del Comune. Il punto centrale diventa così la reale estensione del problema: una singola segnalazione oppure un disagio diffuso tra associazioni e organismi sportivi.
La risposta politica è arrivata dalla vicepresidente della Regione Liguria e assessora allo Sport Simona Ferro (FdI) e dalla capogruppo comunale di Fratelli d’Italia Alessandra Bianchi. Le due esponenti hanno interpretato la comunicazione del Comitato olimpico come la conferma di una mancanza di attenzione e dialogo da parte dell’Amministrazione.
Secondo Ferro e Bianchi, lo sport sarebbe stato marginale fin dalla campagna elettorale e la decisione della sindaca di trattenere la delega avrebbe prodotto un vuoto gestionale. Nel mirino anche l’incarico affidato a un consulente esterno, già coordinatore della lista elettorale di Salis, con un compenso che le due rappresentanti regionali e comunali indicano come superiore a 100 mila euro l’anno.
La critica riguarda anche l’impiantistica. Per Fratelli d’Italia, gli interventi attualmente in corso deriverebbero prevalentemente da finanziamenti e progetti impostati dalla precedente Amministrazione, mentre non sarebbero stati avviati nuovi investimenti significativi. Simona Ferro e Alessandra Bianchi chiedono dunque alla sindaca di ricucire il rapporto con il sistema sportivo e di aprire un confronto diretto sulle necessità delle società.
Nel dibattito è entrata anche la classifica sull’indice di sportività pubblicata dal Sole 24 Ore. Il centrodestra attribuisce all’attuale Giunta la discesa della provincia di Genova dal terzo al dodicesimo posto. Si tratta, tuttavia, di un indicatore costruito su numerosi parametri e su dati riferiti a periodi differenti, per cui il collegamento diretto tra la variazione annuale e pochi mesi di attività amministrativa costituisce una valutazione politica più che una conseguenza dimostrata.
Bianchi ha poi ampliato l’attacco sostenendo che il Comune avrebbe cancellato un progetto di promozione dello sport nelle scuole, lasciato chiusi il Palasport e la relativa palestra e frammentato le responsabilità tra consulente e consigliera delegata. Una sovrapposizione che, secondo la capogruppo di Fdi, renderebbe poco chiara la catena decisionale e produrrebbe un costo privo di risultati adeguati.
Ancora più esplicita la deputata Ilaria Cavo, capogruppo comunale di Noi Moderati – Orgoglio Genova, che parla di una «sconfitta in casa» per la sindaca. La sua tesi è che proprio il mondo dal quale proviene Silvia Salis starebbe contestando una insufficiente capacità di ascolto una volta assunta la guida della città.
Cavo collega la vicenda sportiva ad altre tensioni aperte tra la Giunta e categorie economiche, sindacati e cittadini. A suo giudizio, la richiesta di informazioni inviata alle federazioni sarebbe il segnale di un rapporto già compromesso e non il tentativo di costruire artificialmente un caso.
La lettura di Palazzo Tursi è opposta. La sindaca non nega la possibilità che esistano questioni da affrontare, ma contesta il metodo scelto dal Comitato regionale: invece di portare direttamente al Comune una singola problematica e tentare di risolverla, sarebbe stata diffusa una richiesta capace di far apparire come già accertata una crisi complessiva.
Al centro dello scontro rimangono quindi due ricostruzioni incompatibili. Per Salis, una lamentela isolata sarebbe stata amplificata attraverso un procedimento istituzionalmente anomalo e immediatamente utilizzato dall’opposizione. Per Fratelli d’Italia e Noi Moderati, invece, la nota del Comitato olimpico avrebbe reso visibile una difficoltà reale e diffusa, maturata per la mancanza di risposte e di interlocuzione.
Il verbale chiesto dalla sindaca e le eventuali risposte delle federazioni potranno chiarire quanto il malcontento sia effettivamente esteso. Fino ad allora, la questione resta sospesa tra il problema concreto dei rapporti con le organizzazioni sportive e una battaglia politica che ha già superato i confini dell’impiantistica e degli eventi, coinvolgendo direttamente il ruolo istituzionale del Comitato olimpico e la credibilità della Giunta sul terreno più legato alla storia personale di Silvia Salis.
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