Progetto dei quattro assi rallentato dalle sottoutenze. Costa: «In 8 anni nessun risultato concreto per il progetto»

Interrogazione in Consiglio comunale del consigliere di “Progetto al Centro” e rapporto in aula dell’assessore ai lavori pubblici De Fornari. Lo stato dei lavori del primo e del secondo lotto

Il consigliere Stefano Costa del gruppo Progetto al Centro ha chiesto «aggiornamenti in merito al progetto dei quattro assi di forza del trasporto pubblico locale, già da tempo annunciato e finanziato e che avrebbe dovuto comportare un potenziamento del servizio, ma di cui non si riscontrano ancora dopo anni esiti concreti sul territorio».

«Parliamo di un progetto che è inserito nel quadro strategico del piano urbano della mobilità sostenibile che ridisegna l’intero sistema della mobilità in città – ha detto Costa -. E nell’ambito di questo quadro il progetto dei quattro assi è un segmento fondamentale. Perché? Perché contempla lo sviluppo di quattro assi di forza su ponente, centro, levante, e val Bisagno, con filobus a trazione elettrica in sede propria e con relativi siti di interscambio tra le linee colinari e i suddetti assi. In realtà il progetto per adesso resta solo un disegno, un’ipotesi, una suggestione, una delle tante oserei dire. E in realtà la nostra città avrebbe piena necessità di questo intervento. Ebbene, malgrado questo progetto sia stato presentato e finanziato, parliamo di 450 milioni, in sette anni, anzi direi quasi otto, non è ancora prodotto all’ombra di un risultato. Il trasporto pubblico locale versa sempre nelle condizioni di partenza, non solo. Le linee collinari sono già state oggetto di tagli e di ridimensionamenti nei percorsi. È notizia di pochi giorni fa confermati i tagli alle linee bus in Val Bisagno. Tutte le linee bus che servono le zone collinari di Marassi si fermeranno in piazza Galileo Ferraris. Allora, se piazza Galileo Ferraris deve diventare un interscambio, deve diventare un interscambio con gli assi di forza, non con l’attuale servizio, che evidentemente è carente ed è insufficiente. I lavori di fatto, per quello che riguarda l’impiantistica e le opere infrastrutturali, non sono mai iniziati. Quindi chiedo l’UMI, perché mi sembra che questo sia l’ennesimo progetto perso nei meandri degli annunci e della mancanza di programmazione».
Ha risposto in aula l’assessore ai lavori pubblici Ferdinando De Fornari: «Credo che Lei sia l’unico che non si sia accorto dei disagi del cantiere dei Quattro Assi – ha detto a Costa -. Perché in realtà il cantiere dei Quattro Assi è pienamente operativo, soprattutto nella zona del Val Bisagno. Ci sono oltre 30 cantieri aperti. Per quanto riguarda il lotto 1, cioè la parte relativa a Gavette e Staglieno, che cuba 66 milioni di euro, è già stato affidato con un appalto integrato al raggruppamento Arco-Gemmo-Cosedil. I lavori sono in corso con la parte riguardante Gavette, la realizzazione di scavi e micropali. Per quanto riguarda il progetto, ha subito un rallentamento perché proprio su richiesta della cittadinanza è stato ridotto il parcheggio da tre a due piani. I lavori saranno completati entro giugno del 2026. Per quanto riguarda il lotto 2, cioè i tracciati e le infrastrutture, che cuba 200 milioni di euro, anche questo intervento affidato con appalto integrato al raggruppamento temporaneo di imprese Leonardo e Colas Rail rappresenta il cuore di questa operazione. Come stavo dicendo, è in corso di esecuzione. Convengo sulla difficoltà dell’esecuzione perché per poter realizzare tutte le infrastrutture necessarie, in considerazione delle numerosissime sottoutenze presenti nel sottosuolo, occorre ogni volta, sia per quanto riguarda le sottostazioni elettriche sia per quanto riguarda la realizzazione di pensiline, trovare soluzioni adeguate anche con i soggetti gestori. È stata la mia prima iniziativa a dare impulso alla sottoscrizione di protocolli d’intesa. Recentemente ne è stato sottoscritto uno con Enel, proprio per controllare i tempi e avere piena adesione da parte dei soggetti gestori, perché questo è uno dei punti fondamentali anche legato alle tempistiche del cantiere. Naturalmente in parallelo si sta lavorando per quanto riguarda le aree logistiche finalizzate ad ospitare anche temporaneamente i mezzi».
«Respingo il fatto di non essermi accorto dei cantieri della Valbisagno perché li ho ben presenti – ha ribattuto Costa -, solo che li ritengo assolutamente insufficienti in rapporto ad un progetto che è finanziato da sette anni e che ancora non solo non ha prodotto risultati, ma non potrà produrre nei prossimi anni i risultati sperati. Quindi al di là della retorica che oggi va molto di moda, degli slogan dei signori del sì e del no, io mi attengo ai fatti. Sono otto anni, otto, e l’unico risultato che vedo sono quattro filobus di nuova generazione che da qualche settimana girano sulla linea bifilare del 20, che esiste da decenni e rispetto alla quale, fondamentalmente non si riscontra alcuna novità, forse con lo scopo di distrarre e illudere i cittadini. A questo punto aggiungo che i parcheggi in interscambio non sono mai stati realizzati, il prolungamento della metropolitana è in forte ritardo: zero stazioni metro inaugurate in otto anni, mancanza di interventi per l’integrazione gomma-ferro. Direi che si delinea un quadro di totale inconcludenza anche su fronte del trasporto pubblico locale. Di questo bisogna prendere atto».
«Oltre a sottolineare lo stato del progetto dei quattro assi ho voluto fare un discorso politico – commenta Stefano Costa a margine -, dicendo che siamo di fronte all’inerzia assoluta. I fatti sono molti: i finanziamenti ricevuti per gli assi di forza che dopo otto anni non hanno prodotto risultati, i quattro filobus di nuova generazione che girano per illudere i cittadini che ci siano novità, i parcheggi di interscambio mai realizzati, il prolungamento della metropolitana in ritardo con zero stazioni inaugurate, la mancanza di integrazione gomma-ferro, la pretesa di imporre a cittadini e commercianti ZTL e interventi non programmati in funzione di un servizio che non c’è. In merito al ritornello del “fare” da contrapporre al “non fare”, dico che bisogna fare bene. Faccio l’esempio del porticciolo di Nervi, invaso dalla posidonia e i cui costi di manutenzione adesso ricadono sui cittadini».
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