I giardini segreti di Castello d’Albertis e la cascata da 18 metri. Il video-racconto di GenovaQuotidiana

Nessuna persona vivente l’ha mai vista funzionare, non ci sono foto storiche e pochi hanno avuto l’occasione di vederla com’è adesso, in rovina e coperta dalla vegetazione. È la cascata da 18 metri del giardino segreto di Castello d’Albertis, a Castelletto

Nel 1886, il capitano Enrico d’Albertis acquistò le rovine del bastione cinquecentesco che inglobava i resti del castello medievale e ci fece costruire un maniero gotico in stile eclettico su progetto architettonico di D’Andrade e Crotta, coadiuvati dallo scultore Allegro e dall’archeologo Campora. Ne uscì un collage di citazioni erudite prevalentemente ispirate all’architettura medioevale genovese (da Torre Embriaci a Palazzo San Giorgio) con frequenti digressioni nelle atmosfere esotiche ed orientaleggianti tipiche dell’immaginario occidentale ottocentesco.

Nel Castello c’’è ora il Museo delle Culture del mondo. Parte del giardino è stata riaperta mentre l’altra non è in sicurezza e per ora è chiusa. L’abbiamo vistata per mostrarvela. Quaranta minuti di immagini e di intervista alla responsabile di Castello d’Albertis Maria Camilla De Palma.
Consigliamo la visione in HD
Questa parte del giardino va messa in sicurezza e, ovviamente, bisogna trovare i fondi e studiare il da farsi, anche con la Soprintendenza. Alcune strutture sono state scoperte di recente, grazie al lavoro dell’associazione Serre di San Nicola che, insieme all’associazione Amici di Castello d’Albertis e con l’aiuto di altri volontari, ha ripulito dalla maggior parte della vegetazione infestante l’intera area. Sono apparsi manufatti, camminamenti e merli delle mura.
Sotto: l’intervista a Maria Stella Boj de Le Serre di San Nicola
La parete su cui era realizzata la cascata è in parte naturale e in parte artificiale.
Chi ha avuto nonni nati intorno all’inizio del Novecento e fino agli anni Trenta gli ha sentito raccontare che parte delle stalattiti utilizzate veniva dalla “Tanna da dragunea”, una grotta che si trova sul Righi. Le stalattiti staccate e installate sulla cascata sono, ovviamente, ormai molto degradate e dilavate. Parte della struttura è crollata. Sarà necessario ricostruirla e, quindi, ripristinare il ricircolo d’acqua. Bisognerà anche individuare la cisterna o il sistema idrico che l’alimentava e riattivarlo o ricostruirlo.
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