Cantiere di Caricamento, secondo Avvenente non c’è stata interruzione dei lavori. Lodi: «Non ha risposto alle domande»

La consigliera comunale del Gruppo misto per Azione: «continua a non essere chiaro come un progetto in quell’area possa non prevedere la complessità archeologica del sito»

La consigliera comunale del Gruppo misto per Azione Cristina Lodi aveva presentato un’interpellanza. Questo il testo col quale ha chiesto «Informazioni in merito alla progettazione dei lavori di risistemazione di piazza Caricamento: in particolare si chiedono le modalità con cui sono state affidate le indagini propedeutiche e le progettazioni, se con affidamenti diretti o con procedure di evidenza pubblica; i nomi dei funzionari e dei professionisti incaricati: rup, progettisti, consulenti, ecc.; gli onorari riconosciuti a ciascuno di essi; l’iter approvativo del progetto e i titoli abilitativi conseguiti. Si chiede alla civica amministrazione come sia possibile far partire un cantiere per opere pubbliche e subito fermarlo per interferenze con ritrovamenti archeologici in un’area già ampiamente indagata e rilevata da archeologi diretti dalla soprintendenza negli anni ’90, ai tempi dei cantieri per le celebrazioni colombiane e per la realizzazione del sottopasso. I risultati di quella campagna di scavo sono, infatti, ben noti e pubblicati; pertanto, non si capisce come i responsabili dell’intervento non abbiano previsto, tanto in fase di progetto, quanto di cantiere, quel che sarebbe emerso in sottosuolo al punto di dover interrompere i lavori e richiedere varianti in corso d’opera che inevitabilmente comporteranno una dilatazione dei tempi di esecuzione, nonché un aumento dei costi. Si chiede, infine, se tale aggravio di spesa pubblica causato da evidenti errori progettuali e di gestione del cantiere non debba essere risarcito dalle assicurazioni professionali dei responsabili dell’intervento».

In consiglio, l’assessore ai Centri storici e alle manutenzioni Mauro Avvenente aveva esaurito il tempo previsto per la risposta impiegandolo tutto in premesse ed era stato fermato dal presidente del Consiglio comunale Carmelo Cassibba.
«La procedura di gara si è svolta mediante procedura negoziata, alla quale sono stati inviatati 30 operatori, con affidamento in appalto integrato ossia affidamento congiunto del servizio di progettazione esecutiva e di esecuzione di lavori – ha detto in aula Avvenente -. A tale procedura è seguito il provvedimento di aggiudicazione a favore dell’Impresa R.T.I. I.C.F.A. Srl / I.L.S.E.T. Srl (capogruppo) che hanno indicato quali progettisti esecutivi il raggruppamento formato da NBS Architetti Associati, Ing. Claudio Macrì, Società C.E. Consulting Engineering srl ed il dottor Enrico Maratona (agronomo). Nell’espressione del parere sul progetto definitivo la competente Soprintendenza dava delle prescrizioni da svilupparsi nel successivo livello progettuale che prevedevano prioritariamente: una diversa distribuzione delle rampe di accesso all’area di intervento, di valutare attentamente la sostituzione della prevista pavimentazione in calcestruzzo architettonico con una pavimentazione in arenaria analoga al resto della piazza da campionarsi e sottoporre nuovamente per l’approvazione, di eliminare il verde previsto intorno al basamento della statua del Rubattino prevedendo anche in questo caso del materiale lapideo. Nello sviluppo della progettazione esecutiva i progettisti hanno redatto una nuova soluzione del disegno della piazza unificando le rampe e eliminando l’area verde intorno alla statua soluzione condivisa con la Soprintendenza. Per quanto concerne la pavimentazione, la Soprintendenza, nel parere espresso per il progetto esecutivo, il 30 agosto scorso, ha ribadito la richiesta di utilizzo del materiale lapideo per l’intera superficie di intervento. Per adempiere a quanto richiesto, i progetti hanno avuto necessità di effettuare dei sondaggi nell’area di intervento: il 6 settembre si è proceduto con una consegna parziale dei lavori per poter verificare la possibilità di recuperare le pietre esistenti, previo taglio e lavorazione in cava. Questa soluzione di riutilizzo del materiale lapideo esistente ha avuto il benestare della Soprintendenza e ha portato a una modifica della componete strutturale del progetto poiché si è dovuto trovare un nuovo equilibrio dei carichi insistenti sulla piazza tra le nuove vasche contenenti le alberature, la pavimentazione lapidea più pesante rispetto al calcestruzzo architettonico ed il posizionamento di una vasca di accumulo dell’acqua piovana da utilizzare per l’irrigazione delle alberature».
Avvenente ha poi fornito la continuazione della risposta scritta a Lodi.
«Per adempiere a quanto richiesto dalla soprintendenza – si legge nella risposta -, i progettisti hanno avuto necessità di effettuare del sondaggi nell’area di intervento cosicché In data 06/09/2023 si è proceduto a una consegna parziale dei lavori per poter verificare la possibilità di recuperare le pietre esistenti, previo taglia e lavorazione in cava, nel rispetto dei principio del DSNH* previsti per i progetti a valere sul fondi PNRR. Questa soluzione di riutilizzo del materiale lapideo esistente ha avuto il benestare della Soprintendenza, ma ha portato a una modifica della componente strutturale del progetto poiché si è dovuto trovare un nuovo equilibrio dei carichi insistenti sulla piastra tra le nuove vasche contenenti le alberature, e la pavimentazione lapidea più pesante rispetto al calcestruzzo architettonico ed il posizionamento di una vasca di accumulo dell’acqua piovana da utilizzare per l’irrigazione delle alberature. Per quanto concerne i ritrovamenti nel sottosuolo, questi come chiarito nell’articolo 54 erano ben noti all’amministrazione per la loro presenza (in n. d. r) planimetria, ma la nuova quota di intervento ha portato ad una interferenza risolta con l’aiuto della Soprintendenza stessa. Il cantiere quindi non ha subito alcuna interruzione, poiché alcune lavorazioni come il taglio della pietra e la sua lavorazione sono già state fatte, ma si è sviluppata una progettazione esecutiva in accordo con la Soprintendenza e rispettosa delle preesistente storiche. Il progetto esecutivo nella versione conclusiva è stato consegnato il 16 gennaio 2024 ed è attualmente in fase di verifica e successiva valutazione. La variazione di costo dell’intervento conseguenza delle modifiche progettuali sopra elencate sarà assorbita totalmente dal quadro economico andato in gara senza alcun aggravio di costo per l’amministrazione. La previsione di chiusura lavori è stimata per settembre 2024».
«Penso che l’assessore non abbia adeguatamente risposto alle domande se non marginalmente – commenta Lodi – perché continua a non essere chiaro come un progetto in quell’area possa non prevedere la complessità archeologica del sito. O era al ribasso o prevedeva delle cose che non sono state fatte o siamo di fronte alla solita noncuranza che spinge questa amministrazione e devastare la nostra città».
*Il principio Do No Significant Harm (DNSH) prevede che gli interventi previsti dai PNRR nazionali non arrechino nessun danno significativo all’ambiente: questo principio è fondamentale per accedere ai finanziamenti del RRF. Inoltre, i piani devono includere interventi che concorrono per il 37% delle risorse alla transizione ecologica.


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