Cultura 

Il prorettore Benente: «La scuola dell’istituto di Medievistica Unige non è affatto dissolta e lavora anche su temi innovativi»

Il professore risponde a una relatrice del convegno “L’impero di Genova”: «Non ho nemmeno condiviso l’appello rivolto ad Alessandro Barbero e l’invito a parlare della storia di Genova in televisione. Barbero è un fuoriclasse indiscutibile, ma a Genova abbiamo ottimi mediani e qualche punta d’eccellenza. Sappiamo giocare le nostre partite e ogni tanto sappiamo buttare la palla in rete, con dei colpi di classe»

Fabrizio Benente è professore ordinario del Dipartimento di antichità, filosofia e storia – DAFIST, titolare della cattedra di Archeologia cristiana e medievale. Inoltre è prorettore alla terza missione: divulgazione, public engagement e impatto sociale. componente del Consiglio della Scuola di scienze umanistiche, membro della Giunta del Dipartimento di antichità, filosofia e storia – DAFIST.

Sotto: il testo che ha pubblicato su Facebook. Lo diffondiamo perché crediamo che abbia rilevanza.

Non ho condiviso la sostanza di quanto è stato affermato ieri da una relatrice, durante la conclusione del Convegno L’impero di Genova ossia: “…qui c’era una scuola eccellente all’Università di Genova, con l’Istituto di Medievistica, con studiosi riconosciuti in tutto il mondo, ora dissolta”.

Non ho nemmeno condiviso l’appello rivolto ad Alessandro Barbero e l’invito a parlare della storia di Genova in televisione. Barbero è un fuoriclasse indiscutibile, ma a Genova abbiamo ottimi mediani e qualche punta d’eccellenza. Sappiamo giocare le nostre partite e ogni tanto sappiamo buttare la palla in rete, con dei colpi di classe.
Non lo condivido soprattutto perché, quando si ha la possibilità di parlare ad una platea cosi ampia, occorre avere molta misura e tanta conoscenza di dettaglio. Nel Dipartimento di Antichità Filosofia e Storia (DAFIST) dell’Università di Genova sono attualmente attivi una ventina di docenti di materie storico archeologiche, tra cui almeno 7 medievisti. Ci sono 3 vincitori di progetti ERC (questo significa almeno 7 milioni di euro di finanziamenti alla ricerca storica e archeologica). Ci sono altre due proposte di progetto ERC a cabina di regia storica e archeologica e sono attualmente in valutazione a Bruxelles. Sono attivi almeno tre Progetti di Rilevante Interesse Nazionale (Prin) che impegnano docenti di archivistica, storia e archeologia. C’è una generazione “nuova” di docenti, c’è un Dottorato in Storia, Storia dell’Arte e Archeologia, c’è una Scuola di Specializzazione in Beni archeologici. Altri colleghi medievisti operano presso il DIRAAS e la Scuola Politecnica, portando avanti gli insegnamenti di Colette Bozzo Dufour, Ennio Poleggi e Tiziano Mannoni.
Quindi: che cosa è “dissolto”?
Quale eredità non è stata raccolta?
Indubbiamente questi docenti e ricercatori UniGE non sono stati inseriti nel programma del Convegno e i presenti non hanno potuto sentire le loro voci. Le linee di ricerca attuali non riguardano solo e soltanto il “tradizionale” tema dell’espansione e la presenza di Genova nel Mediterraneo medievale. Ci sono temi molto più innovativi, che guardano con nuovi occhi all’evoluzione della città, alla sua struttura materiale, alle famiglie, all’organizzazione interna degli “alberghi”, al ruolo delle donne nella società genovese.
Forse, semplicemente, chi ha organizzato il Convegno ha preferito riprendere un tema molto “frequentato” in passato, sicuramente coinvolgente (il tema di Genova Capitale del Mediterraneo). Gli organizzatori hanno preferito attingere ad altre fonti e consentire ai Genovesi di ascoltare voci autorevoli che “da fuori” dimostrano l’interesse internazionale per Genova medievale. Questa scelta non mi offende, non mi scandalizza e non mi sorprende. La ritengo del tutto legittima, in apertura di un intero anno dedicato al Medioevo. Ci saranno presto altre occasioni per dare voce ad altre linee di ricerca, nuove, originali e innovative.
Se ieri, alla conclusione, avessi potuto prendere la parola – da docente UniGE e da medievista – avrei detto esattamente queste cose. Non mancherò di ribadirle nelle pr
ossime occasioni, come è mia abitudine.

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