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Sestri e la festa/fiera del santo patrono, Pro loco e Civ ai ferri corti sulle aperture. Fiere “alternative”: chi incassa i proventi?

Nel volantino si annuncia “shopping dal mattino alla sera”. Il Centro interato di via: «La maggior parte di noi non aprirà». C’è poi, in tutta la città, da chiarire la questione degli spazi affidati a titolo gratuito per le fiere di quartiere a Civ e Pro Loco e rivenduti agli espositori a prezzo variabile: dai 15 euro che coprono l’assicurazione e le spese minime a cifre decisamente più importanti che finiscono nelle casse di aziende e consorzi terzi che gestiscono l’evento per Civ e Pro loco di turno. Se organizzasse il Comune incasserebbe la collettività e non il privato

Sestri e la festa/fiera del santo patrono, Sant’Alberto. Narrazioni, mezze verità, parole scelte? In realtà nel volantino della Pro Loco e del Municipio (lo trovate in fondo all’articolo insieme ai post Facebook) c’è scritto solo che “negozi aderenti” (potrebbero essere anche solo 2) garantiranno lo shopping “dal mattino alla sera”. Non è formalmente scorretto, non c’è scritto “i negozi del Civ”. Certamente saranno aperti alcuni punti vendita delle catene, come sempre nei festivi. Ma al Civ si sono resi conto che i loro clienti avevano capito che ci sarebbe stata un’apertura straordinaria dei negozi del centro integrato di via e hanno ritenuto opportuno precisare che non è così.

I bene informati raccontano che il primo motivo di contrasto discende dal fatto che la Pro loco avrebbe voluto fare il mercato anche al sabato, togliendo anche alcuni posteggi nella già asfittica area attorno a via Sestri. In quel caso anche il Comune, oltre ai commercianti, si è opposto.

Un consigliere comunale di Genova Domani (Federico Barbieri, che sull’account Fb tra nome e cognome porta il soprannome “El Toro”) commenta sotto i post del Civ e gli fa la morale, tirando i commercianti per la giacchetta sulle aperture. Il Civ risponde con buon modo ed esplicita quello che diplomaticamente aveva omesso nel post: non c’è stato alcun accordo tra i negozi e la Pro loco. Chi aprirebbe in una domenica canicolare estiva quando tutti sono al mare, soprattutto se la sua azienda è a conduzione familiare e in qualche modo deve garantire il riposo ai pochi dipendenti, se li ha? La grande distribuzione ha contratti che coprono anche il lavoro domenicale dei lavoratori. Poi, aprire per cosa? Per rinforzare l’offerta commerciale della fiera ben sapendo che domenica, con le previsioni meteo che ci sono, saranno tutti al mare e non a fare shopping?

Ci sarebbe poi da fare un ampio discorso generale sui meccanismo di cessione del suolo pubblico per eventi commerciali (fiere) a titolo gratuito a organizzazioni che di fatto sono private. Negli ultimi anni si sono moltiplicate, entrando anche in concorrenza con i mercati di merci varie. I Civ e le Pro loco, quando ottengono lo spazio gratuito dal Comune, poi lo vendono agli espositori e se lo fanno pagare? Perché se è così è un bel business a fronte di nulla per la collettività. Intendiamoci, se i proventi vengono totalmente reinvestiti in animazione del territorio o coprono solo le spese vive va bene. Meno bene andrebbe se, come sembra che accada, i proventi venissero in tutto o in parte assorbiti da soggetti terzi delegati a organizzare materialmente le fiere e l’animazione ad esse collegata. E in quel caso ci sarebbe da chiedersi chi sono questi soggetti e quanto ci guadagnano. Tutto questo mentre i mercati di merci varie (i cui operatori pagano il suolo pubblico al Comune) languono per la mancata riorganizzazione invocata da anni dagli operatori.

Abbiamo chiesto ad alcuni degli espositori: le tariffe per “piazzare” vanno, a seconda delle zone della città e dagli organizzatori, dai 15 euro (ci sta: coprono l’assicurazione e il costo di organizzazione) a cifre decisamente più importanti. Su questo punto sarebbe davvero venuto il momento di fare chiarezza. Niente di illegittimo, per carità, ma certamente si impone una questione di opportunità, ma anche un problema più spesso, quello dei mancati incassi per il Comune che potrebbe gestire direttamente il suolo pubblico.

Aggiornamento: ci hanno chiamato alcuni espositori: 15 euro è quanto pagano gli hobbisti a Nervi. Le cifre medie applicate nelle fiere dei Civ sono di 50-70 euro fino ad arrivare ai 110 della fiera del Civ di Cornigliano.

Di una cosa abbiamo certezza: a Sestri, nel pomeriggio di domani, gli stand e le bancarelle della festa della Pro loco non potranno vendere alcolici da asporto, altrimenti scatterà il multone per i venditori e per i clienti.

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