«Criticità dei fondi contrattuali e conversione a Covid di molti posti letto»: medici del Galliera sul piede di guerra

Aaroi-Emac, Anaao Assomed, Cimo Fesmed, Cisl Medici Liguria, Fassid: «È stato deciso di destinare nuovamente ad hub per pazienti Covid un ospedale con noti limiti strutturali e criticità di personale derivanti anche da azioni ascrivibili ai decisori sanitari regionali. Secondo quanto appena richiesto, il Galliera dovrà garantire già in fase iniziale la riconversione di 60-100 posti letto in reparti Covid (42% dell’offerta sanitaria dedicata in area metropolitana!!!), salvaguardando largamente le attività degli altri ben più strutturati presidi ospedalieri genovesi. In pericolo il piano ReStart per il recupero delle liste d’attesa»

Ecco il comunicato Intersindacale Medico-Sanitaria E.O. Galliera

I Dirigenti Medici e Sanitari del E.O. Ospedali Galliera, riunitisi in assemblea, esprimono profonda preoccupazione per gli avvenimenti che stanno coinvolgendo l’Ente Ospedaliero su più fronti.
In un’epoca sempre più orientata verso la trasparenza non solo amministrativa, sottolineando che il lavoro del personale tutto ha come priorità elettiva il bene del Paziente, richiediamo RISPETTO nei confronti dei lavoratori, sia da parte della Direzione Aziendale sia delle Istituzioni Regionali da cui dipendono le attività ospedaliere.
Alla Direzione Aziendale, in merito alla criticità dei fondi contrattuali, richiediamo azioni correttive concrete per porre rimedio ad una situazione che è andata sempre peggiorando nel tempo, sottolineando che nonostante le varie criticità e segnalazioni, ad oggi non abbiamo mai visto porre in essere alcuna soluzione. Riteniamo inoltre importante che vengano chiariti quali servizi saranno offerti ai cittadini e che vengano ben definite le strategie aziendali per il futuro dell’Ente, sia esso nella storica struttura ovvero in quella di sperata prossima costruzione.
Per l’attuazione del piano regionale “ReStart” (recupero delle liste d’attesa) il personale Medico dell’Ente ha accumulato un notevole quantitativo di “esuberi orari” e “riposi non goduti”, riuscendo così a raggiungere incrementi significativi di attività chirurgica ed ambulatoriale in particolare nelle specialità afferenti al distretto testa-collo, all’area uro-ginecologica e all’area ortopedica protesica ed articolare; questi ultimi settori di evidente eccellenza hanno dato assoluta disponibilità alla messa in opera e funzionamento di progetti strategici regionali in collaborazione con altre Aziende Sanitarie Liguri (ASL1 ed ASL 4).
Alla luce di quanto sopra chiediamo quindi all’Assessorato alla Sanità Liguria e ad ALiSA quali siano i criteri con cui si è arbitrariamente deciso, nel piano di preparedness ospedaliero 2022-2023 per la gestione dell’epidemia SARS-COV2, di destinare nuovamente ad HUB per pazienti COVID un ospedale con noti limiti strutturali e criticità di personale derivanti anche da azioni ascrivibili ai decisori sanitari regionali. Secondo quanto appena richiesto, il Galliera dovrà garantire già in fase iniziale (Fase 1) la riconversione di 60-100 posti letto in reparti COVID (42% dell’offerta sanitaria dedicata in area metropolitana!!!), salvaguardando largamente le attività degli altri ben più strutturati presidi ospedalieri genovesi.
È evidente che tale decisione metterà a forte rischio il piano ReStart, con inevitabili e significative ripercussioni sulla salute dei cittadini e sul futuro complessivo dell’Ente. Proprio in questi giorni è in atto l’ennesima conversione di reparti chirurgici in “degenze COVID”, andando ad intaccare le attività programmate e al contempo costringendo il Dipartimento di Medicina ad affrontare sia l’emergenza COVID che gli elevati flussi di un Pronto Soccorso costantemente affollato da Pazienti “non COVID”, il tutto gravato da una grave carenza di personale infermieristico e socio sanitario.
Non riteniamo più accettabile il conseguente svilimento delle nostre figure professionali, alcune riconosciute a livello Regionale proprio come punto di riferimento.
In conclusione aggiungiamo i disagi derivanti dai lavori avviati nella nostra Radiologia (con risorse PNRR) che vedono già in sostituzione le apparecchiature di Radiologia Tradizionale ad uso del Pronto Soccorso e l’apparecchiatura TC dedicata ai Pz COVID, che sino ad ora avevano permesso di mantenere i percorsi separati in un reparto dove il flusso di Pazienti può essere organizzato, ma sempre imprevedibile e continuo perché legato all’attività emergenziale.
Dopo anni di dedizione alla nostra professione e di costante impegno nei confronti dell’Ente e della Sanità Regionale pretendiamo dagli organi preposti RISPOSTE CONCRETE per il futuro nostro e dei cittadini.

Aaroi-Emac, Anaao Assomed, Cimo Fesmed, Cisl Medici Liguria, Fassid

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