Ambiente 

Sversamento di greggio, Eni: «Subito interrotto. Tubazioni messe fuori esercizio e svuotate»

Il 5 ottobre scorso il Pm aveva eseguito un sopralluogo con i Carabinieri forestali e i tecnici Arpal. L’ipotesi era che stesse continuando a fuoriuscire una perdita sotterranea

«In merito alla perdita di greggio avvenuta il 27 settembre scorso all’interno del Deposito Eni di Genova Pegli, Eni ribadisce che lo sversamento è stato prontamente interrotto attivando tutte le misure di sicurezza previste, tra cui il sezionamento, la messa fuori esercizio e lo svuotamento dei tratti di tubazione interessati. Inoltre precisa che tutti i serbatoi del deposito sono dotati di doppio fondo e non sono stati coinvolti nell’evento» fa sapere l’azienda con una nota.

«Nell’alveo del fiume Varenna, il cui tratto è stato marginalmente interessato, è presente fin dall’accadimento e in costante attività, la ditta di pronto intervento ambientale incaricata da Eni che ha predisposto tutte le misure necessarie per bloccare l’eventuale migrazione della contaminazione – proseguono all’Eni -. Tra queste, i sistemi di contenimento e raccolta del prodotto che viene costantemente aspirato mediante botti spurgo e smaltito come rifiuto, la costruzione di un argine artificiale per deviare il corso d’acqua e proteggere i sistemi di raccolta e messa in sicurezza, che nei prossimi giorni verrà ulteriormente rafforzato, e la realizzazione di 6 nuovi pozzi di emungimento che si aggiungono ai due già esistenti al fine di creare anche una barriera idraulica verso il corso d’acqua. Le cause dell’incidente sono tuttora in fase di accertamento. Eni auspica di poter ripristinare la piena operatività dell’impianto nel tempo più breve possibile, anche per garantire l’approvvigionamento ai depositi e alle infrastrutture collegate, tra le quali i principali aeroporti del nord Italia, a cui assicura il servizio pubblico essenziale».

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