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Crollo del cimitero di Camogli, tre sindaci del Comune indagati

I tre si sono succeduti alla guida dell’Amministrazione comunale dal 2002 quando indagini geologiche avevano messo in luce che la falesia era precaria. Ma crepe e fessurazioni dei muraglioni della struttura cimiteriale erano state individuate dagli abitanti della zona già nel 2000, quando furono oggetto di esposti. Sono 415 le salme cadute in mare di cui solo 365 recuperare e, di queste, 57 identificate

Anche due dirigenti del Comune sono stati indagati. Tutti sono stati raggiunti da avvisi di garanzia perché secondo il pubblico ministero Fabrizio Givri e il procuratore aggiunto Paolo D’Ovidio sarebbero responsabili del crollo del 22 febbraio del 2021.

I tre sindaci sono Francesco Olivari (in carica al momento del crollo e ancora primo cittadino di Camogli), Italo Salvatore Mannucci e Giuseppe Maggioni, insieme ai. due dirigenti, sono accusati di non aver messo in sicurezza la falesia nonostante le relazioni tecniche peraltro commissionate dallo stesso Comune.

Il 22 ottobre prossimo si terrà l’incidente probatorio, Consulente del Pm è il docente di geologia, professore ordinario presso il Politecnico di Torino, Claudio Scavia. Nella sua prima perizia ha scritto che i lavori in atto al momento del crollo, soltanto provvisori, erano stati svolti «con la logica del risparmio». Ora dovrà stabilire se un intervento tempestivo e adeguato avrebbe potuto evitare il crollo che tanto dolore, raccapriccio e rinnovato lutto ha portato alle famiglie di Camogli. Cinquanta salme sono a tutt’oggi disperse e difficilmente potranno essere ritrovate.

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