Genova saluta gli Alpini sotto la pioggia: 80 mila penne nere in sfilata e la stecca passa a Brescia

La 97ª Adunata nazionale si è chiusa con l’ammainabandiera dopo tre giorni che hanno portato in città oltre 400 mila presenze. Silvia Salis: «Genova è diventata la casa di una grande famiglia. Portate nel cuore il profumo del nostro mare e il vento dei nostri crinali»

La pioggia non ha fermato la sfilata conclusiva della 97ª Adunata nazionale degli Alpini, che ha portato per oltre dieci ore circa 80 mila penne nere lungo le vie di Genova. Il corteo è partito alle 9 da piazza Corvetto, aperto dalla Bandiera di guerra del 2° Reggimento alpini e dalla Fanfara della Brigata alpina Taurinense, per poi attraversare il centro cittadino e raggiungere piazza della Vittoria, davanti alla tribuna d’onore. Il colpo d’occhio più imponente è stato quello di via XX Settembre, trasformata dalla pendenza in un fiume verde di cappelli alpini, vessilli, fanfare e sezioni arrivate da tutta Italia e dall’estero.

Con questa edizione Genova, che aveva già ospitato le Adunate del 1931, 1952, 1963, 1980 e 2001, raggiunge Torino e Trieste tra le città italiane che hanno accolto più volte l’appuntamento nazionale delle penne nere. Nei tre giorni dell’evento sono state superate le 400 mila presenze in città, con una macchina organizzativa imponente: una media di 500 agenti della polizia locale al giorno su 400 varchi presidiati, protezione civile attiva con presìdi fissi a Brignole e Principe, metropolitana aperta per 43 ore consecutive tra sabato e domenica, circa 50 linee bus modificate da Azienda mobilità e trasporti e fino a 100 operatori di Azienda multiservizi e d’igiene urbana impegnati nelle giornate più intense. Il geoportale predisposto dal Comune per viabilità e aree interessate dall’Adunata ha superato i 163 mila accessi già nella serata di sabato.
Alla tribuna d’onore erano presenti, tra gli altri, il presidente nazionale dell’Associazione nazionale alpini Sebastiano Favero, il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, la sindaca di Genova Silvia Salis, il generale di corpo d’armata Franco Federici, consigliere militare della presidente del Consiglio, il generale di corpo d’armata Lorenzo D’Addario, il generale di corpo d’armata Antonello Vespaziani e il generale di divisione Alberto Vezzoli. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio agli Alpini, richiamando il valore del volontariato e della protezione civile dell’Associazione nazionale alpini come risorsa preziosa per la comunità.
La giornata si è chiusa con l’ammainabandiera e con il tradizionale passaggio della stecca a Brescia, che ospiterà nel 2027 la 98ª Adunata nazionale. Davanti al Labaro dell’Associazione nazionale alpini, il presidente della sezione di Genova Stefano Pansini ha consegnato la stecca a Enzo Rizzi, presidente della sezione di Brescia, affiancato dai presidenti delle sezioni Valle Camonica e Salò-Monte Suello, Ciro Ballardini e Sergio Poinelli. Presenti anche la sindaca di Genova Silvia Salis e la sindaca di Brescia Laura Castelletti.
Nel suo discorso finale, Salis ha salutato gli Alpini con parole di gratitudine e con un richiamo al legame costruito in questi giorni tra la città e le penne nere. «Siamo arrivati al momento del congedo», ha detto la sindaca. «In questi tre giorni, Genova non è stata solo la “Superba” città di mare che tutto il mondo conosce; è diventata la casa di una grande famiglia che ha riempito i nostri vicoli e le nostre piazze di canti, di sorrisi e di quella fratellanza che sapete trasmettere con grande entusiasmo. Vedere la nostra città colorarsi del vostro verde è stata un’emozione che non dimenticheremo facilmente. I vostri cori, i vostri brindisi, la vostra gioia resteranno nei nostri cuori ancora per tanti, tanti giorni».
La prima cittadina ha poi richiamato l’incontro tra le due identità della città, il mare e la montagna. «Abbiamo celebrato il legame profondo che unisce la nostra “città verticale” alle vostre montagne», ha detto la sindaca. «Abbiamo ricordato che tra il marinaio che sfida la tempesta e l’alpino che affronta la vetta non c’è distanza: entrambi sanno che davanti alla forza della natura l’uomo da solo è fragile e che il traguardo si raggiunge solo grazie alla forza del gruppo». E sulla sfilata ha aggiunto: «Vedere un fiume di penne nere scorrere tra i nostri palazzi storici e verso il mare è stata un’emozione straordinaria».
Nel saluto agli Alpini, Silvia Salis ha parlato dello spirito di chi «non lascia mai indietro nessuno» e ha citato il canto imparato in questi giorni, quello degli amici «sempre pronti a dar la mano, da vicino e da lontano. Mai da soli in mezzo ai guai». La sindaca ha ricordato le generazioni diverse viste camminare e festeggiare insieme, unite da valori come «il senso del dovere, la solidarietà, la vicinanza alle comunità, la capacità di esserci nei momenti più difficili». Poi il ringraziamento a chi ha reso possibile l’Adunata: l’Associazione nazionale alpini, le istituzioni, le forze dell’ordine, la protezione civile, i volontari, il personale comunale, le lavoratrici e i lavoratori impegnati senza sosta, la consigliera delegata Vittoria Canessa Cerchi, chi ha tenuto pulita la città, chi ha garantito gli spostamenti e i genovesi «per l’accoglienza, la pazienza e il senso di comunità dimostrati».
«Ma soprattutto, cari alpini, grazie a voi di essere stati ancora una volta con noi e di aver rispettato la nostra città -. ha proseguito la sindaca -. Siete la dimostrazione che il valore del “noi” vince sempre sull’individualismo e che, con sudore e impegno, si può davvero servire il Paese con orgoglio». Prima di consegnare simbolicamente il testimone a Brescia e alla sindaca Laura Castelletti, Silvia Salis ha augurato alla città lombarda di vivere «giornate intense e indimenticabili» come quelle vissute da Genova. «Passiamo il testimone a una terra che, come la nostra, conosce bene il valore della fatica, del lavoro e della solidarietà alpina», ha detto. «Siamo certi che i bresciani sapranno accogliervi con lo stesso calore e lo stesso rispetto con cui Genova vi ha aperto le braccia in questi giorni».
Il congedo finale ha chiuso tre giorni di festa, memoria e grande partecipazione popolare. «Cari Alpini, grazie di averci regalato la vostra allegria e il vostro senso di comunità», ha concluso Silvia Salis. «Portate nel cuore il profumo del nostro mare e il vento dei nostri crinali. Buon cammino. Viva Genova e viva gli Alpini!».
Foto di Roberto Orlando
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.