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La notte alcolica dell’adunata, raffica di soccorsi per ubriachezza, polverizzato ogni “record” dell’abituale movida

Tra sabato sera e la notte sono stati registrati almeno quattordici interventi per intossicazione etilica o situazioni compatibili, dal centro storico alla Foce, da Albaro a San Fruttuoso. Colpisce anche l’età: non solo giovanissimi, ma diversi uomini tra i 45 e i 60 anni

La festa è festa, ma i numeri della notte raccontano anche l’altra faccia dell’Adunata nazionale degli Alpini: l’alcol è circolato parecchio, inutile negarlo, e il sistema dei soccorsi ha lavorato a ritmo decisamente superiore a quello di un normale fine settimana di movida. Tra la serata e l’alba, le chiamate per intossicazione etilica si sono susseguite in diverse zone della città, con interventi dal centro storico alla Foce, da Albaro a San Fruttuoso, fino a Molassana e Campasso.

Il dato più evidente non è soltanto la quantità degli interventi, almeno quattordici quelli registrati nelle ore notturne, ma anche il profilo delle persone soccorse. Accanto ai ventenni e ai trentenni, ci sono diversi uomini di 45, 48, 50 e 60 anni, una media anagrafica più alta rispetto a quella che di solito caratterizza le notti della movida genovese. Un segnale coerente con il contesto dell’Adunata, che porta in città non solo giovani, ma gruppi di adulti e veterani arrivati da tutta Italia per vivere tre giorni di festa, canti, brindisi e socialità diffusa.

La sequenza degli interventi comincia già in serata. Alle 19.16 i soccorsi sono stati chiamati a Ponte Castelfidardo, a San Fruttuoso, per un uomo di 45 anni in intossicazione etilica, trattato sul posto dall’ambulanza della Nuova Volontari San Fruttuoso. Alle 19.37 altra richiesta in piazza Martinez per un uomo di 60 anni, trasportato al San Martino dall’ambulanza della Squadra Emergenze. Un minuto dopo, alle 19.38, in via di Canneto il Lungo, nel centro storico, un uomo di 45 anni è stato assistito dall’ambulanza della Croce Azzurra Bavari e da un mezzo di soccorso avanzato extra regionale, poi trasferito al Galliera.

La notte è proseguita con altri casi. Alle 21.56 intervento in via Walter Fillak, al Campasso, per una persona soccorsa dall’ambulanza della Volontari del Soccorso Fiumara e destinata al Galliera, con allertamento anche della polizia. Alle 21.59, in vico del Campo, una donna di 25 anni è stata trasportata al Galliera dall’ambulanza della Croce Bianca Genovese. Alle 22.09, in piazza Caricamento, un uomo di 48 anni è stato portato allo stesso ospedale dall’ambulanza della Squadra Emergenze. Alle 23.45, in via San Vincenzo, una donna di 33 anni è stata trattata sul posto dall’ambulanza della Croce Verde Pontedecimo.

Dopo la mezzanotte il quadro non si è alleggerito. Alle 00.40, sul lungomare Lombardo ad Albaro, una ragazza di 19 anni è stata accompagnata al San Martino dalla Croce Bianca Genovese. Alle 00.54, in via Casaregis, un uomo di 29 anni è stato trattato sul posto e ha rifiutato il trasporto. Alle 2.19, in piazza delle Americhe, alla Foce, un uomo di 50 anni è stato assistito dalla Croce Bianca Genovese e da un’ambulanza della pubblica assistenza Molassana, con trasporto al San Martino. Alle 2.57, in piazza Giacomo Matteotti, un ragazzo di 17 anni è stato soccorso in codice rosso dall’ambulanza della Misericordia Ponente Soccorso, ma dopo il trattamento sul posto ha rifiutato il trasporto.

Le ultime ore prima dell’alba confermano la pressione sui soccorsi. Alle 3.06, in via Piacenza a Molassana, una donna di 25 anni è stata trasportata al Galliera dall’ambulanza della Nuova Volontari San Fruttuoso. Alle 4.07, in salita Pollaiuoli, un uomo di 21 anni è stato accompagnato al Galliera dalla Croce Bianca Cornigliano. Alle 4.24, in piazzale Martin Luther King, alla Foce, un uomo di 23 anni è stato soccorso dalla Croce Bianca Genovese e portato al Galliera.

Nel bilancio della notte entrano anche altri episodi legati all’abuso di alcol già registrati durante l’Adunata, dall’alpino che in via della Marina aveva perso telefono e orientamento senza riuscire a rientrare all’accampamento, fino al sessantenne caduto da un muretto al Waterfront Mall e portato in codice rosso al San Martino. Episodi diversi tra loro, ma inseriti nello stesso scenario: una città piena, attraversata da migliaia di persone e da una festa permanente in cui il consumo di alcol è stato molto elevato.

Il lavoro delle ambulanze e delle automediche, insieme ai presidi sanitari predisposti per l’evento, ha evitato che molte situazioni degenerassero. Resta però il dato di una notte straordinaria anche per i soccorritori, chiamati a intervenire non solo nei luoghi classici della movida, ma in una geografia molto più ampia, coerente con la distribuzione di accampamenti, ritrovi, cortei spontanei e zone di passaggio dell’Adunata. La festa prosegue, ma il conto sanitario delle notti ad alta gradazione è già significativo.

In copertina: un momento della serata non relativo ai soccorsi


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