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Luci e marchio sponsor sull’Arco dedicato ai caduti della Prima guerra mondiale, polemiche sui social

Sul monumento di piazza della Vittoria fino a stanotte illuminato di rosa per il Giro d’Italia, campeggiava in bianco la scritta “Enel” che ha finanziato l’installazione luminosa. In tanti, sui social, criticano la decisione di usare come maxi lavagna di pubblicità commerciale il monumento dedicato ai genovesi caduti nel corso della Prima guerra mondiale

«Anche quest’anno in collaborazione con Rcs – si legge in una nota dell’azienda, Enel X accompagna, attraverso un’illuminazione architettonica, il passaggio del Giro d’Italia nelle principali tappe proponendo installazioni temporanee scenografiche che valorizzano alcuni dei monumenti delle città interessate. A Genova, sarà l’Arco dei Caduti, in Piazza della Vittoria, ad accendersi di rosa nelle ore notturne» recita un comunicato dell’azienda. È da escludere, quindi, che Enel non sapesse che si tratta non di un monumento qualsiasi, ma di un omaggio a persone che hanno perso la vita per la patria lasciando a casa a piangerli madri, mogli vedove e figli orfani.

A dare l’avvio alle polemiche un post dello storico dell’Arte Ferdinando Bonora.

L’arco, firmato dall’architetto Marcello Piacentini, è alto 27 metri ed è costruito al termine di una rampa semicircolare. Ai due lati si aprono le due porte che conducono alla cripta del sacrario. Lì, sulle lastre che rivestono la cripta, ci sono i nomi dei 4.675 genovesi che hanno perso la vita nelle trincee della guerra ’15/’18.

Enel è main sponsor del Giro d’Italia ed è il secondo sponsor, dopo la Società Autostrade (criticata per aver deciso di mantenere anche a Genova la campagna nazionale con gli striscioni aziendali lungo il percorso), che inciampa in questioni di opportunità in occasione della manifestazione ciclistica.

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