Comunali 2022 

Inciampo “diplomatico” di Fico: la terza carica dello Stato in visita al Centro Est snobba il Municipio

Il presidente della Camera dei deputati è venuto a Genova per un tour elettorale tra centro storico e Lagaccio, accompagnato dai notabili locali del suo partito, il M5S. Il presidente del Municipio Centro Est Andrea Carratù, esponente della Lega: «Spiace che, nel suo ruolo istituzionale, sottolineato più volte  nelle comunicazioni dei candidati Dello Strologo e Giordano, non abbia richiesto di interfacciarsi con un rappresentante dell’attuale amministrazione municipale. Mi sarebbe piaciuto illustrargli il lavoro che stiamo facendo». A Roma M5S e Lega stanno seduti entrambi allo stesso tavolo del Governo, condividendone, evidentemente, gli obiettivi

Non ci voleva molto a capire che la visita del presidente della Camera Roberto Fico nelle aree del centro est ben poco aveva di istituzionale. Ha fatto il tour tipico dell’uomo di partito nazionale nella zona Cesarini della propaganda per le Amministrative, spingendo – di fatto – con la sua presenza il candidato sindaco del centro sinistra Ariel Dello Strologo e il candidato presidente di bandiera per il Municipio, Stefano Giordano, M5S come lui. Assumere un ruolo istituzionale dovrebbe essere sempre e comunque stare fuori dalle parti. Che Fico sia, come è, la terza carica dello Stato e non solo il rappresentante di un partito se ne sono ricordati però (e lo hanno ripetutamente ricordato agli elettori), sia Dello Strologo sia Giordano nelle loro dichiarazioni, aggiungendo alla campagna politica un peso che non ci dovrebbe stare, quello di un pesante ruolo istituzionale. Così facendo, però, hanno portando a galla quello che rischiava di passare sotto traccia. I social sono pieni di foto del presidente della Camera con i due candidati sindaco e presidente di Municipio e in posa o in situazioni conviviali con una serie i candidati pentastellati. Venendo a Genova con il peso istituzionale che ha accettato di portare, ha ascoltato una sola campana e ha snobbato quella delle istituzioni di quartiere dedicandosi a pura e semplice campagna elettorale per il suo partito, secondo i sondaggi elettorali piuttosto in difficoltà rispetto alla scorsa tornata delle amministrative.

Secondo il presidente del Municipio, Andrea Carratù (che si ricandida alla presidenza alle prossime elezioni amministrative ed è quindi avversario di Giordano) nel suo ruolo istituzionale, Fico avrebbe dovuto astenersi dal tour smaccatamente elettorale di ieri e, in visita a Genova, avrebbe dovuto interfacciarsi con le istituzioni, soprattutto quelle del territorio, per avere un panorama completo della situazione.

«È stata un’occasione persa di incontro sui progetti in corso e sulle criticità da risolvere – dichiara Carratù -. Non posso nascondere un po’ di amarezza per il  mancato coinvolgimento del Municipio Centro Est nella visita di ieri  della terza carica dello Stato. Il presidente Fico, la cui visita mi è  stata segnalata da alcune associazioni del territorio che amministro e  con cui ho un quotidiano dialogo, ha fatto un ampio tour nei quartieri e mi dispiace che, nel suo ruolo istituzionale, sottolineato più volte 
nelle comunicazioni dei candidati Dello Strologo e Giordano, non abbia  richiesto di interfacciarsi con un rappresentante dell’attuale  amministrazione municipale». Insomma, un fallo da rigore nelle regole del gioco che dividono ruolo istituzionale e di partito.

«Mi sarebbe piaciuto illustrare al presidente Fico il lavoro che stiamo facendo nel municipio più  popoloso di Genova, le criticità che stiamo affrontando nella realtà  complessa del centro storico, la sinergia con le 54 associazioni del  Patto per la rigenerazione del Sestiere del Molo, di cui è capofila il  Cesto nella cui sede, che fruisce anche di un contributo economico  comunale, è stato portato a pranzo. Peccato: un’occasione persa di  incontro per il presidente della Camera, evidentemente mal guidato  nella sua visita elettorale. Inviterò in altra occasione il presidente  Fico perché possa avere un’idea realistica, e non ideologica, dei  grandi progetti di rilancio che abbiamo avviato nei quartieri del  municipio più popoloso di Genova e una richiesta di collaborazione interistituzionale per affrontare le criticità dei centri storici e  delle periferie con strumenti a livello nazionale, a partire dalla  sicurezza» conclude Carratù, esponente di un partito, la Lega, con cui il M5S sta al governo da tre cicli legislativi: i due guidati da Conte e quello attuale, presieduto da Mario Draghi. A Genova gli schieramenti sono diversi, ma al tavolo nazionale del Governo leghisti e pentastellati stanno seduti fianco a fianco, segnale di una condivisione di obiettivi che Fico, atterrato a Genova, sembra aver dimenticato, secondo Carratù, insieme al “bon ton” istituzionale.

AGGIORNAMENTO: risponde Giordano

“Diverte la recente sparata del mio avversario Carratù: lamenta di non essere stato coinvolto nella visita a Genova del presidente della Camera dei deputati Roberto Fico – scrive Giordano in una nota -. Una visita non istituzionale, peraltro, come chiaramente sottolineato anche dalla stampa locale. Al netto di questo non piccolo dettaglio, chiedo: ma il presidente uscente del Municipio I Centro Est ha mai invitato la terza carica dello Stato a Genova per illustrargli le “meraviglie” pensate dalla sua compagine per la delegazione? O forse non saprebbe proprio come edulcorare le boiate che lui e Bucci stanno cercando di calare dall’alto sulla testa dei cittadini? Penso ad esempio alla funivia con relativi piloni che vogliono piantare in uno dei quartieri genovesi più popolosi e già sacrificati in nome delle servitù come il Lagaccio, funivia che sarebbe l’unica in tutta Europa così vicina alle case. Penso al mancato completamento del primo lotto e all’altrettanto mancato finanziamento degli altri quattro restanti dell’ex caserma Gavoglio. O ancora al mancato allargamento di via del Lagaccio o ai parcheggi mai realizzati sotto il ponte Don Acciai, nonostante abbiano avuto cinque anni per farlo. Penso alle promesse non mantenute circa il decoro e la sicurezza nel centro storico, per il quale egli candidamente ammette di aver bisogno di una “collaborazione interistituzionale per affrontare le criticità dei centri storici e delle periferie”. Potremmo andare avanti all’infinito, tanto è lunga la lista di scempi e promesse disattese del centrodestra”.
“Diversamente da Carratù – conclude -, accettiamo le regole del gioco, essendo in campagna elettorale esattamente come lui. Noi non abbiamo lamentato, ad esempio, di non essere stati coinvolti in merito alla visita del Ministro Giorgetti. Che peraltro si è presentato nella città dell’ex Ilva per parlare di sviluppo dell’acciaieria senza aver minimamente coinvolto i lavoratori e i loro rappresentanti sindacali. Se applicassimo lo stesso metro usato da Carratù, allora dovremmo dire che il titolare dello Sviluppo economico è stato “mal guidato” nella sua visita elettorale”.

Aggiornamento: controbatte a sua volta Carratù

«Il candidato Giordano campione di arrampicata sugli specchi per nascondere gaffe istituzionali e impreparazione politica. Vedo che ci ha dovuto pensare un giorno il candidato Giordano su come giustificare la palese gaffe istituzionale in cui ha coinvolto la terza carica dello Stato. E per rimediare allo scivolone si è lanciato in un’arrampicata sugli specchi, tipica di chi non ha proposte concrete e di chi fa dell’impreparazione un cavallo di battaglia. Peccato per Giordano che i risultati ottenuti grazie al nostro continuo lavoro sul territorio siano sotto gli occhi di tutti. Quelli che per Giordano sono forse disastri, per il quartiere sono vittorie: vogliamo parlare del nuovo ponte Don Acciai, finalmente sicuro e moderno? Vogliamo parlare dello sgombero del Centro sociale ex Tdn che per anni ha provocato gravissimi disagi al quartiere e su cui finalmente abbiamo fatto rispettare le regole, uguali per tutti? Vogliamo parlare della riqualificazione della caserma Gavoglio e realizzazione del nuovo parco urbano, ristrutturazione della rimessa ex Sati, realizzazione del nuovo Asilo Birulò all’interno della ex caserma Gavoglio, rifacimento del campo di calcio Felice Ceravolo? Vogliamo parlare del Piano Caruggi che per la prima volta nella storia del Comune di Genova ha messo il Centro Storico tra le priorità di investimento dell’amministrazione? Ecco per noi parlano i fatti. E infine una considerazione di carattere politico: lo sa Giordano che il presidente della Camera è una carica di garanzia e un ministro è una carica politica, per altro di un governo che il suo stesso partito appoggia? Confondere pere con mele è tipico di chi non sa cosa dire».

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