Caso disabili: associazione e Polfer smentiscono la versione dell’assessore e Trenitalia
Ieri sera l’assessore regionale ai trasporti Gianni Berrino Berrino ha lanciato alle 18:38 un comunicato stampa raccontando una storia probabilmente acquisita da Trenitalia, cioè la versione dell’azienda, alla quale corrisponde perfettamente. Di più: l’assessore ha usato parole forti, parlando di «Episodio vergognoso, da stigmatizzare», invitando alla condanna i passeggeri che non si sono alzati. Questo ha causato, una volta ribaltata la comunicazione istituzionale sulle pagine di tutti i media, un’ondata di disapprovazione e disgusto nei riguardi dei passeggeri che hanno rifiutato di cedere il posto. Il problema è che, pur essendo in possesso del biglietto, i passeggeri sarebbero dovuti scendere e chissà come e quando tentare di salire su un altro treno nelle identiche condizioni di iper affollamento. Ogni treno regionale ha circa 650 posti a sedere, ma i biglietti venduti sono mille: gli altri passeggeri, ben 350, si devono sistemare nei corridoi. Ovviamente s’è unito al coro dell’indignazione social anche quello della politica: ministro, parlamentari europei e italiani e consiglieri regionali hanno fatto a gara a condannare i turisti passeggeri di Trenitalia. Ma l’associazione che ha organizzato il viaggio dei disabili smentisce la ricostruzione “ufficiale”. Coinvolta nel racconto declinato dal comunicato anche la Polfer e anche lì raccontano ben altra dinamica circa l’impegno della polizia. Ovvio che perdurando le condizioni del trasporto ferroviario che si sono verificate ieri, la Liguria sarà ulteriormente penalizzata in aggiunta dal problema relativo alle autostrade


Ieri un comunicato dell’assessore Berrino recitava «nonostante la presenza di personale di Trenitalia e agenti della Polfer, i giovani disabili non sono stati fatti sedere da altri viaggiatori, saliti anch’essi nel capoluogo». Ma la Polfer fa sapere che non gli è mai stato chiesto di svuotare la carrozza e l’associazione “Haccade!” (a cui faceva riferimento l’escursione dei disabili) racconta una storia molto diversa da quella descritta dalle “fonti ufficiali”. Racconta che le carrozze sono arrivate già strapiene e i passeggeri che avessero lasciato i posti a sedere sarebbero dovuti scendere perché nelle carrozze non c’era posto nemmeno in piedi: «Il disagio causato a noi è un disagio causato anche ai passeggeri del treno», dicono all’associazione.
Nessun branco di cittadini incivili, ma persone penalizzate dal servizio di Trenitalia non sufficiente a far viaggiare i passeggeri (sia i disabili del gruppo sia quelli già presenti a bordo), un treno dal quale chi si fosse alzato sarebbe dovuto scendere perché non c’era posto a sedere nemmeno in piedi. Poi nessuna “incapacità” della Polfer di ridurre a miti consigli i viaggiatori seduti che si sarebbero dovuti alzare, semplicemente, spiega la stessa Polizia ferroviaria, non è mai stato chiesto da Trenitalia né di svuotare la carrozza dove dovevano salire i disabili né di far scendere coloro che avevano occupato abusivamente i posti riservati al gruppo Anzi, quando gli agenti sono arrivati sul binario, era già stata presa la decisione di predisporre dei pullman sostitutivi per i disabili. Il personale Polfer si è limitato a gestire, su richiesta di Trenitalia, il sovraffollamento nella stazione e di aiutare ad accompagnare il gruppo sui pullman.
L’azienda racconta la propria versione: «Ieri 18 aprile Trenitalia aveva riservato sulla prima vettura del treno regionale 3075 Albenga-Milano i posti necessari a far viaggiare da Genova a Milano una comitiva di persone con disabilità (27 persone + 3 accompagnatori). Sul treno, arrivato a Genova Piazza Principe in ritardo per un precedente atto vandalico, che aveva costretto a cambiare tipo di convoglio a Savona, sono saliti numerosi viaggiatori occupando tutti i posti, compresi quelli tenuti e rimasti fino a lì liberi per la comitiva. A quel punto il personale di assistenza alla clientela è salito a bordo per invitare le persone a liberare quei posti. Dopo circa venti minuti, nell’impossibilità di persuadere i clienti e permettere alla comitiva di viaggiare seduta e in maniera confortevole, com’era previsto, Trenitalia ha individuato una soluzione alternativa, utilizzando un pullman sostitutivo. È stata quindi fornita a Genova la massima assistenza, consegnando a ciascuno un kit con snack e bevande, accompagnandoli ai servizi igienici e, successivamente, al pullman per raggiungere Milano. Trenitalia, esprimendo vivo dispiacere e sdegno per l’accaduto, rimborserà integralmente il biglietto a tutti i partecipanti e conferma il proprio impegno a tutelare il diritto alla mobilità di tutti, in particolar modo di chi, per poterne godere pienamente, necessita di ogni doverosa attenzione: professionale, organizzativa e di comune senso civico».
Ben diversa la storia raccontata dall’associazione Haccade! a cui faceva riferimento il gruppo dei disabili. L’associazione racconta, in una nota, una versione dei fatti lontana sia da quella dell’assessore sia da quella di Trenitalia e parla di treno affollato tanto da non poterci stare nemmeno in piedi e di infiniti disagi anche per quanto riguarda il servizio sostitutivo. Eccola

Il gruppo di Turisti Per Kaos, progetto dell’Associazione “Haccade!”, ha svolta un soggiorno per le vacanze di Pasqua, a Genova, nel periodo che intercorre da giovedì 14 a lunedì 18 aprile 2022. Per svolgere i nostri soggiorni siamo soliti a viaggiare con Trenitalia e, nonostante problemi comunicativi interni alla stessa che possono causare disguidi in materia di assistenza, non ci eravamo mai interfacciati con un problema di tale entità. Lunedì 18 aprile siamo arrivati alla stazione di Genova Piazza Principe con un’ora di anticipo rispetto al treno regionale veloce 3075 delle ore 15.48 che avremmo dovuto prendere per recarci a Milano Centrale. Il personale di assistenza d ha proposto, in quanto sarebbero stati possibill sovraffollamenti dei treni in generale, di viaggiare per mezzo di un autobus: proposta da noi rifiutata In quanto aventi diritto, come da prenotazione e accordi presi (gruppo di 25 persone con disabilità e 5 operatori/operatrici). Inoltre, dovevamo poter garantire la discesa di una persona del gruppo alla fermata di Milano Rogoredo, cosa che l’autobus ha comunicato di non poter permettere in alcun modo. Il treno è arrivato al binario colmo di passeggeri ammassati in piedi sia nei vagoni sia nei passaggi tra una carrozza e l’altra, pertanto il personale ferroviario e l’assistenza ci hanno invitato ad aspettare per capire come poter risolvere la situazione. Sul binario è Intervenuta la Polfer, ma non è stato possibile salire sul treno, poiché il treno viaggiava con almeno una carrozza In meno. Come associazione ci teniamo a sottolineare che questo spazio doveva essere garantito prima della salita dei passeggeri e non riteniamo modalità adeguata ipotizzare la discesa di trenta passeggeri, in quanto non sarebbero potuti rimanere sul treno nemmeno neanche in piedi. Riteniamo che il disagio causato a noi sia un disagio causato anche ai passeggeri dello stesso treno che, informalmente, ci hanno espresso dispiacere e difficoltà. Il segnale del treno è stato chiuso e ha maturato un ritardo di mezz’ora circa o più, fino a che non ci è stato comunicato che non c’era soluzione eccetto quella di prendere un autobus dedicato. Siamo giunti a Milano più di due ore dopo l’arrivo previsto. In un autobus privo di servizi Igienici e in condizioni climatiche non adeguate e senza informazioni su un luogo di arrivo preciso Ipotetico In stazione Centrale (informazione necessaria per le famiglie delle persone del gruppo}. L’autobus si è fermato in piazza Duca D’Aosta in una fermata del bus ATM. Alla discesa non era presente nessuno: personale di assistenza o simili. La responsabile dell’ associazione coordinava telefonicamente gli interventi, parlando con riferimenti di Polfer e Trenitalia: a essi aveva spiegato la situazione e annunciato l’arrivo (avremmo dovuto avere assistenza anche a Milano Centrale, come da prenotazione). Oltre a questo, era impossibile recuperare le valigie in sicurezza, in quanto il portellone del bagagli era affacciato sulla strada e non sul marciapiede. Abbiamo Insistito con l’autista per richiedere un intervento dell’assistenza. Dopo averci detto di non avere contatti o informazioni al riguardo, ha contattato un responsabile (non meglio identificato) che ha riferito di non riuscire a comprendere dove d trovassimo esattamente (nonostante indicazioni della responsabile del gruppo). La comunicazione è stata interrotta dall’autista che ha tolto alla stessa responsabile del gruppo il telefono, Inveendole contro riguardo un presunto stato di disordine del bus (seppure sia stata posta attenzione da parte di tutti alla condizione dello stesso). Dopo un lasso di tempo In cui nessuno ha fornito assistenza al gruppo, ne si è presentato sul luogo, le famiglie hanno provveduto a recuperare i bagagli in autonomia.
In copertina: foto d’archivio


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