“Vittorio Gassman, il centenario”. La mostra, presentata oggi a Roma, sarà a Palazzo Ducale dal 6 luglio

L’esposizione – curata da Alessandro Nicosia, Diletta d’Andrea Gassmann e Alessandro Gassmann – è la prima a lui mai dedicata e rende omaggio, in occasione del Centenario della nascita, a un “gigante” del Novecento, uno dei personaggi italiani più amati dal pubblico. È la seconda mostra, dopo il Progetto Superbarocco, che si articola tra la Capitale e Palazzo Ducale. L’assessore alla Cultura Barbara Grosso: «Sono molto riconoscente nei confronti della famiglia Gassman che, dopo che all’Auditorium del Parco della Musica di Roma, ha deciso di portare questa bella mostra anche a Genova»

È stata presentata questa mattina a Roma presso l’Auditorium Parco della Musica la mostra “Vittorio Gassman. Il Centenario” che sarà visitabile fino al 29 giugno e che poi sarà possibile ammirare anche a Palazzo Ducale di Genova dal 6 luglio al 18 settembre.

A Roma – insieme ai curatori, all’assessore alla Cultura del Comune di Roma Miguel Gotor e ai rappresentanti di Auditorium Parco della Musica, Centro Sperimentale di Cinematografia e Archivio Storico Luce – era presente la direttrice di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura Serena Bertolucci.

Attraverso materiali privati inediti e testimonianze professionali, immagini e video, curiosità e oggetti personali, la mostra ripercorre l’intera parabola artistica e umana di Gassman, dalla carriera, i premi e i trionfi, alla famiglia e agli aspetti più intimi.

Il pubblico potrà incontrare il “Mattatore” negli anni gloriosi dell’Accademia d’Arte Drammatica, ripercorrere i suoi inizi nei teatri milanesi, il lavoro prestigioso nella compagnia di Luchino Visconti fianco a fianco con Paolo Stoppa, Rina Morelli, Paola Borboni. E il successo ottenuto nel cinema quando, insieme con Alberto Sordi, Nino Manfredi e Ugo Tognazzi tra gli anni Sessanta e Ottanta sarebbe stato uno degli attori più popolari e più amati.

Gassman era nato a Genova, a Struppa. E a Genova è stato protagonista di spettacoli memorabili. Come quello in occasione delle Colombiadi nel 1992, Ulisse e la balena bianca, le cui scene furono curate da un altro illustre genovese, Renzo Piano. 

Non poteva quindi mancare una sezione della mostra dedicata allo speciale rapporto con la “Superba”. Oltre alle testimonianze e ai materiali d’archivio di quello straordinario spettacolo, messe a disposizione dal maestro, il Teatro Stabile di Genova ha fornito preziosi documenti.

«Il ritorno di Vittorio Gassman a Palazzo Ducale – sostiene la direttrice Serena Bertolucci – è davvero un motivo di grande emozione. Le immagini che ce lo mostrano nel Salone del Maggior Consiglio mentre parla alla città e per la città, rievocando storie e persone, sono certamente un tassello importante nella vita di questa Fondazione che ha tra le sue missioni quella di tessere fili tra arti, discipline e culture. Ecco perché questa mostra è preziosa: perché va ad agire in questo campo e con questo scopo, rendere non solo attuale la memoria, ma condivisibile, comprensibile, necessaria».

«Sono molto riconoscente nei confronti della famiglia Gassman che, dopo l’Auditorium Parco della Musica di Roma, ha deciso di portare questa bella mostra anche a Genova – commenta l’assessore alle Politiche culturali del Comune di Genova Barbara Grosso –. Gassman oltre ad essere genovese amava la città nell’intimo. La conosceva a fondo, continuò a frequentarla e apprezzava le spigolosità, la forza e l’ardimento dei suoi abitanti. “Genova è varia per definizione – ha detto in un’intervista – I genovesi sono un popolo operoso, capace di grandi imprese, popolo di viaggiatori, di emigranti…”. Un amore corrisposto: Genova gli conferì infatti nel 1998 la cittadinanza onoraria, uno speciale riconoscimento destinato a chi con la propria attività porta il nome della città nel mondo. Da assessore alla Politiche culturali lavorerò perché l’eredità del grande attore e regista abbia ulteriori momenti di celebrazione».

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