Nuovo crematorio: gruppo di lavoro regionale potrebbe sospenderlo, ma le regole potrebbero fermare anche quelli vecchi
Il M5S insiste contro il progetto del nuovo forno crematorio. Interrogazione in Regione per chiedere regole sui limiti di emissione e sui materiali delle bare da bruciare con i defunti. Giampedrone annuncia un team di tecnici composto da Arpal, AliSa e Asl per colmare lacune legislative. Nuove regole che, però, potrebbero anche fermare gli impianti esistenti, quelli della Socrem


Ieri, in consiglio regionale, Paolo Ugolini (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dal collega del gruppo, in cui ha chiesto alla giunta quando saranno colmate le lacune nella disciplina della programmazione e gestione dei forni crematori e se, nelle more dell’approvazione della disciplina specifica, sarà sospesa la realizzazione di impianti, come quello nel cimitero di Staglieno. Il consigliere ha rilevato che non esistono norme nazionali e regionali sui limiti di emissione degli impianti e sui materiali delle bare per la cremazione.
L’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone ha annunciato la costituzione di un gruppo di lavoro di cui faranno parte, fra gli altri anche Arpal, AliSa e le Asl, per colmare le lacune circa la disciplina programmatoria e sarà questo tavolo a valutare se sospendere la realizzazione dell’intervento.
Nuove regole e limiti di emissione, però, agendo non solo sulla programmazione, potrebbero non solo fermare il nuovo forno crematorio, tecnologicamente più aggiornato rispetto a quelli esistenti, ma anche quelli della Socrem che funzionano da anni. Sarebbe, infatti, difficile giustificare lo stop a un forno più moderno imponendo limiti da cui fossero esclusi quelli vecchi.


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.