Arrivati quasi 70 profughi, salvati da un gruppo di volontari che ha organizzato il viaggio dal confine con la Polonia
Si tratta soprattutto di donne e bambini. Sono stati prelevati al confine tra Ucraina e Polonia da un pullman noleggiato e da alcune auto che hanno formato una carovana. L’ultima difficoltà? I cantieri delle autostrade italiane


Non tutti i profughi si fermeranno a Genova, tra case private anche di connazionali e sistemazioni messe a disposizione dalla Caritas. Alcuni di quelli che resteranno nella nostra città troveranno alloggio negli appartamenti del Santuario della Madonna della Guardia. All’arrivo della carovana in piazza della Vittoria era presente il cappellano della comunità ucraina, padre Vitaliy Tarasenko.
Molte delle persone che erano a bordo hanno potuto riabbracciare i loro cari, già a Genova. Sono stati lunghi momenti di commozione, abbracci, lacrime, apprensione per gli uomini che sono rimasti in patria, tra le bombe, a combattere per tentare di resistere all’invasione russa.


I cittadini ucraini sono arrivati a Genova grazie a un’iniziativa umanitaria messa a punto da un gruppo di volontari che si è nominato “Persone per le persone” che ha noleggiato un pullman e, aggiungendo alcune auto, è arrivato al confine tra Polonia e Ucraina per poi “imbarcare” quasi 70 persone e tornare in Italia con tutti quelli che ha strappato alla guerra e alle sue violenze e che nei giorni scorsi hanno attraversato le atrocità della guerra, le code nelle stazioni per tentare di prendere un treno, la paura. L’ultima difficoltà: i cantieri delle autostrade italiane che hanno costretto ad allungare di qualche ora il viaggio verso la salvezza.


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