Ex Ilva, la marcia delle felpe attraversa Genova: operai in corteo tutto il giorno per accelerare i tempi della politica

Felpe blu e rosse della Fiom Cgil, verdi della Cisl e rosse dell’Usb: i lavoratori annunciano una manifestazione itinerante per sollecitare una soluzione per gli stabilimenti di Genova e del Nord. «Non abbiamo tempo di aspettare», dice Armando Palombo. Inevitabili i disagi al traffico

Dopo il presidio davanti alla Prefettura, la protesta dei lavoratori dell’ex Ilva si sposta nelle strade di Genova. La nuova iniziativa è stata annunciata questa mattina da Armando Palombo, coordinatore della rappresentanza sindacale unitaria della Fiom Cgil: i lavoratori marceranno per la città nel corso della giornata, con i propri mezzi e senza striscioni. Una manifestazione che, muovendosi lungo le vie cittadine, avrà inevitabilmente ripercussioni sul traffico.

A distinguere il corteo saranno le felpe dei diversi sindacati: blu e rosse quelle della Fiom Cgil, verdi quelle della Cisl, rosse quelle dell’Usb. Per Palombo i colori non segnano divisioni, ma raccontano una mobilitazione comune: la prima fila, ha spiegato, sarà aperta dai lavoratori in felpa, compatti e organizzati, mentre si attenderà l’arrivo di altri partecipanti. L’intenzione è proseguire per tutta la giornata, passando più volte per la città e cercando di attirare l’attenzione della politica e delle istituzioni.
Il punto, per i lavoratori, è che le interlocuzioni sono avviate ma non hanno ancora prodotto un impegno formale. Palombo ha riconosciuto che prefetture, commissari, ministri e Governo stanno lavorando a possibili soluzioni. Ma i tempi delle decisioni istituzionali, ha osservato, non coincidono con quelli di chi rischia di perdere il lavoro: «Non abbiamo tempo di aspettare».
La mobilitazione, ha ricordato il coordinatore sindacale, ha raccolto la vicinanza del Comune di Genova, della Regione Liguria, dei parlamentari liguri e della Curia. Un sostegno che i lavoratori considerano importante, ma insufficiente finché non si tradurrà in un atto scritto. «Ci danno tutti ragione, però non ci basta», ha detto Palombo, chiedendo che le misure per mantenere attivi gli impianti siano messe nero su bianco con chiarezza.
La richiesta riguarda la continuità produttiva degli stabilimenti di Genova e del Nord Italia. I lavoratori chiedono l’arrivo di rotoli d’acciaio da lavorare, oppure di bramme provenienti da Taranto da trasformare in rotoli. Palombo ha sostenuto che, non essendoci provvedimenti giudiziari che impediscano l’attività negli stabilimenti del Nord, non ci sarebbe motivo di tenerli fermi. Per il sindacato, tuttavia, le ipotesi circolate finora devono diventare una soluzione ufficiale, con indicazioni precise e verificabili.
La marcia vuole quindi accelerare il confronto e mantenere alta la pressione mentre si attende un piano concreto. «Deve diventare un foglio ufficiale», ha insistito Palombo, invitando i lavoratori a partecipare alla manifestazione e a proseguire la mobilitazione in modo compatto e disciplinato. Nel corso della giornata sono possibili ulteriori iniziative, ma i dettagli non sono stati anticipati.
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