Sindacale 

Associazione e Ordine dei giornalisti al fianco dei colleghi Rai per contrastare le «decisioni unilaterali dell’azienda»

L’Associazione dei Giornalisti liguri e l’Ordine dei Giornalisti della Liguria sono al fianco dei giornalisti della Rai e ne sostengono le ragioni nella vertenza che li impegna per contrastare le decisioni annunciate unilateralmente dal vertice aziendale che si è finora sottratto al confronto configurando così il comportamento antisindacale sanzionato dall’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori

«Alla luce di tale atteggiamento appare grottesca la narrazione dei vertici aziendali Rai che tenta di dipingere i giornalisti arroccati in difesa di chissà quale eldorado e impegnati a contrastare ogni iniziativa riformatrice. È vero l’esatto contrario – scrivono, in una nota, Giornalisti della Liguria -. Citiamo solo due questioni sulle quali da anni il sindacato incalza l’azienda e il decisore politico: una riforma della governance che esalti il confronto politico democratico sul destino e la missione della tv pubblica, ma metta a dieta la voracità lottizzatoria dei partiti; la certezza sulle risorse disponibili per potere realmente programmare scelte di bilancio efficienti ed efficaci al fine di mettere in ordine i conti e affrontare le nuove sfide competitive».

«I primi atti del nuovo vertice aziendale – continuano Paganini e Azzolini -sono non solo ostili ma sconfortanti: si annuncia il taglio della edizione notturna dei tg  regionali dal prossimo 9 gennaio; si annuncia l’accorpamento dei profili social delle testate prefigurando un portale unico dell’informazione Rai del quale non c’è ancora alcun piano. Ed ancora: una circolare vorrebbe disporre del tempo libero dei giornalisti Rai limitandone la partecipazione alle iniziative sociali, politiche e culturali organizzate sui territori. Tutto ciò rende evidente come la vertenza non riguardi solo le giornaliste e i giornalisti della Rai ma possa rappresentare un capitolo non secondario della mobilitazione delle giornaliste e dei giornalisti per tutelare il diritto all’informazione dei cittadini e il ruolo del servizio pubblico minacciato da tagli, precarizzazione della professione, leggi di sistema risalenti ad un’epoca precedente allo sviluppo di internet ed oggi drammaticamente inadeguate a sostenere  la tenuta dell’intera filiera dell’informazione».

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