Marassi, la Uil FP Polizia Penitenziaria denuncia altre due aggressioni e chiede un intervento del Ministero

Il sindacato riferisce di due agenti feriti dopo episodi avvenuti il 30 marzo e l’11 aprile nel carcere genovese e punta il dito contro la gestione dell’istituto, chiedendo provvedimenti da parte del Ministero della Giustizia

Due aggressioni avvenute nel giro di pochi giorni dentro il carcere di Genova Marassi, due agenti di polizia penitenziaria finiti sotto cure mediche e un duro atto d’accusa contro i vertici dell’istituto. È questo il quadro denunciato dalla Uil Funzione pubblica polizia penitenziaria. Il sindacato chiede un intervento del Ministero della Giustizia sulla situazione interna della struttura genovese.

Secondo quanto riferito dal sindacato, i due episodi risalgono al 30 marzo e all’11 aprile. Entrambi i poliziotti penitenziari coinvolti sarebbero ancora in cura e uno di loro avrebbe riportato anche una frattura costale. La Uil sostiene che a fronte di fatti di questa gravità non sarebbero arrivate risposte adeguate da parte della direzione e del comando del carcere, contestando in particolare la mancata attivazione dell’iter previsto dalla circolare ministeriale del 2021 del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per il riconoscimento della causa di servizio in caso di lesioni traumatiche dovute a causa violenta.

Fabio Pagani, segretario regionale della Uil per la polizia penitenziaria in Liguria, parla di una situazione che a suo giudizio non può più essere letta come una semplice criticità organizzativa, ma come un problema gestionale più ampio, con ripercussioni dirette sulla sicurezza del personale. La sigla sindacale descrive infatti un istituto in cui, secondo la propria ricostruzione, gli agenti sarebbero lasciati senza tutele adeguate anche dopo episodi particolarmente seri.
La denuncia investe direttamente anche l’assetto di comando della struttura. Sempre secondo la Uil Funzione pubblica polizia penitenziaria, il carcere di Marassi vivrebbe da tempo una fase di forte difficoltà e l’atteggiamento dei vertici verrebbe percepito come distante rispetto alle esigenze operative quotidiane. Da qui la richiesta esplicita rivolta al Ministero della Giustizia di intervenire con urgenza e valutare provvedimenti nei confronti dei responsabili dell’istituto.
Il sindacato lega la vicenda non solo alla gestione delle singole aggressioni, ma a un clima generale che considera ormai non più sostenibile. Per questo, oltre a sollecitare risposte immediate sui due casi denunciati, chiede che venga affrontato in modo più ampio il nodo delle condizioni di lavoro all’interno del carcere genovese.
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