Marathon dell’Appennino, a Casella il 25 aprile tra sport e storia: edizione numero 29 verso il traguardo dei 30 anni

Una delle gare di mountain bike più longeve d’Italia festeggia il 25 aprile con due percorsi spettacolari e un forte valore simbolico. Attesi centinaia di partecipanti tra agonisti e appassionati

Un compleanno importante, quasi storico, che si intreccia con una delle date più significative per il Paese. A Casella, sabato 25 aprile, torna la Marathon dell’Appennino, che raggiunge la sua ventinovesima edizione e si avvicina al traguardo dei trent’anni, confermandosi come uno degli appuntamenti più longevi e prestigiosi nel panorama della mountain bike italiana.

La scelta di correre proprio nel Giorno della Liberazione non è casuale, ma voluta dagli organizzatori per dare alla manifestazione anche un valore simbolico, oltre che sportivo. Un evento che negli anni ha saputo crescere fino a ospitare competizioni di livello europeo e nazionale e che oggi continua a richiamare atleti e appassionati da tutta Italia e dall’estero.

Il percorso, come da tradizione, promette spettacolo e fatica. Due le opzioni per i partecipanti: il tracciato lungo, di 76,6 chilometri con un dislivello di 2.500 metri, attraversa la Valle Scrivia e l’Alta Val Polcevera, toccando salite iconiche come il Monte Poggio e la Bocchetta, teatro anche delle sfide del ciclismo su strada. Più accessibile ma comunque impegnativo il percorso medio, di 36 chilometri con 1.180 metri di dislivello.
La partenza sarà unica per tutti, fissata alle 9:30 dal piazzale davanti alla tensostruttura dell’Area Verde di Casella, dove sorgerà il villaggio gara con stand, assistenza tecnica e servizi per gli atleti. Un punto di ritrovo che negli anni è diventato il cuore pulsante della manifestazione, capace di coinvolgere non solo i corridori ma anche famiglie e curiosi.
L’edizione 2026 si inserisce nel circuito Nord Ovest mountain bike, che ha già fatto tappa ad Alassio e Villareggia, e rappresenta uno dei momenti più attesi della stagione. Ma non è solo competizione: la Marathon dell’Appennino guarda anche all’inclusione, grazie alla partecipazione alla Faum Cup, iniziativa che permette anche ad atleti con disabilità intellettivo-relazionali di gareggiare su un percorso dedicato di 9 chilometri.
Lo scorso anno la gara aveva registrato un livello altissimo, con la vittoria del tedesco Andreas Seewald e della connazionale Adelheid Morath, in un’edizione valida anche come campionato europeo. Un precedente che alza ulteriormente l’asticella per il 2026, in attesa di capire chi raccoglierà il testimone.
Intorno alla gara, infine, si muove anche un indotto turistico sempre più importante. La manifestazione rappresenta infatti l’occasione per scoprire l’entroterra genovese e vivere un fine settimana tra sport, natura e territorio, in una cornice che ogni anno continua a conquistare partecipanti e pubblico.
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